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Donne /

È quasi passato un anno da quando Gli Occhi della Guerra hanno pubblicato il docureportage “Mwavita, nata in tempo di guerra“, realizzato da Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini che affronta il tema della tragedia degli stupri nella Repubblica democratica del Congo. Oltre alle numerose proiezioni all’estero e in Italia, attraverso le quali è stato possibile diffondere e far conoscere in modo sempre più capillare la drammatica realtà che vivono le donne congolesi, il lavoro è riuscito anche ad aggiudicarsi diversi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Il documentario prodotto da Gli Occhi della Guerra, con il contributo del Rotary Club Soresina, è stato infatti vincitore, come miglior documentario, dell’International Tour Film Festival, il concorso cinematografico che ha visto la partecipazione di oltre 1760 pellicole provenienti da tutto il mondo. Sempre in Italia è giunto in finale alla quattordicesima edizione del premio internazionale Marco Luchetta, e si è aggiudicato un posto fra i finalisti della categoria “cortometraggi della realtà” del premio L’Anello Debole Award, che si svolge all’interno del Capodarco L’Altro Festival di Fermo che ha l’obiettivo di premiare le produzioni audiovisive che meglio riescono a portare al centro del dibattito la popolazione più fragile e marginalizzata.

Ma numerosi premi sono arrivati anche da oltre confine. “Mwavita, nata in tempo di guerra”, si è classificato infatti come miglior documentario straniero nella categoria cortometraggi del premio Hollywood International Independent Documentary, poi ha ricevuto un premio al merito per il miglior cortometraggio all’Accolade Global Film Competition e al Best Shorts Competition, entrambi concorsi californiani e il riconoscimento più recente è arrivato dall’Africa, il continente in cui è stato realizzato il documentario.

È notizia proprio delle ultime ore infatti la vittoria allo Slum Film Festival di Nairobi per la miglior storia raccontata. Il successo ottenuto da Mwavita è il riconoscimento di una volontà di denunciare una terribile realtà troppo a lungo taciuta. La piaga dello stupro in Congo, che colpisce donne e bambine con una frequenza di 15mila violenze ogni anno.

E inoltre la modalità di racconto del docureportage, per la potenza dimostrata nel descrivere situazioni drammatiche in modo immediato ma sensibile allo stesso tempo a un pubblico numeroso ed eterogeneo, è stata abbracciata da Gli Occhi della Guerra che anche quest’anno infatti si sono impegnati con il Rotary Club Soresina a realizzare un altro documentario, sempre inerente questioni dal forte impatto sociale, e che verrà pubblicato e condiviso nelle prossime settimane.

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