
L'Europa corre alle armi
L'Europa lancia il piano ReArm Europe. Anni di discussione sulla Difesa comune del Vecchio Continente producono il piano di Ursula von der Leyen. Un progetto che sembra, però, puntare più sull'emergenzialità e sul timore del "cosacco alle porte" (la Russia) che sulla vera necessità strategica e geopolitica di rendere forte l'Europa. Quanto sostenibile è un progetto del genere? Quanto genererà sicurezza e quanto, invece, contribuirà a un'instabilità globale sempre più dinamica? E come costruire, per davvero, una Difesa comune degna di questo nome? Proviamo a dare risposte.

ReArm Europe, ecco perché chi vuol bene all’Europa non può accettarlo
Non è vero che non abbiamo speso per la Difesa, basta guardare le cifre. E questo piano serve a stravolgere l'Europa, non a proteggerla.
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ReArm Europe ha l’ok del Parlamento ma nella pancia della Ue cresce il malessere
Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione ReArm Europe di Von der Leyen, ma il piano divide Francia, Italia e Germania.
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Vogliamo una difesa comune europea? Ecco quello che ancora ci manca
Cosa serve affinché la difesa comune europea sia efficace, credibile e realmente competitiva? Cerchiamo di fare il punto.
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Perché ReArm Europe sarà un affare d’oro per le aziende di Francia e Germania
L’Europa si prepara a un’era di riarmo senza precedenti, spinta dall’ombra lunga della guerra in Ucraina e dall’incertezza sul futuro impegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Mentre i leader dell’Unione Europea discutono il piano ReArm Europe – un progetto da 800 miliardi di euro per potenziare le difese del continente – […]
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L’Europa riarma e la Lockheed Martin si frega le mani
Lockheed Martin Corporation con sede a Bethesda nel Maryland, pronta ad approfittare dei maxi appalti del piano ReArm Europe.
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Stephen Bryen smonta ReArm Europe: “Costoso e poco produttivo”. E sulla Russia…
Minaccia russa contestata: Bryen ritiene che non ci siano prove oggettive di un’intenzione russa di attaccare la NATO, attribuendo i conflitti in Georgia (2008) e Ucraina (2022) a provocazioni esterne, come l’espansione NATO, più che ad aggressioni russe.Limiti europei: Sottolinea che l’Europa non può sostituire gli USA nel supportare l’Ucraina, a causa di un esercito in cattive condizioni, anni di trascuratezza post-1991 e mancanza di capacità avanzate come quelle di intelligence e sorveglianza statunitensi.Produzione e risorse: Pur spendendo più della Russia in difesa, l’Europa soffre di un’industria inefficiente e costosa, con aziende come Leonardo limitate da catene di approvvigionamento lente e poca competitività rispetto a giganti come Lockheed o Thales.Fabbisogno di truppe: Un aumento della produzione militare richiederebbe 300.000-500.000 soldati in più, una forza che l’Europa non ha né sembra in grado di creare, rendendo irrealizzabili piani ambiziosi senza riforme strutturali o alternative come l’automazione.Soluzioni e dipendenze: Propone fusioni (es. Leonardo con Thales o RTX) per migliorare l’efficienza e vede l’importazione di sistemi avanzati (es. AEGIS Ashore) come inevitabile, pur riconoscendo che ciò comprometta l’autonomia strategica europea.
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Macron e Starmer alla prova di Trump e della Difesa europea
Ieri Emmanuel Macron, giovedì Keir Starmer: alla Casa Bianca sfilano i due leader di punta dell’Europa del mondo militare e della sicurezza. Prima con il viaggio del presidente francese, che ha incontrato ieri Donald Trump, e poi con quello del primo ministro britannico il Vecchio Continente prende le misure all’agenda securitaria della nuova amministrazione Usa […]
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Il volo in Borsa di Rheinmetall: il campione tedesco della Difesa sorpassa Bmw, Volkswagen e Mercedes
Il volo di Rheinmetall: il campione tedesco della Difesa in Borsa batte i big dell'auto ed è sempre più strategico.
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Lo scudo missilistico a guida tedesca si allarga, le industrie di Usa e Israele ringraziano
Ventiquattro Paesi hanno ormai aderito all'iniziativa lanciata dal cancelliere Scholz. Ma i sistemi per realizzarlo vengono da Usa e Israele.
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