L’Ucraina in guerra con la Federazione Russa rischia di rimanere pesantemente a corto di risorse tanto sul piano dell’economia reale quanto sul fronte delle finanze pubbliche, a causa dell’accumularsi di una serie di shock legati alle conseguenze di lungo termine del conflitto, che a febbraio doppierà il quarto anniversario.

Il report della Kyiv School of Economics

La Kyiv School of Economics (Kse) ha di recente pubblicato un rapporto sulla condizione macroeconomica del Paese guidato da Volodymyr Zelensky che mostra elementi di profonda criticità per lo Stato ex sovietico. L’Ucraina, si legge nel report, “ha un urgente bisogno di finanziamenti aggiuntivi dai partner internazionali, poiché la continuazione della guerra fa aumentare la spesa per la difesa e la ricostruzione del settore energetico, pesa sulla bilancia dei pagamenti e rallenta la crescita economica”. Due dati, in particolare, destano preoccupazione a Kiev.

Il maxi-deficit commerciale di Kiev si amplia

Il primo ha a che vedere con la tenuta degli equilibri economico-commerciali del Paese. Il disavanzo commerciale dell’Ucraina è dato in aumento da 33 a 42 miliardi di dollari dal 2024 al 2025, un +27% che potrebbe aprire la strada a un triennio di disavanzi strutturalmente alti (2026-2028) a causa delle necessità di continuare a rimpiazzare gli armamenti consumati nel conflitto e sempre meno disponibili sotto forma di donazioni occidentali, dalla crescente richiesta di risorse per rafforzare gli impianti produttivi e le infrastrutture, da un gap di forniture energetiche alla popolazione per gli attacchi alle strutture produttive ucraine da parte della Russia.

Queste ultime potrebbero costare solo nel 2025-2026 in inverno da 1,9 a 3,2 miliardi di dollari di importazioni aggiuntive a Kiev, la cui produzione di gas è dimezzata per l’offensiva di Mosca. Il deficit commerciale ucraino è strutturalmente insediato in ambiti economici decisivi per la sicurezza nazionale, e spesso chiama in causa delle spese dirette da parte del governo centrale.

Conti pubblici in deterioramento per l’Ucraina

Veniamo dunque al secondo punto riscontrato dall’analisi obiettivamente franca e trasparente della Kse: la rapida consunzione delle riserve di bilancio ucraine sotto i colpi delle crescenti necessità del Paese, dell’esercito, della società e delle autorità locali. Nonostante l’esistenza di programmi come la Eu Ukraine Facility con cui Bruxelles ha destinato 50 miliardi di euro per il periodo 2024-2027 a Kiev, e che ne potrà garantire almeno 25 nel prossimo biennio, e nonostante il programma Prioritized Ukraine Requirements List (Purl) per fornire armi (spesso americane) con fondi europei al Paese invaso dalla Russia, le finanze pubbliche dello Stato centrale ucraino appaiono destinate a un futuro fosco.

A consuntivo, si prevede che quest’anno il deficit di bilancio sarà al 19,4% del Pil (41,7 miliardi di dollari) e si conserverà in medesime proporzioni nel 2026, anno in cui l’Ucraina conoscerà un picco di spesa militare oltre 85,5 miliardi di dollari. Il report, lo sottolineiamo, stima il 2027 come anno possibile per la fine del conflitto e da lì costruisce tutti gli scenari più realistici. Un deficit nominale destinato a salire oltre 50 miliardi di dollari nel 2028 si potrebbe sommare a un picco di disoccupazione nel 2027-2028 per il ritorno nel mercato del lavoro dei militari in servizio congedati, mentre le riserve valutarie potrebbero consumarsi e arrivare dai 44 miliardi di dollari del 2024 a 12,5 nel 2028 se gli aiuti occidentali si esauriranno.

“Con le importazioni ormai al doppio delle esportazioni e con i finanziamenti dei donatori sempre più limitati e condizionati, il rapporto conclude che la posizione esterna dell’Ucraina sta entrando in uno stato di fragilità strutturale, una situazione destinata a persistere anche in tempo di pace, a meno che la capacità di esportazione non si riprenda e la produzione interna non riesca a compensare la necessità di importazioni ad alto costo”, nota Bne Intellinews.

Un dopoguerra che si preannuncia difficile

A trainare la crescita dell’Ucraina nel dopoguerra dovranno essere, perché ciò accada, settori ad alta capacità di innovazione e valore aggiunto. Inevitabile pensare, dunque, a un contributo crescente del comparto della difesa, sulla scia dell’innovazione imposta dalla guerra con la Russia. Ma mantenere un’economia di guerra mobilitata anche in tempo di pace è quantomeno difficile. Già Israele, che certamente in due anni di guerra non ha subito le devastazioni dell’Ucraina, fatica in Medio Oriente a mantenere un sano principio di sostenibilità di bilancio. Per Kiev ciò sarebbe veramente arduo.

Il fatto che la natura della pace che l’Ucraina dovrà concordare (o subire) con la Russia difficilmente sarà al rialzo per le prospettive economiche e geopolitiche del Paese aggiunge incertezza. La Kse sottolinea che per l’Ucraina sarà vitale in futuro consolidare l’assistenza internazionale dato che il Paese rischia di andare in sofferenza. Quando la guerra finirà, il problema sarà capire come gestire una pace che partirà in salita.

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