Via Scholz, dentro il duro Pistorius? Nella Spd qualcuno ci pensa

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Difesa /

Via Olaf Scholz, dentro lo “sceriffo” e titolare della Difesa, Boris Pistorius? La Spd tedesca, che teme una disfatta al voto anticipato di febbraio che seguirà al crollo della coalizione con Verdi e Fdp (liberali), inizia a pensarci. Nel 2021 la vittoria elettorale dei socialdemocratici, la prima dal 2002, era arrivata sull’onda della capacità di Scholz di presentarsi come l’erede di Angela Merkel di fronte ai moderati. Ora il nodo è costituito dalla somma tra tre sfide: la sfida posta dall’estrema destra di Afd in ascesa, l’affondo contro il governo su sicurezza e immigrazione, l’onda lunga della crisi ucraina.

Da quando nel gennaio 2023 ha sostituito la compagna di partito della Spd Christine Lambrecht, il 64enne Pistorius, che allora era prossimo al decimo anniversario dalla nomina a Ministro dell’Interno del Land della Bassa Sassonia e dal 2017 ricopriva la carica deputato al Bundestag, si è distinto per una gestione ferrea della corsa al sostegno all’Ucraina, su cui è ritenuto un “falco” all’interno del partito, e ha spesso proposto alla Spd di prendere di petto le sfide securitarie.

Politico.eu ha ricordato che per le problematiche economiche del Paese e la crisi della coalizione molti deputati della Spd ritengono, confidenzialmente, che Scholz sia “in disgrazia” e che il 16% di cui è accreditata la formazione progressista, terza dopo i popolari della Cdu e l’Afd, possa essere ulteriormente eroso.

Di contro, “Pistorius è il politico più popolare in Germania , il che è piuttosto insolito per un ministro della Difesa in un Paese che ha un rapporto complicato con i suoi militari”, nota la testata di Bruxelles. Questo è anche legato al background di Pistorius, che prima di salire alla ribalta a livello nazionale era stato un vero e proprio duro nella sinistra tedesca, partendo dalla sua posizione di amministratore della Bassa Sassonia.

Nel marzo 2020 aveva proposto un contenimento duro delle fake news sul Covid-19 e nel corso del suo mandato ha implementato scelte orientate alla tolleranza zero contro il terrorismo islamista e il cybercrime, denunciando come minaccia alla sicurezza pubblica anche gli estremisti di destra e di sinistra. Una figura securitaria a tutto tondo, molto meno curiale di altre di stampo più progressista che hanno guidato la sinistra prima di Scholz, è visto come alternativa possibile e bisognerà vedere come si evolverà, a dicembre, il processo di selezione del candidato cancelliere della Spd.

Un sondaggio dell’emittente Rtl segnala che per il 66% dei votanti socialdemocratici Pistorius alzerebbe i risultati del partito rispetto ai sondaggi, contro il 18% che ritiene che le cose andrebbero meglio con Scholz. Un solo deputato, Joe Weingarten, si è sinora espresso favorevolmente in pubblico al cambio di cavallo, parlando al Financial Times. Ma molto può accadere: e dopo la pressione degli alleati sui missili Taurus da inviare all’Ucraina presto per Scholz potrebbe aprirsi un fronte interno, probabilmente il più difficile da gestire per garantirsi un futuro.