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In Venezuela gli studenti trasformano la plastica in banchi di scuola

In Venezuela, la fondazione El Zulia Recicla trasforma rifiuti plastici in banchi scolastici, coinvolgendo studenti e scuole di Maracaibo.
Banchi scolastici (foto: Pexels)

Nel cuore della regione di Zulia, nel Nord-Ovest del Venezuela, un progetto ambientale e sociale sta dimostrando che anche la plastica scartata può trasformarsi in una risorsa preziosa. La fondazione El Zulia Recicla, con sede a Maracaibo, ha avviato un’iniziativa che coniuga sostenibilità e istruzione, restituendo nuova vita ai mobili scolastici danneggiati. Finora, il programma ha restaurato 160 banchi scolastici, utilizzando esclusivamente rifiuti di plastica raccolti dagli studenti. L’obiettivo non è costruire nuovi arredi, ma recuperare quelli esistenti, riparando i telai metallici e sostituendo le parti deteriorate con pannelli di plastica stampati nella propria officina.

Il progetto nasce dalla consapevolezza di due emergenze che si intrecciano in Venezuela: l’inquinamento da plastica e la grave carenza di risorse scolastiche dovuta alla crisi economica. Secondo il direttore della ricerca della fondazione, Nicolino Bracho, l’iniziativa dimostra concretamente che “ciò che è considerato rifiuto può tornare a essere utile”. Attraverso un lavoro collettivo, studenti e volontari imparano che la sostenibilità non è un concetto astratto ma un modo di vivere quotidiano. In un Paese in cui molte scuole faticano a garantire persino le sedie per gli alunni, riciclare significa anche restituire dignità all’istruzione, trasformando i rifiuti in una risorsa capace di generare conoscenza e opportunità.

Una seconda vita per le aule venezuelane

Il progetto di El Zulia Recicla ha già trovato applicazione concreta nella scuola Ramon Reinoso Núñez, uno degli istituti pubblici più poveri di Maracaibo. Qui, la fondazione ha consegnato 20 banchi restaurati, che hanno sostituito i vecchi arredi danneggiati o scomparsi a causa del degrado e dei furti. Prima dell’arrivo dei nuovi banchi, molti alunni erano costretti a sedersi sul pavimento o a usare gli zaini come sedie, in condizioni di estrema precarietà.

La direttrice della scuola, Maritza Jaimes, ha espresso la sua gratitudine per l’intervento, pur ammettendo che la necessità rimane grande: ha sottolineato come la mancanza di arredi adeguati avesse compromesso il regolare svolgimento delle lezioni e ridotto la motivazione degli studenti. L’arrivo dei nuovi banchi ha rappresentato una vera rinascita simbolica per la comunità scolastica. La direttrice ha spiegato che l’usura e il furto dei materiali scolastici sono problemi cronici in molte scuole venezuelane, dove la crisi economica e la scarsità di risorse pubbliche rendono difficile ogni forma di manutenzione.

El Zulia Recicla ha quindi offerto una risposta concreta e sostenibile, non solo migliorando le condizioni fisiche delle aule, ma rafforzando il legame tra educazione e rispetto per l’ambiente. Gli studenti, infatti, partecipano attivamente alla raccolta dei materiali plastici, diventando parte integrante del processo di trasformazione.

Un progetto che educa alla sostenibilità

L’impatto dell’iniziativa va ben oltre la semplice riparazione dei banchi: rappresenta un modello di educazione ambientale dal basso, che coinvolge alunni, insegnanti e famiglie. Ogni banco rigenerato diventa il simbolo di una partecipazione collettiva e di una consapevolezza ecologica che cresce tra le nuove generazioni. El Zulia Recicla ha posto tra i suoi obiettivi quello di fornire 200 banchi a dieci scuole situate nelle aree più vulnerabili della regione, un traguardo ambizioso reso possibile anche grazie al sostegno economico dell’ambasciata francese in Venezuela.

Questo sostegno internazionale mette in evidenza come la lotta all’inquinamento da plastica non sia una questione locale ma globale: in Venezuela, dove le infrastrutture per la gestione dei rifiuti sono spesso insufficienti, il progetto si distingue per la sua capacità di coniugare innovazione sociale e recupero ambientale. Bracho ha spiegato che l’obiettivo principale è “ispirare la comunità a vedere il valore del riutilizzo”. Dietro ogni scrivania riparata, c’è l’idea che la sostenibilità può essere insegnata con l’esempio, e che anche le piccole azioni – se moltiplicate – possono generare cambiamenti duraturi.

Nel contesto di un Paese colpito da una profonda crisi economica e politica, l’iniziativa assume anche un significato di resistenza civile: dimostra che l’impegno locale e la cooperazione possono supplire alle carenze dello Stato, costruendo dal basso un futuro più verde e solidale.

Un modello replicabile per l’America Latina

L’esperienza di Maracaibo rappresenta un modello virtuoso per altre regioni dell’America Latina alle prese con sfide simili: la combinazione di riciclo dei materiali, innovazione tecnica e impatto educativo può diventare una strategia replicabile in molti contesti dove la povertà limita l’accesso all’istruzione. Il progetto di El Zulia Recicla mette in pratica i principi dell’economia circolare, trasformando i rifiuti in risorse e creando un ciclo virtuoso che unisce ambiente, scuola e comunità. Ogni banco rigenerato è il frutto di un processo in cui la plastica, anziché accumularsi nei fiumi e nelle discariche, trova nuova vita nelle mani di chi studia.

In questo modo, la fondazione contribuisce non solo a ridurre l’inquinamento, ma anche a formare cittadini più consapevoli, pronti a difendere l’ambiente e a prendersi cura del proprio territorio. Il progetto suggerisce inoltre una visione alternativa dello sviluppo: la sostenibilità come forma di giustizia sociale. In un Paese dove la crisi ha eroso molte certezze, l’educazione torna a essere un punto di riferimento. Grazie a iniziative come questa, gli studenti venezuelani non solo imparano sui banchi, ma anche dall’esperienza di costruirli con le proprie mani, trasformando la plastica in strumenti di apprendimento e e il futuro in una conquista possibile.

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