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Difesa

Weevil, il robot sminatore dell’esercito britannico che potrebbe salvare centinaia di vite

Le mine terrestri rappresentano ancora una minaccia nei conflitti convenzionali tra eserciti che non devono ricorrere, come le forze irregolari nei conflitti asimmetrici, ai temibili Ied – Improvised Esplosive Device – con i quali gli eserciti, in particolare quelli impegnati nella lotta al...

Le mine terrestri rappresentano ancora una minaccia nei conflitti convenzionali tra eserciti che non devono ricorrere, come le forze irregolari nei conflitti asimmetrici, ai temibili Ied – Improvised Esplosive Device – con i quali gli eserciti, in particolare quelli impegnati nella lotta al terrorismo in Iraq e Afghanistan, hanno dovuto imparare a fare i conti per quasi vent’anni.

Per rispondere questa vecchia minaccia, e bonificare i “campi minati” nemici in modo molto più rapido e sicuro rispetto alle attuali capacità, l’Esercito britannico ha sviluppato un aratro robotico che si pensa possa essere presto impiegato nei teatri di battaglia che hanno interessato direttamente il Regno Unito e i suoi alleati della Nato, ma che è sicuramente stato disseminato di mine convenzionali: i settori di scontro dell’Ucraina orientale.

Sviluppato dal Defence Science and Technology Laboratory e da Pearson Engineering Ltd, il dispositivo robotico è stato battezzato “Weevil“, come una particolare specie di insetto della famiglia dei coleotteri, noto per il suo lungo rostro simile a un becco. Secondo quanto riportato, verrà integrato nelle unità meccanizzate britanniche cui spetta la bonifica di settori a rischio negli scenari futuri.

La guerra meccanizzata si è rivelata essere ancora parte integrante del combattimento moderno, ma la moderna tecnologia e l’approccio basato sulla robotizzazione e la dronizzazione o conduzione in remoto di quanti più mezzi in ogni segmento delle forze armate con lo scopo di “limitare” le perdite umane, ha condotto allo sviluppo di nuovi dispositivi che possano “aprire la strada” ai un veicolo con equipaggio: siano essi aerei da caccia di 6ª generazione al seguito dei droni gregari, o semplici veicoli terrestri che debbono penetrare un settore ostile.

L’aratro Weevil nella guerra moderna

L’aratro Weevil che l’esercito britannico conta di mettere in linea con le sue unità meccanizzate, consiste in un sistema montato sulla parte anteriore di un veicolo blindato da combattimento per la fanteria Fv510 Warrior, ed è dotato di un sistema di controllo remoto avanzato e di telecamere.

Attraverso questi sensori, il “rostro robotizzato” a tre braccia consentirà all’operatore umano di azionarlo da remoto, aumentando le possibilità di sopravvivenza dell’equipaggio del veicolo addetto allo sminamento come “apripista“: nel passato un tank dotato dei tipici rulli o flagelli sviluppati per far detonare le mine. Secondo quanto riportato, il sistema Weevil è progettato per essere installato su qualsiasi veicolo da combattimento dell’arsenale britannico.

Attualmente l’aratro robotico per lo sminamento è ancora in fase di prototipo, ma secondo quanto riportato da The National Interest ha dato ottimi riscontri. Riferendosi al sistema Weevil, il ministro della Difesa britannico Luke Pollard ha dichiarato: “Non sarà mai troppo presto per non dover più inviare i nostri uomini direttamente in zone pericolose per bonificare i campi minati“.

Questo kit potrebbe affrontare la minaccia mortale delle mine negli ambienti più difficili, pur essendo azionato a distanza dai nostri soldati a diversi chilometri di distanza“, ha aggiunto il ministro, dimostrando “l’innovazione britannica, portata avanti da organizzazioni britanniche, per proteggere le truppe britanniche“.

Le mine come minaccia ancora attuale

Sebbene siano un’arma dello scorso secolo, sviluppata su strategie primitive che risalgono addirittura all’Impero romano, le mine terrestri rappresentando ancora una minaccia nella guerra moderna. Proprio in Ucraina hanno trovato ampio uso lungo la linea del fronte dove l’Esercito russo e quello ucraino si sono ritrovati a combattere una guerra di logoramento tra trincee e fortificazioni che prevedono campi disseminati i mine anti anticarro e antiuomo per scopi difensivi e di interdizione d’area.

Secondo quanto riportato, la controffensiva ucraina lanciata nell’estate del 2023 nel settore meridionale del fronte sarebbe in parte fallita proprio perché le avanguardie delle brigate corazzate, dotate di moderni tank Challenger e Leopard, si sarebbero imbattute in campi minati e fortificazioni degne del Vallo atlantico o della Linea Sigfrido. A margine delle linee fortificate quello che viene riportato come almeno un “milione di mine” capaci di congelare l’assalto ucraino.

Queste mine, a meno che non venga eretta una linea cuscinetto off-limits come quella che separa la Corea del Nord dalla Corea del Sud lungo il 38° Parallelo, prima o poi andranno affrontate o rimosse. Inoltre, anche nella fase di rimozione degli ordigni “pacifica”, sistemi robotizzati come il Weevil si riveleranno utili.

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