Cantano in segno di protesta contro le nuove leggi dei Talebani, che vietano le voci femminili in pubblico. Lo fanno in video che pubblicano dall’Afghanistan e dall’estero, le donne afghane, da settimane. Dalla fine del mese scorso, quando il regime di Kabul ha pubblicato nuove restrizione mirate, secondo il ceto religioso, a combattere i vizi. Un documento composto da 35 articoli che considera le voci delle donne come potenziali strumenti del peccato e stabilisce che le donne non devono cantare o leggere ad alta voce in pubblico, né lasciare che le loro voci si diffondano oltre le mura delle loro case.
Mentre gli attivisti impegnati nei diritti umani stanno reagendo con orrore, le donne afghane hanno deciso di non farsi trasformare “in ombre senza volto e senza voce” (per usare le parole della portavoce delle Nazioni Unite per i diritti umani Ravina Shamdasani) e hanno iniziato a rispondere, caricando clip in cui sfidano gli studenti coranici.”Nessun ordine, sistema o uomo può chiudere la bocca di una donna afghana”, ha detto una giovane di 23 anni dopo aver pubblicato il proprio video. Il video, della durata di 39 secondi, la mostrava mentre cantava all’aperto.
I Talebani tornarono al potere nell’agosto del 2021, dopo un lungamente atteso eppure frettoloso ritiro delle truppe statunitensi. Si presentarono come più moderati rispetto al passato, dicendo che avrebbero rispettato i diritti delle donne, ma già nei mesi successivi divenne evidente che stavano istituendo un regime molto simile a quello del periodo 1996-2001, durante il quale alle donne erano negati numerosi diritti. Da allora l’erosione dei diritti femminile è stata spietata. Le donne e le ragazze non possono più frequentare le scuole secondarie, accettare quasi tutte le forme di lavoro retribuito, e sono escluse da parchi pubblici e palestre. La pratica della lapidazione a morte per le donne accusate di adulterio sarà ristabilita a breve, hanno annunciato i Talebani.
In un altro video, presumibilmente registrato a Kabul, una donna si mostra vestita dalla testa ai piedi di nero. “Hai silenziato la mia voce per il prossimo futuro,” canta, con il volto nascosto da un lungo velo. “Mi hai imprigionata nella mia casa per il crimine di essere una donna”. Altri video mostrano donne in Afghanistan che cantano da sole o in piccoli gruppi, utilizzando hashtag in inglese come “My voice is not forbidden” e “No to Taliban”. Se la prendono con quello che le Nazioni Unite hanno descritto come un “apartheid di genere”.
Alcuni video provengono da alcune tra le milioni di donne afghane emigrate all’estero. Una di loro è Taiba Sulaimani, che vive in Canada dal 2021. Altre persone in tutto il mondo si sono unite alla protesta. “Non andiamo nei campi con un fucile, ma con la nostra voce, la nostra immagine”, dice Hoda Khamosh, una donna afghana che vive in Norvegia.
Le nuove leggi costringono inoltre le donne a indossare abiti spessi che coprono completamente il corpo, incluso il volto, quando sono in pubblico, e vietano loro di guardare direttamente gli uomini con cui non sono legate da parentela o matrimonio. Un rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato all’inizio di luglio, ha evidenziato come l’influenza del Ministero per la Propagazione della virtù e la Prevenzione del vizio si stia espandendo sempre di più in tutte le aree della vita pubblica e privata degli afghani.
Il regime talebano non è riconosciuto ufficialmente da nessuno Stato, sebbene alcune grandi potenze come la Cina intrattengano buoni rapporti con loro. Internet rimane uno dei pochi spazi ancora liberi dal completo controllo dei talebani, i quali hanno comunque vietato TikTok per via di contenuti ritenuti contrari alla religione islamica. In passato, Hedayatullah Hedayat, il viceministro dell’Informazione del governo talebano, ha dichiarato che il regime spera un giorno di avere proprie piattaforme, così da poterle controllare meglio.
Foto in apertura @MarcoGualazzini
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