Per mesi gli Stati Uniti hanno preso il problema alla larga, evitando di pubblicare analisi sulla sfida a distanza con la Cina; una sfida economica, ma anche militare, politica ma soprattutto tecnologica. Trump si è limitato ad intraprendere una ferrata guerra dei dazi e a bannare le aziende cinesi più insidiose, Huawei in primis. Le valutazioni più serie, i resoconti dei think tank, le analisi su quale delle due superpotenze sia più avanti dell’altra: niente di tutto questo è mai emerso all’interno del dibattito pubblico. La situazione è improvvisamente cambiata da quando gli Stati Uniti hanno ammesso di star perdendo la guerra tecnologica contro la Cina, soprattutto per quello che riguarda la rete 5G.

I vantaggi di avere il primato nell’ambito del 5G

Washington continua a straparlare per bocca di Trump ma il Defense Innovation Board, cioè un gruppo di accademici americani, ha stilato un rapporto per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che fa tremare i polsi all’establishment statunitense. “Il Paese che possiede il 5G possiederà le più importanti innovazioni del futuro e stabilirà gli standard per tutto il resto del mondo. Ebbene – prosegue la lapidaria analisi – quel Paese, attualmente, potrebbe non essere gli Stati Uniti”. L’importanza della nuova rete di quinta generazione è fondamentale: farà guadagnare centinaia di miliardi a chi saprà sfruttarlo al meglio e creerà posti di lavoro in tutto il settore tecnologico. Insomma, il 5G potrebbe davvero essere il mezzo che farà scoppiare una nuova rivoluzione tecnologica.

Dati e appunti

I numeri parlano chiaro e sono, fin qui, dalla parte di Huawei. Le limitazioni e i dazi – che tuttavia Trump potrebbe presto attenuare o addirittura togliere – causeranno alcune ricadute al colosso di Shenzen, il quale ha però raccolto nel 2018 la bellezza di 52,5 miliardi di dollari, aumentando le sue entrate del 45% rispetto al 2017. Ma non è finita qui, perché il successo di Huawei ha spinto l’azienda a firmare 46 contratti commerciali per spedire più di 100.000 stazioni base per gestire le prossime connessioni ultraveloci 5G. E gli Stati Uniti? Sono rimasti fermi al pelo lasciandosi scavalcare da Pechino. Il Dragone, riporta Asia Times, ha investito 180 miliardi di dollari per sviluppare il 5G in cinque anni e le tappe sono state rispettate quasi tutte.

Il primato del Dragone nello sviluppo del 5G

Lo sviluppo del 5G della Cina viene implementato attraverso le sue principali compagnie di telecomounicazione, come China Mobile, China Telecom e China Unicom. Non solo: all’estero Huawei e Zte stanno implementando questa nuova connessione vendendo quante più apparecchiature 5G possibili. Quali saranno le ripercussioni sul futuro dell’Occidente? La Cina intende implementare la prima rete 5G diffusa nel 2020. Essere i primi a inaugurare questa nuova tecnologia darà dei grandi vantaggi a Pechino. Nel migliore dei casi le aziende cinesi, surgando l’onda del 5G, svilupperanno servizi e applicazioni per il loro mercato interno; in un secondo momento simili app potrebbero diventare predominanti in tutto il mondo, sulla falsa riga di quanto accaduto con Whatsapp, Facebook e Instagram. “La Cina – prosegue il documento – è sulla buona strada per fare con il 5G quanto hanno fatto gli Stati Uniti con il 4G”.

Il piano della Cina

Il primo passo mosso dalla Cina per superare gli Stati Uniti risale al 2015, quando Pechino lanciò l’iniziativa Made in China 2025 con l’intenzione di modernizzare i settori economici del Paese. Tra cui l’apparato tecnologico. Da quando è scoppiata la guerra commerciale con la Casa Bianca, il Dragone ha cambiato nome al suo progetto chiamandola semplicemente politiva di Intelligent Plus. Il piano prevede di utilizzare i big data raccolti dalle autorità sui propri cittadini per applicare quanto descritto a settori come ferrovie, Internet delle cose, energie rinnovabili e quant’altro. Il documento termina con un ammonimento: “La Cina, in futuro, modellerà l’intero mercato dei prodotti 5G”: adesso Washington deve inventarsi qualcosa per non perdere altro terreno.