Stretta dello Stato della Georgia sull’aborto. Il governatore repubblicano Brian Kemp ha firmato una legge che vieta il ricorso all’aborto dopo l’individuazione di “un battito cardiaco fetale nell’utero”, solitamente riscontrabile tra le 5 e le 6 settimane dall’inizio della gravidanza, prima che molte donne sappiano di essere incinta. “La Georgia è uno stato che dà valore alla vita”, ha spiegato Kemp, presentando il disegno di legge. “Proteggiamo gli innocenti, sosteniamo i vulnerabili, ci alziamo in piedi e parliamo per coloro che non sono in grado di parlare da soli”.

Il deputato repubblicano Ed Setzler, commentando il disegno di legge sull’aborto, ha parlato di “una questione di buon senso”, sottolineando che un embrione di sei settimane è, a tutti gli effetti, un bambino. Ha spiegato inoltre che la legislazione “cerca di trovare un equilibrio” tra “l’interesse delle donne che si trovano in circostanze difficili” e ciò che ha definito “la cosa giusta”.

La protesta dei dem: “Legge incostituzionale”

“Questa legge è incostituzionale in maniera sconcertante”, ha spiegato alla Cbs Elisabeth Smith, consigliere capo del Center for Reproductive Rights. “I divieti come questo sono sempre stati bloccati dai tribunali, noi faremo causa alla Georgia per assicurarci che questa legge abbia lo stesso destino”. Alla firma del disegno di legge, il governatore Kemp ha riconosciuto che l’iniziativa sarà “sfidata in tribunale” ma ha sottolineato che la Georgia “continuerà sempre a lottare per la vita”.

“L’impennata dei tentativi di vietare l’aborto nelle primissime fasi della gravidanza sottolinea che l’obiettivo finale dei politici e degli attivisti anti-aborto è di bandire ogni aborto – in qualsiasi momento durante la gravidanza e per qualsiasi motivo”, ha osservato Elizabeth Nash del Guttmacher Institute. “Gli stati come la Georgia guidati dai repubblicani sono incoraggiati dalla nomina del giudice conservatore Brett Kavanaugh alla Corte Suprema”.

Hollywood in campo: “Boicottiamo la Georgia”

Il disegno di legge presentato dal governatore Brian Kemp è finito nel mirino dei vip di Hollywood, che sono scesi in campo a favore dell’aborto. Il mese scorso l’attrice Alyssa Milano, mentre era ad Atlanta, capitale dello stato americano, per le riprese dello spettacolo di Netflix “Insatiable”, ha avviato una petizione contro la legge anti-aborto firmata da oltre 100 celebrità americane, tra cui Amy Schumer, Alec Baldwin e Judd Apatow. I vip di Hollywood hanno minacciato di boicottare la Georgia, qualora il disegno di legge fosse approvato.

“Non possiamo in buona coscienza continuare a raccomandare che la nostra industria rimanga in Georgia” si legge nella petizione. Nella lettera inviata da The Writers Guild of America, East and West (Wga) al governatore Kemp, si dice inoltre che “se l’industria cinematografica dovesse boicottare lo stato americano, il costo sarebbe molto sentito dai residenti della Georgia – inclusi quelli che lavorano direttamente nel settore del cinema e della televisione, e quelli che beneficiano dei molti milioni di dollari che si riservano nell’economia locale”.

Come spiega la Cbs, film e televisione rappresentano un grande business per la Georgia, che ha lanciato una serie di incentivi fiscali nel 2008 per attirare le produzioni di Hollywood nello stato. Dopo la California e New York, la Georgia è ora indicata come il terzo centro di produzione di tutti gli Stati Uniti. Uno studio del 2016 di Film L.a. ha rilevato che 17 dei 100 migliori film di quell’anno sono stati girati in Georgia. A marzo, Kemp ha dichiarato che l’industria dello spettacolo impiega 200mila cittadini e ha generato oltre 60 miliardi di dollari di entrate per le casse dello stato americano.