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A che punto sono le forniture di armi e materiali bellici da parte dell’Europa, apparentemente “esclusa” dalle fasi preliminari dei negoziati per porre fine alle ostilità in Ucraina? Le tranche di aiuti da parte delle potenze che, a differenza di Washington, sembrano davvero preoccupate dalla prospettiva che Mosca possa replicare una delle sue “operazioni militari speciali” non si sono arrestate. E i leader politici e militari ucraini ribadiscono che il supporto militare degli Stati Uniti e della NATO sarà fondamentale anche in caso di cessate il fuoco, sia di lungo o di breve termine.

La linea rossa tra Washington e Mosca si è riattivata e raggiungere un “cessate il fuoco” in Ucraina sembra davvero realizzabile. Ciò nonostante, Kiev, che ha già sentito parlare di terre rare come risarcimento per i salvifici aiuti militari elargiti dagli americani, continua a sentire il bisogno di armi. Così, mentre il presidente americano Donald Trump annuncia l’arrivo di piani per negoziare la tregua e chiede “l’equivalente di 500 miliardi di dollari di terre rare” come ringraziamento. Gli Stati europei continuano a inviare armi senza chiedere nulla in cambio al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Alla fine di gennaio la Finlandia e la Svezia hanno annunciato l’invio dei loro nuovi pacchetti di aiuti militari all’Ucraina. Secondo le stime complessive, attualmente la Finlandia ha inviato 2.5 miliardi di euro, mentre Svezia ha stanziato “il più grande pacchetto di aiuti militari all’Ucraina dal 2022” per un valore di 1.2 miliardi di dollari.

L’Unione Europea ha annunciato l’invio di un pacchetto di aiuti finanziari a Kiev di 30.6 miliardi di euro di sostegno diretto al bilancio statale. Tali fondi comprendono 18.1 miliardi di euro come parte dell’iniziativa ERA, finanziati con 12.5 miliardi di euro di beni russi congelati attraverso lo strumento dell’Unione per il sostegno all’Ucraina. Tali fondi potranno essere utilizzati per “sostenere le spese militari, garantire la stabilità macroeconomica e ricostruire le infrastrutture danneggiate dal conflitto”.

Ancora a fianco dell’Ucraina

Secondo quanto riportato da DefenseOne, i funzionari dell’Amministrazione Trump stanno cercando di “spostare una parte maggiore dell’onere della fornitura di armi all’Ucraina sugli alleati europei“. Dall’inizio del conflitto nel febbraio del 2022 gli Stati Uniti hanno fornito all’Ucraina circa 94 miliardi di dollari in aiuti dipartiti in 66 miliardi di dollari in aiuti militari e 28 miliardi di dollari, umanitari e finanziari. Gli europei hanno inviato nel complesso circa 129 miliardi di dollari, secondo il Kiel Institute for the World Economy.

E questi miliardi continueranno ad aumentare, secondo Funzionari militari e governativi ucraini, che sono convinti che l’Europa è “disposta a continuare a supportare l’Ucraina“. Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha affermato che i membri dell’Alleanza Atlantica sono ancora decisi ad aiutare Kiev, affermando “Se questa nuova amministrazione Trump è disposta a continuare a rifornire l’Ucraina dalla sua base industriale di difesa, il conto sarà pagato dagli europei, ne sono assolutamente convinto, dobbiamo essere disposti a farlo“. 

Come ci si poteva attendere, l’amministrazione Trump ha segnato un’importante svolta nella politica statunitense nei confronti dell’Ucraina: il nuovo segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che l’adesione dell’Ucraina alla NATO è” irrealistica” e ha esortato Kiev a negoziare la pace secondo le condizioni di Mosca. Lasciando presagire una serie di rinuncia da parte del Parlamento ucraino che dovrà concedere la sua approvazione per ogni tipo di cessione, territoriale o materiale.

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