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Difesa

Voli no-stop, aerei cargo e 7 Paesi in azione: scatta l’esercitazione Exercise Mobility Guardian 23

Fino al prossimo 21 luglio Guam sarà teatro dell’Exercise Mobility Guardian 23, la principale esercitazione dell’Air Mobility Command.

Fino al prossimo 21 luglio Guam sarà teatro dell’Exercise Mobility Guardian 23 (Mg23), la principale esercitazione di addestramento dell’Air Mobility Command (Amc), uno dei Major Command della United States Air Force (Usaf). L’obiettivo delle operazioni, alle quale prendono parte sette nazioni e varie forze aeree, è emblematico: prepararsi ad un eventuale combattimento nel teatro dell’Indo-Pacifico.

Scendendo nei dettagli, nell’esercitazione sono coinvolti 70 aerei da trasporto provenienti da Australia, Canada, Francia, Giappone, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti. I velivoli, tra cui C-17A , KC-46A , CC-130J e A400M, opereranno da più postazioni in un’area che si estende per circa 3.000 miglia, dall’Australia settentrionale alle Hawaii

Secondo l’Air Force, Mg23 impiegherà 3.000 persone a supporto diretto delle operazioni. Le tre precedenti edizioni di Exercise Mobility Guardian – nel 2017, 2019 e 2021, in scia alle precedenti operazioni risalenti agli anni ’50 – si sono svolte tutte negli Stati Uniti continentali. Mg23 si svolgerà invece nell’Indo-Pacifico, per l’esattezza a Guam. “L’operazione Mobility Guardian normalmente accade solo negli Stati Uniti continentali. L’abbiamo spostata nel teatro che conta”, ha detto il generale Mike Minihan, comandante dell’Amc, all’Afa Warfare Symposium, secondo quanto riportato da Air and Space Forces Magazine.



L’esercitazione di Guam

Per la cronaca, Exercise Mobility Guardian è un’esercitazione di formazione biennale. La prima edizione si è svolta nel 2017. Principalmente, come ha sottolineato il sito The War Zone, Mg23 coinvolge aerei cargo delle nazioni partecipanti che svolgono vari tipi di missioni all’interno e all’esterno del contesto di un possibile conflitto futuro o di altre contingenze critiche

L’elenco delle casistiche comprende: il trasporto aereo, il rifornimento aereo, l’evacuazione aeromedica, il Global Air Mobility Support System (Gamss), il comando e il controllo e l’assistenza umanitaria e in caso di calamità. Nel comunicato stampa della US Air Force su Mg23 si legge che l’esercitazione offre a ciascuna nazione partecipante l’opportunità di “migliorare l’interoperabilità in ambienti operativi limitati tra più missioni”.

“Dovrebbe essere ormai evidente che il successo della Joint Force richiede una Mobility Air Force (Maf) capace e integrata”, ha ribadito il generale Minihan. “Mg23 trasformerà l’integrazione pianificata in integrazione operativa all’interno del teatro, ampliando le capacità Maf per soddisfare le richieste future e proteggere gli interessi internazionali condivisi con i nostri alleati e partner”, ha quindi aggiunto.

Il teatro Pacifico

Oltre ad aiutare l’integrazione del trasporto aereo alleato, l’Mg23 fungerà anche da “colla coesiva” per una serie di altre esercitazioni che si svolgeranno nell’Indo-Pacifico. Per il blocco occidentale sarà ad esempio sempre più fondamentale testare il ruolo degli aerei cargo, sia statunitensi che alleati. Con gli aerei cargo esistenti che si dimostrano vulnerabili al tipo di scenario di fascia alta che potrebbe rappresentare un conflitto con la Cina, Mg23 consente di testare le loro criticità durante le esercitazioni. 

Come primo esempio delle sfide affrontate dagli aerei cargo che attraversano l’Indo-Pacifico, in particolare dalle basi aeree più lontane dalla regione, un A400M della Raf ha condotto il volo non-stop più lungo mai effettuato da quel tipo di aereo, verso la base aerea di Andersen, a Guam , nei giorni precedenti l’inizio di Mg23. Partendo dalla RAF Brize Norton, nell’Oxfordshire, il 3 luglio, l’A400M ha volato per 22 ore senza effettuare scali. Durante il volo, l’A400M è stato rifornito tre volte: una sull’Atlantico, una sull’Alaska e infine sull’Oceano Pacifico. Il primo rifornimento è stato effettuato da un Airbus Voyager da 10/101 Sqn. volando dal Regno Unito, mentre il secondo e il terzo sono stati eseguiti da un secondo Voyager che operava da Eielson AFB in Alaska.

“Il volo non-stop dell’A400M Atlas dalla RAF Brize Norton a Guam è un ottimo esempio della nostra capacità di proiettare potenza aerea, permettendoci di portare velivoli, equipaggi e attrezzature vitali dall’altra parte del mondo in modo tempestivo e affinché siano in grado di operare immediatamente”, ha affermato il commodoro dell’aeronautica Anthony Lyle, comandante dell’Air Mobility Force della Raf. 

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