“Dobbiamo persistere nel pensare e gestire le questioni militari da una prospettiva politica, osare combattere, essere bravi a combattere e difendere risolutamente la nostra sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo”. Xi Jinping ha effettuato un’ispezione presso il Comando del Teatro Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (Pla) nella provincia dello Jiangsu, nella Cina orientale. Non un sito qualunque, ma quello presieduto dai militari che hanno in carico le operazioni su Taiwan.

Xi, nella veste di presidente della Commissione Militare Centrale, l’organo di comando delle forze armate del Paese, ha lanciato un chiaro appello ai suoi uomini, chiedendo loro di aumentare la prontezza al combattimento e approfondire la pianificazione della guerra, in modo tale da incrementare le possibilità di vittoria nel caso di un conflitto reale.

L’agenzia di stato cinese Xinhua ha coperto l’evento, citando le parole del presidente e diffondendo alcune foto, dove Xi è seduto in mezzo ad ufficiali e alti ufficiali.



Le parole di Xi

Xi ha affermato che il mondo è entrato in un nuovo periodo di turbolenze e cambiamenti, e che la sicurezza in Cina è diventata più instabile e incerta. Da qui l’importanza di sottolineare gli sforzi volti a centrare gli obiettivi di un traguardo cerchiato con la matita rossa sul calendario: il centenario dell’esercito cinese, fissato nel 2027.

Il leader cinese ha quindi parlato di aprire nuove strade per lo sviluppo del Comando del Teatro Orientale di preparazione alla guerra. Allo stesso tempo ha chiesto di migliorare la pianificazione, della guerra e del combattimento, nonché di rafforzare il sistema di comando per le operazioni congiunte e intensificare l’addestramento in condizioni di combattimento reali.

Xi non ha mai citato Taiwan ma l’isola è sembrata essere al centro delle parole del presidentissimo cinese. Anche perché il 2027 è una data considerata sensibile per un’eventuale mossa di Pechino verso la “riunificazione” di Taipei, che nelle intenzioni della Cina potrebbe avvenire anche con mezzi non pacifici.

Guerra e addestramento

La questione taiwanese, che è al centro delle tensioni con gli Stati Uniti, rimane dunque una priorità assoluta per Xi. Non è un caso che lo scorso marzo, dopo aver ottenuto un inedito terzo mandato nelle vesti di presidente cinese, abbia dichiarato che la Cina deve “risolvere la questione” di Taiwan e fare delle forze armate una “Grande Muraglia d’acciaio” per “salvaguardare efficacemente la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo” del Paese.

Mappa di Alberto Bellotto

Ci sono altri due particolari da sottolineare. Il primo: l’appello di Xi a rafforzare la prontezza al combattimento è arrivato il giorno dopo che il segretario al Tesoro Usa, Janet Yellen, è atterrato a Pechino per colloqui (teoricamente) volti ad allentare le tensioni tra Stati Uniti e Cina.

Il secondo: ad aprile, il presidente cinese aveva ispezionato il Comando del Teatro Meridionale, con sede nella provincia del Guangdong, la cui sfera di responsabilità comprende il Mar Cinese Meridionale, gran parte del quale è rivendicato dal Dragone. Allo stesso modo di adesso, aveva sottolineato ai soldati la necessità di approfondire l’addestramento e la preparazione militare, proprio mentre la Marina cinese stava aumentato la sua assertività con missioni di addestramento ed esercitazioni per contrastare l’espansione della presenza marittima statunitense nella regione.