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Difesa

Vertici dell’esercito indagati per vendita di segreti militari: cosa succede in Cina

Alcuni alti funzionari dell'esercito cinese potrebbero esser stati indagati per aver fatto trapelare informazioni militari sensibili.

Il rafforzamento della disciplina tra i ranghi del Partito comunista cinese, combinato ad una lotta senza quartiere contro la corruzione che potrebbe attanagliarsi nei meandri dell’esercito e, più in generale, all’interno di qualsiasi altra istituzione del Paese, sia essa politica che militare. L’ultima stretta della Cina si è materializzata con la nuova campagna lanciata da Xi Jinping per risolvere gli ultimi problemi emersi all’ombra della Città Proibita. Già, perché quattro alti funzionari della Forza missilistica dell’Esercito popolare di liberazione (Pla) cinese, ovvero la costola dell’esercito incaricata di gestire l’arsenale di missili balistici terrestri nucleari e convenzionali a disposizione di Pechino, sono stati presi in consegna dagli investigatori dell’organo anticorruzione della Commissione militare centrale (Cmc).

Non sappiamo nient’altro. Se non che la torbida vicenda ha coinvolto, tra gli altri, Li Yuchao, comandante della stessa Forza missilistica. Ma perché la mannaia di Xi ha decapitato i vertici della Pla? Sul web si rincorrono le indiscrezioni su quanto potrebbe essere accaduto.

La stretta sull’esercito

Tra le innumerevoli ipotesi troviamo anche quella della Youtuber Lei’s Real Talk, che nel suo podcast ha parlato di un possibile collegamento tra lo scandalo che ha colpito la forza missilistica dell’esercito cinese, e la misteriosa scomparsa del ministro degli Esteri, Qin Gang. Uno strano avvertimento rosso comparso nel centro di Pechino, nello specifico a Xinwai Street, suggerirebbe poi che il ramo del Pla, lo stesso incaricato di occuparsi delle armi nucleari, sarebbe devastato da discordia e tradimento.

Certo che la scritta in questione racchiude un messaggio preoccupante: “La divulgazione di segreti porta alla reclusione: la vendita di segreti comporta l’esecuzione”. Ma è impossibile sapere se esista veramente una connessione logica tra questo ammonimento, le indagini in corso sui vertici dell’esercito e la vicenda del ministro Qin. Il suddetto slogan non è però inedito, essendo stato utilizzato più volte anche in passato.

È tuttavia lecito supporre che all’interno delle forze armate del Paese qualcuno possa aver fatto passi più lunghi della gamba. Non è un caso che, in due recenti riunioni ad alto livello tenute a Pechino, Xi Jinping abbia detto ai leader militari che devono “concentrarsi sulla risoluzione dei problemi importanti che persistono nelle organizzazioni di Partito a tutti i livelli per quanto riguarda l’applicazione della leadership assoluta del Partito sui militari”.

Fedeltà e segreti

Secondo Cercius, una società di consulenza con sede in Canada che monitora la politica cinese, lo stato di circa una decina di funzionari, attuali ed ex, della forza missilistica del Pla non è chiaro. “È molto probabile che alcuni se non tutti gli individui, compresi i comandanti attuali ed ex, siano stati condannati per motivazioni disciplinari o corruzione“, ha dichiarato Rod Lee, direttore della ricerca del China Aerospace Studies Institute presso l’università dell’aeronautica americana, nonché uno dei maggiori esperti sulla forza missilistica del Pla.

All’inizio di giugno, la Commissione centrale per l’ispezione disciplinare, il potente cane da guardia interno del Pcc, ha annunciato che più di 39 alti quadri militari e politici erano stati arrestati dal XX congresso del Partito tenutosi lo scorso ottobre. Nessuno sa chi siano, ma il segnale è emblematico delle pulizie in corso, sia in seno al Pcc che al Pla.

Non è chiaro se la rinnovata attenzione di Xi sull’esercito sia stata provocata da un caso particolare di corruzione o da maggiori preoccupazioni sulla lealtà politica. I leader della forza missilistica potrebbero comunque esser stati indagati per aver fatto trapelare informazioni militari all’esterno, peggio ancora all’estero. “Il fattore scatenante è stato il fatto che noi, al di fuori della Cina, abbiamo ormai una comprensione abbastanza dettagliata della struttura di questa forza missilistica dell’esercito cinese”, ha spiegato un anonimo funzionario governativo straniero al Financial Times.

Ciò che sta accadendo, ha proseguito la stessa fonte, sarebbe insomma (il condizionale è d’obbligo) da collegarsi alla diffusione di non meglio specificati segreti. Nel frattempo, il primo agosto il Pla ha festeggiato il 96esimo anno dalla sua fondazione. Questo non sarà però un compleanno da ricordare.  

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