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Difesa

Usa pronti a puntare sui droni kamikaze: ecco tutte le opzioni sul tavolo

Gli Usa spingono per sviluppare i proprio droni kamikaze. Dai Tomahawk agli ADM-160 MALD ecco quali sono i sistemi in via di sviluppo

Lo United States Naval Sea System Command, (NAVSEA), ente incaricato di progettare, costruire, acquistare e mantenere i sistemi d’arma della marina militare americana ha richiesto la stesura di un progetto per la costruzione di una munizione circuitante (drone kamikaze) dal valore di un miliardo di dollari. Tale iniziativa mira a colmare un’importante lacuna della marina statunitense, la quale attualmente schiera un elevatissimo numero di sistemi d’arma avanzati, ma non dispone ancora di droni suicidi.

Il progetto e le possibili opzioni

Nel mese di novembre 2022 il NAVSEA ha pubblicato una richiesta per la redazione di un progetto di una munizione circuitante dal valore di un miliardo di dollari. In virtù dei costi del progetto, la richiesta non prevederà alcuna gara d’appalto, ma risulta interamente rivolta alla Raytheon Technologies, unica azienda in grado di onorare i termini della richiesta entro i tempi previsti, stimati in circa cinque anni.

Il progetto potrebbe prevedere la costruzione di un sistema d’arma interamente nuovo, o in alternativa la modifica di uno esistente in una munizione circuitante. Allo stato attuale la US Navy dispone di un gran numero di missili Tomahawk, i quali possono essere convertiti in droni kamikaze attraverso una riduzione delle dimensioni della testata al fine di incrementare le riserve di carburante e l’installazione di sensori. Ciò consentirebbe non solo di risparmiare tempo in relazione alla stesura del progetto, ma renderebbe anche i nuovi sistemi compatibili con le piattaforme di lancio già impiegate dalla marina.

Altro possibile candidato risulta essere l’ADM-160 MALD, tali missili vengono attualmente impiegati come diversivo, volto a confondere le difese aeree nemiche e a schermare i reali sistemi d’arma impiegati. Questi missili raggiungono una velocità di Mach 0,8 e hanno un range di 460 km, la variante ADM-160B raggiunge invece velocità di Mach 0,91 e dispone di un elevato range di 920 km. Ambedue le unità presentano un costo estremamente contenuto, ammontante rispettivamente a 30.000 e 322.000 dollari. In virtù dei costi contenuti e dell’elevato range, tali sistemi si prestano bene alla conversione in droni kamikaze, la quale risulterebbe anche semplice da effettuare in quanto il mezzo è stato sviluppato dalla Raytheon.

I vantaggi dei droni kamikaze

I droni kamikaze presentano una vasta gamma di vantaggi, anzitutto tali sistemi risultano caratterizzati da costi piuttosto limitati e da un processo produttivo semplice, in conseguenza di ciò è possible produrre un gran numero di queste strumentazioni in tempi relativamente brevi. Al contempo le munizioni circuitanti sono altamente versatili, potendo essere impiegate per lo svolgimento di molti compiti in ambito militare. Tali sistemi possono infatti essere utilizzati per ottenere vantaggi di natura tattica, tramite attacchi sull’equipaggiamento nemico, o in alternativa di natura strategica, tramite il loro utilizzo come artiglieria a lungo raggio volte a colpire depositi di munizioni, concentrazioni di truppe nemiche e infrastrutture strategiche.

Il progetto attualmente descritto non rappresenta l’unica iniziativa circa le munizini circuitanti attualmente perseguita dalle forze armate. Già nel 2015 la marina ha avviato il programma LOCUST (Low-Cost UAV Swarming Technology), tale progetto mira a costruire un sistema in grado di lanciare un gran numero di droni suicidi da diverse piattaforme. Un simile strumento avrebbe avrebbe da un lato la capacità di attaccare un gran numero di bersagli differenti, dall’altro, i piccoli droni da esso lanciati potrebbero eseguire attacchi integrati con altri sistemi d’arma, saturando le difese nemiche e consentendo agli altri strumenti impiegati di raggiungere il bersaglio. Il LOCUST risulterebbe pertanto altamente funzionale a fungere da supporto in un ambiente operativo contestato, specie laddove il nemico disponga di un rilevante sistema A2/AD.

Il peso della guerra in Ucraina

Il conflitto russo ucraino ha dimostrato l’enorme funzionalità e versatilità delle munizioni circuitanti, tale lezione è stata appresa piuttosto rapidamente dalle forze armate statunitensi, le quali stanno attualmente investendo molto per lo sviluppo di sistemi di questo tipo. Nei prossimi anni l’esercito americano passerà dall’impiegare tale drone a livello di Brigate Combat Team (l’unità dislocabile base delle forze statunitensi), a livello di squadra, creando unità con capacità miste adattabili ad ogni tipo di scenario.

Attualmente le forze armate statunitensi si stanno focalizzando nell’acquisire capacità adeguate ad operare nel miglior modo possible nello Stretto di Taiwan, area centrale per i future equilibri globali. L’isola di Taiwan dovrà essere difesa da un attore dotato di una marina molto numerosa e possenti bolle A2/AD, pertanto la sua difesa passerà necessariamente attraverso l’acquisizione di elevate capacità di Sea Denial e saturazione dei sistemi nemici. Lo sviluppo di nuove munizioni circuitanti, sarà certamente funzionale in tal senso.

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