Varato il primo pattugliatore offshore per la Marina Militare

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Sabato 21 febbraio si è svolta, presso il cantiere navale Fincantieri di Riva Trigoso, la cerimonia di varo del pattugliatore offshore di nuova generazione (OPV – Offshore Patrol Vessel) “Ugolino Vivaldi”, primo di quattro unità che Fincantieri sta costruendo per la Marina Militare. Le navi rientrano nel programma affidato a Orizzonte Sistemi Navali, joint venture tra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%), dalla Direzione degli Armamenti Navali, parte della Direzione Nazionale degli Armamenti. La consegna dell’unità alla Marina è prevista per il 2027.

Il programma OPV è stato avviato il 31 luglio 2023 col finanziamento complessivo di 925 milioni di euro per le prime tre unità, a cui è seguita una quarta ordinata ad agosto del 2024 del valore di circa 236 milioni di euro. L’avvio del programma OPV risponde alla necessità di continuare a garantire adeguate capacità di presenza e sorveglianza, vigilanza marittima, controllo del traffico mercantile, protezione delle linee di comunicazione e della Zona Economica Esclusiva (ZEE), oltre ad attività di tutela dalle minacce derivate dall’inquinamento marino, quali lo sversamento di liquidi tossici.

In particolare, l’esigenza della Marina Militare era di sostituire i vetusti pattugliatori della famiglia “Costellazioni”, meglio noti come classe Cassiopea (quattro unità) e Sirio (due unità). I classe Cassiopea, infatti, sono stati varati tutti tra il 1989 e il 1990 mentre i classe Sirio nel 2002. Il contratto originario dei nuovi OPV include anche opzioni per la costruzione di ulteriori tre unità oltre al potenziamento infrastrutturale per operare e supportare le navi dalle basi operative di Augusta, Cagliari e Messina, suddiviso in diversi lotti.

Gli OPV hanno una lunghezza di circa 95 metri, una larghezza massima di 14,2 e un pescaggio di 5,4 che permette loro di operare da porti poco profondi. Il dislocamento è di circa 2.400 tonnellate e possono ospitare a bordo 93 membri d’equipaggio. Il “Vivaldi” si distingue per la concentrazione di soluzioni tecnologiche, nonché per standard di eccellenza in termini di automazione e manovrabilità, che lo rendono adatto a operare in un ampio ventaglio di scenari tattici e condizioni atmosferiche.

Un hangar per il recupero dei naufraghi

Tra le innovazioni di spicco, c’è il cockpit navale integrato, sviluppato per le Multi Purpose Combat Ships (già note come PPA) della Marina Militare, frutto della collaborazione tra Fincantieri, NexTech e Leonardo, che rappresenta un salto generazionale. Questa postazione permette il controllo delle macchine, dei timoni e degli impianti di piattaforma, oltre che di alcune funzioni del sistema di combattimento da parte di soli due operatori, il pilota e il copilota, ottimizzando efficienza e sicurezza. Lo scafo degli OPV è caratterizzato da un bulbo prodiero e un’area di ormeggio completamente coperta, insieme a pinne stabilizzatrici attive a centro nave per garantire la capacità operativa in condizioni di mare mosso e condizioni meteorologiche avverse.

Le sovrastrutture della nave sono divise in due blocchi principali: quello prodiero comprende il Naval Cockpit e il centro operativo di combattimento, mentre il blocco poppiero comprende un ampio hangar per un elicottero di medie dimensioni NH-90 e un drone AW-Hero Classe 2 a decollo e atterraggio verticale. L’area di poppa della nave comprende il ponte di volo e un’area sottostante per i carichi utili di missione, principalmente i serbatoi galleggianti gonfiabili per contenere il petrolio recuperato tramite il sistema antinquinamento o, in alternativa, un gran numero di naufraghi che possono essere ospitati nell’ampio hangar in situazioni di emergenza. Sul ponte principale a centro nave sono posizionate le stazioni di lancio e recupero RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat) e le attrezzature per le operazioni antinquinamento.

La propulsione è di tipo CODLAD (COmbined Diesel-eLectric And Diesel) su due assi, ciascuno comprendente un motore diesel da 8 MW e un motore elettrico reversibile da 500 kW, direttamente accoppiati a un riduttore ed eliche a passo variabile, mentre i timoni sono di tipo convenzionale. I motori diesel insieme a quelli elettrici garantiscono una velocità massima superiore a 24 nodi, mentre i motori elettrici forniscono velocità operative fino a 10 nodi. L’autonomia massima è di 3500 miglia a una velocità di 14 nodi, con un’autonomia massima di missione di 20 giorni.

L’armamento è costituito da un cannone Leonardo 76/62 mm Super Rapido montato a prua con caricatore multi-alimentatore e munizioni guidate DART (adatte per munizioni Vulcano da 76 mm) insieme a due sistemi d’arma a controllo remoto Leonardo “Lionfish” da 30 mm sui lati della piattaforma. Su richiesta della Marina Militare, Orizzonte Sistemi Navali ha completato, in collaborazione con MBDA Italia e Fincantieri, uno studio di fattibilità per la potenziale aggiunta del sistema missilistico navale terra-aria Albatros NG basato sul missile a medio raggio CAMM-ER, la cui collocazione a bordo è però sarà dipendente da modifiche degli alloggiamenti della nave per trovare lo spazio sufficiente per un ragionevole numero di celle di lancio verticali (si ritiene un massimo di 12) a partire dalle unità della seconda serie.

Se questa soluzione dovesse essere approvata – e finanziata – gli OPV sarebbero in grado di operare come parte di un gruppo operativo marittimo distribuito, condividendo dati tattici e sensoriali con, cacciatorpediniere, fregate, velivoli da pattugliamento marittimo e strutture di comando NATO. In termini operativi, gli OPV non sarebbero più solo una tradizionale piattaforma di polizia marittima, ma un nodo di sorveglianza e interdizione connesso con gli altri strumenti aeronavali nazionali e dell’Alleanza.