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Il Governo cinese ha chiesto alle compagnie aeree nazionali di sospendere gli acquisti di componenti e attrezzature aeronautiche da aziende statunitensi come Boeing. Piccolo dettaglio da non trascurare: la Cina detiene circa il 20% della domanda mondiale di aerei prevista per i prossimi due decenni. E ancora: secondo quanto riportato da Airways Mag, il portafoglio ordini di Boeing prevedeva la consegna di 130 velivoli ad aziende del Dragone entro la fine di marzo, sia per compagnie aeree commerciali che per società di leasing.

I dazi degli Stati Uniti sui prodotti made in China hanno dunque spinto Pechino a reagire, tra le altre cose, intervenendo anche ad “alta quota” e mettendo un freno all’export di aerei made in Usa. Bloomberg ha scritto che circa 10 Boeing 737 Max sono in preparazione per unirsi alle compagnie aeree della Cina; alcuni saranno autorizzati ad entrare nel Paese mentre l’acquisto di altri rischia di essere bloccato.

Cosa succederà adesso alle compagnie aeree del gigante asiatico? Toccherà all’ingegnera Zhao Chunling risolvere il rebus producendo un aereo di linea autoctono tanto avanzato e spazioso quanto i widebody realizzati da Boeing e Airbus. Così da interrompere la dipendenza di Pechino dai velivoli occidentali.

Zhao Chunling e il rebus degli aerei

Lei si chiama Zhao Chunling. Laureata presso la Northwestern Polytechnical University (NPU) di Xian, nella provincia dello Shaanxi, nel 1991, Miss Zaho è l’ingegnere incaricata di gestire il programma C929. Il suo obiettivo? Creare un aereo di linea Made in China.

Dopo aver lasciato il segno nel decennale impegno cinese nel lancio dei modelli regionali e a fusoliera stretta C909 e C919, Zhao è dal 2023 progettista capo dell’ambizioso programma di jet widebody, con la Commercial Aircraft Corp of China (Comac) che intende recuperare terreno rispetto al duopolio occidentale rappresentato da Boeing e Airbus.

La signora ha iniziato la sua carriera lavorando in un istituto di ricerca optoelettronica a Luoyang, nella provincia di Henan, affiliato al colosso aerospaziale e della difesa Aviation Industry Corporation of China. Ha trascorso qui ben 18 anni, diventando vice capo progettista dell’istituto e contribuendo a trasformare la struttura in un polo chiave di ricerca e sviluppo per le tecnologie della Difesa cinese.

I velivoli del Dragone

L’agenzia cinese Xinhua ha scritto che Zhao è entrata a far parte dell’azienda statale Comac nel 2009, appena un anno dopo la sua fondazione a Shanghai. Da quanto sappiamo la signora è coinvolta nella progettazione, nei voli di prova e nella certificazione nazionale del C909 e del C919.

Scendendo nei dettagli sarebbe responsabile dei sistemi avionici del C909 e di un innovativo design del cruscotto della cabina di pilotaggio che prevede un ambiente buio e silenzioso per aiutare i piloti a concentrarsi meglio e a rispondere alle emergenze. Per il C919, che punta a sottrarre quote di mercato al Boeing 737 e all’Airbus A320, Zhao ha invece guidato la progettazione di un nuovo display e di un sistema di allerta per l’equipaggio, secondo Comac più avanzati di quelli occidentali.

Il nuovissimo C929 potrà trasportare fino a 440 persone e avrà un’autonomia di 12.000 chilometri, all’incirca la distanza tra Shanghai e New York. I prototipi dell’aereo sono in fase di sviluppo e, secondo quanto riferito, i fornitori nazionali dovrebbero iniziare a spedire alcuni componenti di grandi dimensioni, tra cui la prima sezione centrale della fusoliera, nel 2027.

“Sarà caratterizzato da un eccellente design aerodinamico e da un’elevata efficienza nei consumi, da un controllo di volo fly-by-wire avanzato che tiene conto delle condizioni meteorologiche più estreme e da una progettazione intelligente della cabina per offrire ai passeggeri un’esperienza di volo migliore”, ha dichiarato Miss Zhao durante una sessione di condivisione con gli studenti di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica presso la Shanghai Jiao Tong University. “Tuttavia devo anche tenere presente la fattibilità commerciale e la redditività del nuovo modello, poiché puntiamo a venderne molte unità in patria e all’estero”, ha aggiunto la donna cinese degli aerei rispecchiando le grandi ambizioni di Pechino.

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