L’imprenditrice Zhou Chaonan è appena diventata una delle (sole) tre donne cinesi miliardarie presenti nella classifica delle 500 persone più ricche del mondo. La nuova “paperona” della Cina è finita in questo club esclusivo grazie all’affermazione di ByteDance, l’azienda proprietaria di TikTok, la nota piattaforma di video sharing finita al centro di una controversa vicenda negli Stati Uniti e “graziata”, almeno per il momento, da Donald Trump, e dal boom dell’intelligenza artificiale. Ma che cosa c’entra Miss Zhou con TikTok e l’IA? Semplice: la 64enne è fondatrice e presidente dell’operatore di data center Range Intelligence Computing Technology Group, il cui business consiste nel fornire la potenza di calcolo che serve ai suoi clienti, ByteDance compreso, per realizzare le loro ambizioni hi-tech.
Basta un dato per capire l’entità dell’exploit della signora: nel 2024 le azioni di Range Intelligence sono aumentate del 105%, consentendo a Zhou di raggiungere patrimonio netto dal valore di 7,7 miliardi di dollari.
L’ascesa di Miss Zhou
Una donna nell’Olimpo dei miliardari cinesi non è un fatto comune. In primis perché, come detto, sono soltanto tre le signore che possono vantare patrimoni a nove zeri: la presidentessa del fornitore di elettronica di consumo Lens Technology, Zhou Qunfei, la più ricca con 11,6 miliardi di dollari; Zhong Huijian, presidentessa del produttore di farmaci psicotropi Hansoh Pharmaceutical Group (10,3 miliardi); e Zhou Chaonan, fresca new entry della lista dorata.
E poi perché l’ascesa della signora dell’IA è arrivata in un momento particolare, e cioè dopo anni di vacche magre per tutti i miliardari d’oltre Muraglia derivanti dalla decisione del presidente cinese Xi Jinping di adottare una politica di prosperità comune, una mossa fondamentale per limitare le diseguaglianze tra la popolazione del Paese.
È impossibile non partire dal nome di battesimo Chaonan, che dal cinese mandarino può essere tradotto in italiano con la perifrasi “colei che supera gli uomini”. Suo padre sperava infatti che la sua figlia, nata nel 1960 ai tempi di Mao Zedong, potesse rivelarsi all’altezza della famosa citazione del Grande Timoniere, secondo cui “le donne sorreggono metà del cielo”.

Nel giro di qualche anno, Miss Zhou avrebbe sorretto l’intero cielo. Dopo la laurea, conseguita nel 1982 nella città di Hengyang, provincia di Hunan, il Partito Comunista Cinese le ha assegnato un ruolo di insegnante presso l’ufficio del commercio in una contea locale. Ha quindi lavorato per 10 anni, fino al 1993, in una stazione di trasferimento di petrolio e grano, e poi come manager presso una società commerciale fino al 2000.
All’alba del nuovo millennio, e con la crescita economica della Cina, Zhou ha fondato la sua prima azienda tecnologica, Tiantong Communication Network, una società di telecomunicazioni con sede a Pechino che serviva clienti del calibro di China Mobile, mentre Range Technology Development, attiva nel settore dei data center, avrebbe visto la luce soltanto nell’agosto 2009. La terza azienda di Zhou, Gonghui Yijia, è stata fondata nel 2018 per fornire soluzioni logistiche basate sui dati agli autotrasportatori in Cina.
Il boom dell’IA
In seguito ad una ristrutturazione interna, nel 2022 Range Technology Development è diventata Range Intelligent Computing Technology Group. L’azienda si sarebbe quotata quasi subito alla Borsa di Shenzhen ma avrebbe visto schizzare alle stelle il suo business qualche mese più tardi, sulla scia delle politiche governative che hanno iniziato a promuovere l’infrastruttura legata all’IA.

Questa azienda, che gestisce 61 data center nelle principali città della Cina, nella prima metà del 2024 ha registrato ricavi pari a 3,6 miliardi di yuan (circa 491 milioni di dollari), con un incremento del 112% rispetto all’anno precedente. Lo scorso dicembre, le azioni della società di Zhou sono aumentate dopo che il premier Li Qiang ha sollecitato lo sviluppo delle infrastrutture nel settore dell’IA, segnalando un maggiore e ulteriore supporto politico sul tema.
I clienti di Range Intelligent Computing Technology Group includono big cinesi come Meituan, JD.com, Huawei e pure ByteDance. Quest’ultima ha spinto al massimo sull’intelligenza artificiale rilasciando da poco il suo bot di AI, Doubao, a prezzi ultra bassi. I data center della creatura di Zhou sono dunque oro colato per chiunque intenda affermarsi maneggiando l’IA.

