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Un nuovo sottomarino per lanciare un messaggio: nel dominio dei mari la protagonista è la Marina degli Stati Uniti e Washington non ammette rivali.

Il lavoro nei cantieri navali statunitensi non si è mai fermato. È una sfida continua sia nei confronti delle altre forze armate, sia (e soprattutto) nei confronti delle potenze rivali. Cina e Russia non cessano la presentazione al mondo di nuove unità in grado di sovvertire l’equilibrio strategico. E gli Stati Uniti, che sulla Marina hanno costruito la loro potenza, non possono mostrare di rimanere indietro. Il solo sospetto che la flotta del Cremlino o quella del Partito comunista cinese possano essere capaci di colmare il gap con quella a stelle e strisce è un problema che al Pentagono fa scattare l’allarme generale.

Il “battesimo” del nuovo sottomarino nucleare Uss Hyman G. Rickover nei cantieri di Groton, nel Connecticut, rappresenta quindi l’occasione per dare diversi segnali. Il primo è che Washington non ha dimenticato né il mare né tantomeno la componente subacquea, gioiello della Guerra Fredda tornato in auge con l’esplodere di queste nuove tensioni con Mosca e Pechino. Lo conferma il fatto che lo Uss Hyman G. Rickover rafforzerà la flotta Usa insieme a altri due sottomarini della stessa classe: l’Oregon e il Montana.

C’è poi un messaggio a uso e consumo interno: far vedere agli elettori che il governo punta sulla cantieristica nazionale come settore strategico e volano per la ripresa economica. E non a caso in molti, a partire dal sottosegretario alla Marina James F. Geurts, hanno ribadito che l’industria bellica non si è mai fermata durante la pandemia.

Il nuovo sottomarino della classe Virginia prende il nome dell’ammiraglio che per primo promosse l’utilizzo del nucleare per la flotta statunitense. Un nome già utilizzato per un altro sottomarino commissionato nel 1984 e dismesso nel 2006 e che torna così a solcare gli oceani nel ricordo di un ufficiale che ha rappresentato il vero cambio di passo nella storia recente della Marina americana. Una scelta che non è solo un modo per celebrare la persona, ma anche per ricordare i “padri” della Us Navy in un momento in cui – come dicevamo – la flotta Usa si trova a dover confrontarsi con avversari che provano a cambiare gli equilibri.

Le tempistiche, anche in questo caso, non sono da sottovalutare. Il 30 luglio la Russia ha varato il sottomarino nucleare Krasnoyarsk nella base di Severodvinsk. La nuova unità della classe Yasen si unisce a due sottomarini già operativi, il Severodvinsk e il Kazan, e a un altro mezzo varato a dicembre del 2019, il Novosibirsk. Quest’ultimo ha iniziato le prove in mare da qualche settimana e sarà consegnato entro l’anno alla Flotta del Pacifico: stessa destinazione prevista per il Krasnoyarsk nel 2022. Altro segnale che a Washington (ma anche a Pechino) non possono sottovalutare. Il rafforzamento della Flotta del Pacifico indica che la rotta intrapresa dalla Federazione Russa non è solo quella del fronte del Baltico e dell’Atlantico, ma anche quella di rafforzare il confine orientale. Lì si gioca il destino del mondo. E molto probabilmente si combatterà anche attraverso le unità che controllano gli abissi.

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