Le società energetiche finlandesi Teollisuuden Voima Oyj (TVO) e Rauman Biovoima Ov hanno annunciato l’avvio di una nuova collaborazione che introduce un cambiamento concreto nella gestione dei rifiuti provenienti dalla centrale nucleare di Olkiluoto, nel Sud-Ovest della Finlandia. Il progetto prevede il trasferimento di specifici rifiuti di manutenzione dal sito nucleare all’impianto combinato di produzione di calore ed elettricità (CHP) di Rauma, dove verranno utilizzati come combustibile per produrre energia.
Si tratta della prima volta in Finlandia che rifiuti di questo tipo – originati da attività nucleari ma classificati come esenti dal controllo delle radiazioni – vengono riciclati all’interno di un processo energetico. In quest’ottica, il primo lotto pilota segna l’inizio operativo di un modello che punta a ridurre l’impronta ambientale dello smaltimento tradizionale. TVO gestisce tre unità presso il sito di Olkiluoto – uno dei poli nucleari più importanti del Paese – e il progetto nasce proprio dall’esigenza di trovare un’alternativa più efficiente ai metodi di smaltimento precedentemente utilizzati.
In passato rifiuti simili venivano inviati in discarica o interrati, con costi elevati e un consumo non trascurabile di risorse naturali. L’iniziativa pone dunque particolare attenzione alla sostenibilità e alla riduzione degli sprechi, trasformando materiali che fino a poco tempo fa rappresentavano solo un problema logistico ed economico in una risorsa energetica utile.
Che cosa viene realmente riciclato
Il progetto riguarda esclusivamente rifiuti di manutenzione dichiarati esenti dal controllo delle radiazioni e quindi considerati sicuri per le persone e per l’ambiente, come confermato dalle autorità competenti. Non si tratta di combustibile nucleare esaurito né di scorie radioattive ad alta attività, ma di materiali utilizzati durante le normali operazioni di manutenzione degli impianti. Tra questi rientrano tute protettive, guanti e rivestimenti in plastica, che dopo l’uso non presentano livelli di contaminazione tali da richiedere una gestione come rifiuti radioattivi. Prima del trasferimento verso l’impianto di Rauma, tutti i materiali non adatti all’incenerimento vengono rimossi, assicurando che solo rifiuti compatibili con il processo di combustione entrino nella filiera energetica.
TVO ha sottolineato che il vantaggio del nuovo modello operativo consiste nella possibilità di recuperare questi materiali attraverso la combustione per la produzione di energia, superando un sistema di smaltimento che risultava più costoso e meno efficiente. In precedenza, infatti, la fase finale richiedeva l’imballaggio, il trasporto e l’interramento dei rifiuti, con un impiego considerevole di risorse terrestri. Secondo le stime dell’azienda, l’impianto di Olkiluoto genera ogni anno tra i 30 e gli 80 metri cubi di rifiuti di manutenzione adatti all’incenerimento e – pur trattandosi di volumi relativamente limitati – il progetto consente di testare un approccio che potrebbe essere esteso in futuro, riducendo sia i costi di gestione sia l’uso del suolo destinato alle discariche.
Il lotto pilota e il ruolo dell’impianto CHP di Rauma
La fase iniziale dell’iniziativa prevede un lotto pilota di poco meno di dieci metri cubi di rifiuti, da trasferire da Olkiluoto all’impianto di Rauman Biovoima. Un aspetto centrale del progetto è che non saranno necessarie modifiche o misure speciali presso l’impianto CHP di Rauma per gestire questi materiali. I rifiuti saranno trattati come qualsiasi altro combustibile riciclato, insieme ai normali ingressi dell’impianto, che comprendono principalmente legna, residui di disboscamento e sottoprodotti dell’industria forestale. Questo rende l’integrazione particolarmente semplice dal punto di vista operativo.
Markus Pyykönen – amministratore delegato di Rauman Biovoima – ha evidenziato come l’accettazione di rifiuti di manutenzione esenti dal controllo radiologico supporti il lavoro sistematico dell’azienda come promotrice dell’economia circolare e della produzione sostenibile. L’impianto CHP di Rauma produce elettricità, vapore di processo e calore per il teleriscaldamento, fornendo quasi tutto il calore necessario alla città di Rauma e supportando anche una cartiera locale. L’utilizzo di questi rifiuti all’interno di un sistema già orientato alla valorizzazione energetica dei materiali consente di massimizzare l’efficienza complessiva dell’impianto, senza introdurre complessità aggiuntive nei processi esistenti.
Un modello che riduce costi e discariche
La cooperazione tra TVO e Rauman Biovoima rappresenta un esempio concreto di come la gestione dei rifiuti industriali possa evolvere verso soluzioni più sostenibili, senza compromettere la sicurezza. Il nuovo modello operativo è stato approvato dall’Autorità finlandese per la radiazione e la sicurezza nucleare (STUK) e si basa su linee guida ufficiali che regolano il trattamento di rifiuti esenti dal controllo radiologico. Dal punto di vista pratico, l’introduzione del nuovo sistema non richiede cambiamenti significativi nelle strutture o nelle attrezzature utilizzate a Olkiluoto. L’unica differenza rispetto al modello precedente riguarda la classificazione dei rifiuti, che passa da due a tre categorie.
Questo consente una gestione ad hoc e un migliore indirizzamento dei materiali verso il trattamento più appropriato. Secondo TVO, convertire i rifiuti di manutenzione in energia permette di ridurre la dipendenza dalle discariche e di contenere i costi complessivi di smaltimento, allineandosi a obiettivi più ampi di efficienza delle risorse. Il progetto fornirà inoltre dati utili per valutare l’efficacia del modello e potrà fungere da riferimento per altri impianti nucleari finlandesi. L’iniziativa mostra come sottoprodotti industriali, un tempo considerati esclusivamente una sfida di smaltimento, possano essere reinseriti in modo regolato e sicuro nel ciclo energetico, contribuendo a un uso più circolare delle risorse.

