Non è stato sufficiente il blocco imposto dalle autorità statali dell’India per fermare l’avanza del coronavirus nel paese, dove già adesso si contano quasi 30mila contagi e i morti accertati hanno già superato le 800 unità. Le rigide misure di quarantena hanno infatti dovuto fare i conti con le scarsissime condizioni igieniche delle periferie delle città – e delle campagne – e soprattutto con i sovraffollamenti impossibili da gestire, soprattutto per quanto riguarda le baraccopoli. E con i numeri cresciuti a dismisura in così breve tempo, anche la gestione della pandemia è andata fuori controllo, con le strutture di quarantena non in grado di adibire al loro compito e che sono diventate il regno di stupri e violenze soprattutto nei confronti delle donne risultate positive ai tamponi.

Lo stupro della donna del Rajasthan

L’episodio – come riportato dall’agenzia di stampa Reuters che purtroppo risulta maggiormente simbolico della situazione indiana è quello relativo ad uno stupro avvenuto all’interno di una scuola, dove una donna quarantenne è stata ripetutamente violentata da un gruppo di uomini anche loro sotto misure di restrizione. Sebbene nel Paese avvenga infatti una media di uno stupro plurimo una volta ogni 20 minuti, il fatto che ciò sia accaduto a causa delle misure di sicurezza volute dal governo di Narendra Modi ha gettato ulteriori ombre sul sistema gestionale della crisi. E la caduta anche economica che ha colpito già i ceti più fragili dell’India rischia aumentare ulteriormente i casi di criminalità e di violenza nel Paese.

“Costrette” alle misure di isolamento in attesa dell’esito dei tamponi assieme ad una moltitudine di uomini nel già particolare ambiente indiano, la situazione rischia ben presto di sfociare in un dramma per il mondo femminile. Tenendo conto infatti che la curva dei contagi è ancora in aumento, la possibilità che ciò avvenga con frequenza è un particolare che le autorità non dovrebbero ignorare; almeno per mantenere la linea di tutela dei diritti delle donne timidamente iniziati da pochi anni a questa parte.

L’India è allo sbando

Le difficoltà nel contenimento della pandemia non sono altro che il risultato delle criticità che a priori avevano messo l’India in una posizione di svantaggio nello scontro impari contro il Covid-19. Un’altissima densità di popolazione nelle baraccopoli cittadine, unite alla povertà diffusa ed al basso grado di igiene hanno contribuito al degenerare della situazione. Ed in questo scenario, lo stesso sistema sanitario nazionale è destinato al collasso nell’arco di pochissimo tempo, con molte persone che già al momento vengono abbandonate al loro destino nelle proprie abitazioni.

Le vere vittime sono le donne

A causa del lockdown e delle difficoltà alle quali sono andate incontro le famiglie con il metodo di contrasto alla pandemia adottato dal Paese, il maggior numero di criticità e problematiche viene vissuto proprio dalle donne del Paese. Soprattutto nelle periferie infatti, senza reddito e possibilità di accedere alle cure, esse vengono abbandonate al loro destino, fatto di fame e nel rischio costante di contrarre la malattia e le sue complicazioni. Inoltre, il confinamento domestico forzato ha portato ad un accrescimento dei casi di stupro da parte degli uomini nei confronti delle compagne, delle sorelle e delle figlie, peggiorando un dramma che interessa già oltremodo il Paese.

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