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A poco più di quattro anni dalla Pdr (Preliminary Design Review), avvenuta tra il 26 ed il 28 giugno del 2018, il Kf-21, il nuovo caccia di fabbricazione sudcoreana (e indonesiana) ha effettuato il suo primo volo il 19 luglio scorso.

La Korea Aerospace Industries (Kai) e l’aeronautica militare di Seul hanno infatti confermato che martedì il primo volo di prova del caccia indigeno di generazione 4,5 è stato un successo. Il Kf-21, armato con 4 missili aria-aria Meteor è decollato da una base dell’aeronautica vicino al quartier generale della Kai a Sacheon, nella provincia di Gyeongsang. Il nuovo caccia ha volato a una velocità di circa 400 km/h (200 nodi) per controllare le funzioni di base, atterrando in sicurezza dopo circa 30 minuti.

Il test pone la Corea del Sud tra gli otto Paesi al mondo ad aver sviluppato caccia supersonici, 20 anni dopo che l’ex presidente Daejung Kim ha ordinato lo sviluppo di un caccia coreano. Il progetto del Kf-21 arriva infatti da lontano: noto inizialmente come Kf-X, è stato varato nel 2008 ed è restato sul tavolo dei disegnatori per lungo tempo a causa della difficoltà nel reperimento dei fondi, venendo rinviato per due volte sino all’ottobre del 2014, quando ne viene avviata la progettazione su vasta scala. Il rollout del Kf-21 è avvenuto ai primi di aprile del 2021, mentre l’aeronautica sudcoreana e la Kai hanno condotto con successo un test di spinta del motore a terra alla fine del mese scorso.

L’azienda sudcoreana prevede di condurre circa 2mila voli di prova con sei prototipi fino a giugno del 2026, seguiti dalla produzione di massa nello stesso anno. L’aeronautica militare di Seul intende schierare 120 Kf-21 entro il 2032. Il nuovo velivolo potrebbe ottenere la Ioc, (Initial Operational Capability) già alla fine del 2023, e nel 2026 saranno condotti ulteriori test di ordigni per il Kf-21 Block-2. Si prevede che 40 caccia Block-1 saranno in grado di effettuare missioni aria-aria, mentre 80 Block-2, che saranno schierati a partire dal 2028, dovrebbero anche eseguire missioni aria-terra.

Il velivolo sviluppato congiuntamente da Corea del Sud e Indonesia attraverso un programma di sviluppo del valore di circa 6,3 miliardi di dollari vede quindi la luce, rappresentando una pietra miliare per l’industria aeronautica asiatica. L’Indonesia, che partecipa per circa il 20% del costo totale di sviluppo (in passato ci sono stati attriti con la Corea del Sud per quanto riguarda i finanziamenti), dovrebbe acquistare circa 50 macchine. Seul prevede di schierare 40 Kf-21 entro il 2028 e un totale di 120 entro il 2032 per sostituire i vecchi F-4 Phantom in servizio.

Il velivolo è in buona parte autoctono (circa il 65%): il radar e il localizzatore di bersagli a infrarossi sono stati sviluppati da Hanwha Systems con tecnologia locale mentre una suite di guerra elettronica integrata sono stati forniti da LIG Nex1. Il Kf-21 però non è frutto esclusivamente dell’industria sudcoreana: sappiamo infatti che Lockheed-Martin ha avuto una parte attiva nella progettazione, e infatti le linee generali del velivolo ne risentono ricordando molto quelle del caccia F-35 (ed F-22), mentre il seggiolino eiettabile è stato fornito dalla ben nota Martin-Baker. I motori scelti per il nuovo caccia made in Korea sono due General Electric F414 che attualmente sono montati sul F/A-18E/F “Super Hornet” e in teoria avrebbe anche dovuto essere dotato dei missili Aim-120 Amraam e Aim-9 “Sidewinder”, più a buon mercato rispetto ai corrispettivi europei, ma il governo Usa non ne ha (ancora) approvato l’esportazione. Tecnologia occidentale anche per il sistema per l’ossigeno, fabbricato dall’inglese Cobham che fornisce anche i sistemi di sgancio per i missili, mentre il sistema di sgancio e alloggio delle bombe è fornito dall’americana Harris Corporation, che li monta anche sugli F-15E ed F-22.

Il Kf-21 dovrebbe essere armato con Alcm (Air Launched Cruise Missile – missile da crociera lanciato dall’aria) sviluppato dalla Corea del Sud e altre 10 armi aria-terra, inclusi i missili Meteor, per la prima volta visti in Asia. L’esercito sudcoreano prevede anche di dotarlo di missili ipersonici, attualmente in fase di sviluppo.

Il “Boramae”, così si chiama ufficialmente il Kf-21, andrà quindi ad affiancarsi all’F-35 nelle forze aeree sudcoreane che così avranno a disposizioni due assetti moderni in una regione, quella del Pacifico Occidentale (e in generale dell’Indo-Pacifico), caratterizzata da crescenti tensioni internazionali e dalla presenza di attori regionali e globali che stanno acquisendo maggior peso nel palcoscenico globale, sia a livello economico, sia militare.

Seul, infatti, ha confermato recentemente la sua volontà di schierare il Lightning II aggiungendo altri 20 caccia della versione A che si aggiungono agli attuali 40 da consegnarsi entro il 2028, con un nuovo contratto del valore di 2,9 miliardi di dollari. La decisione è stata intrapresa per rafforzare ulteriormente le sue capacità di attacco aereo a fronte del rapido potenziamento militare di Pyongyang in particolare nell’arsenale missilistico. È probabile che i nuovi F-35 saranno nella variante Block 4, che dovrebbe presentare aggiornamenti software e un raggio d’azione più ampio, oltre alla capacità di trasportare una tipologia di armamenti più vasta e consentire all’equipaggio di utilizzare velivoli senza pilota. L’annuncio è giunto dopo che il Ministero della Difesa della Corea del Sud ha rivelato, a fine marzo, che tutti i 40 F-35A ordinati per l’aviazione nazionale nel 2014 sono ora in servizio.

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