Verso il Circular Economy Act: l’Europa cerca una strada nel mercato del riciclo

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Settimane frenetiche nei palazzi europei dove si sta lavorando alla bozza di un futuro Circular Economy Act, una normativa-quadro della Commissione Europea annunciata e in via di definizione che mira a fare ordine nelle varie strategie per la circolarità e la gestione del riciclo nel blocco dei Ventisette.

L’obiettivo? Coniugare circolarità, sostenibilità e sicurezza in un contesto che vede l’economia circolare assurgere non solo a importante pilastro delle strategie per un sistema produttivo a più basso impatto ambientale ma anche capace di garantire un’efficace capacità di riuso delle risorse. Quest’ultimo principio è stato già evidenziato dal Critical Raw Materials Act (Crma) del 2024 ed è stato commentato su queste colonne in riferimento alla prospettiva di utilizzare i rifiuti elettronici come miniera per metalli strategici e altri prodotti di cui l’Italia ha carenza.

Le aspettative per la proposta che arriverà dalla squadra della presidente Ursula von der Leyen sono alte, principalmente per capire in che misura la logica dello sviluppo ambientale e quella della politica industriale saranno messe in connubio dopo che negli ultimi mesi le vecchie ambizioni del Green Deal sono state in molti casi ridimensionate e annacquate. Nel frattempo sono emerse da parte di diversi gruppi di pressione e interesse diverse proposte volte a caratterizzare il nascituro Cea.

Per ampliare l’industria del riciclo

Per Transport Environment, gruppo attivo nella promozione e nell’analisi di temi riguardanti la mobilità sostenibile, si tratta di un’ opportunità per “ampliare in modo efficiente l’industria del riciclo in Europa, che comprende batterie, acciaio e alluminio”, e di un progetto che dovrebbe porsi l’obiettivo di “costituire aziende di riciclo locali e avviare la produzione di materiali riciclati sarà fondamentale per sviluppare un’industria sostenibile dei veicoli elettrici, generare nuove opportunità industriali e creare catene di approvvigionamento europee resilienti che riducano le dipendenze esterne”.

Sul tema è intervenuto anche il Consiglio Europeo delle Industrie Chimiche (Cefic), secondo cui l’Ue dovrebbe trattare l’economia circolare come un sistema, “bilanciando circolarità e competitività” e ispirandosi a “un approccio sistemico, ricostituente e rigenerativo per definizione, che mantiene il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse il più a lungo possibile”, invitando Bruxelles a “creare domanda rafforzando il business case per la circolarità attraverso una serie di misure tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, gli appalti pubblici verdi” e “istituire un mercato unico per le materie prime secondarie armonizzando i criteri di cessazione della qualifica di rifiuto e di sottoprodotto e attuando regimi semplificati di responsabilità estesa del produttore”.

Non manca chi, specificamente, chiede un’attenzione particolare ai propri settori. Sul Cea si è espressa anche l’Etira, associazione di nicchia che rappresenta i produttori di toner e inchiostri per stampanti, che ha portato un tema molto specifico all’attenzione: “Il nostro settore è sotto pressione esistenziale, non solo a causa delle pratiche anti-riutilizzo dei produttori di apparecchiature originali (OEM), ma anche a causa dell’ondata di cartucce monouso (SUC) economiche, inquinanti e non OEM che stanno invadendo l’Europa dal Sud-Est asiatico”, segnalando che “le cartucce usate dovrebbero essere classificate come materie prime, non come rifiuti. Le attuali norme sul trasporto dei rifiuti a livello UE, nazionale e regionale creano inutili ostacoli alla rigenerazione delle cartucce”.

Queste prese di posizione mostrano l’ampiezza del tema e del perimetro di riferimento di un settore strategico per lo sviluppo del Vecchio Continente che l’Ue dovrà normare mediando tra pressioni differenti e chiare ambizioni industriali. Le alte aspettative mostrano il valore dell’economia circolare, settore chiave che è entrato nei mix produttivi delle maggiori potenze produttive dell’Ue per restarvi a lungo.