All’esposizione AUSA 2025, che si tiene a Washington DC dal 13 al 15 ottobre, il conglomerato industriale composto da Oshkosh, Raytheon e Forterra (sistemi autonomi), ha presentato ufficialmente al pubblico una famiglia di tre veicoli autonomi multi-missione (MAV – Multi-mission Autonomous Vehicle) “Deepfires”, di cui uno destinato a diventare un’altra potenziale piattaforma di lancio per i missili da crociera Tomahawk. Tutte e tre le varianti dei veicoli sono state presentate come sistemi pronti per la produzione per “supportare le priorità dell’Esercito in termini di fuoco di precisione a lungo raggio, formazioni resilienti e autonomia scalabile”, secondo Oshkosh, e, a seconda del tipo, possono impiegare munizioni vettori a razzo come GMLRS (Guided Multiple Launch Rocket System), PrSM (Precision Strike Missile) e i droni d’attacco one way come lo Switchblade 600.
Il veicolo più grande, definito X-MAV, è sostanzialmente un camion a 5 assi con sistema di sollevamento/lancio in grado di ospitare 4 missili da crociera Tomahawk e i futuri vettori a lungo raggio di precisione, e a differenza del “Typhon” costruito da Lockheed-Martin non utilizza la configurazione trattore-semirimorchio ma il sistema è compatto su un unico chassis in grado di essere ospitato nel vano di carico di un C-130.
Il veicolo più piccolo, denominato L-MAV (Light Multi-Mission Autonomous Vehicle) è stato esposto con tubi di lancio per droni Switchblade 600 e sistemi C-UAS (Counter Unmanned Air System) BlueHalo Titan, ma Oshkosh afferma che la piattaforma può facilmente passare dalla logistica autonoma “dell’ultimo miglio” alle contromisure dedicata ai droni e ad altri set di missioni richiesti. In questo caso il veicolo è un 4×4 senza cabina e di dimensioni paragonabili a un HUMVEE, o poco più grande.
Il terzo veicolo autonomo è lo M-MAV – dove M sta per medium – ovvero un lanciatore MLRS (Multiple Launch Rocket System) basato sul camion medio FMTV A2. L’M-MAV può lanciare tutti i missili della famiglia di munizioni MLRS, che include GMLRS, ER-GMLRS, PrSM, ATACMS e le future Joint Reduced Range Rocket (JR3). Ricordiamo che dei tre veicoli, solo M e X-MAV hanno cabina quindi la possibilità di guida con personale.
Durante un test di fuoco effettuato a marzo di quest’anno Brian Burton, vicepresidente di Precision Fires & Maneuver presso Raytheon aveva affermato che la famiglia “Deepfires” offre “una piattaforma moderna, capacità autonome e una maggiore possibilità di carico per soddisfare i futuri requisiti di fuoco dell’Esercito”. Secondo Raytheon questa tecnologia di lancio autonomo è progettata per funzionare senza problemi in qualsiasi condizione meteorologica, su tutti i terreni e in ambienti di battaglia difficili. La dimostrazione di marzo aveva utilizzato proprio il nuovo missile, prodotto sempre da Raytheon, sviluppato per il programma J3R dell’Esercito, creato tramite un’iniziativa di sviluppo rapido. Questo sforzo unisce tre leader dell’industria statunitense della Difesa.
In qualità di appaltatore principale, Raytheon guida il programma e integra sistemi d’arma avanzati, garantendo che “DeepFires” offra una letalità all’avanguardia. Forterra fornisce il suo collaudato sistema di guida autonomo, AutoDrive, offrendo all’Esercito USA un lanciatore che può essere azionato in modo autonomo o, opzionalmente, con equipaggio, riducendo i rischi per i soldati e migliorando al contempo la sopravvivenza. Oshkosh Defense, con decenni di esperienza nei veicoli tattici dell’Esercito, fornisce la piattaforma di base dei mezzi, costruita per garantire mobilità e affidabilità. Dalle competenze delle tre aziende, messe a sistema, nasce quindi un sistema scalabile e pronto per la produzione, in grado di soddisfare le esigenze di una missione in ambiente contrastato. Si tratta di un esempio di collaborazione e produzione – prototipazione spinta – che l’industria europea e nazionale dovrebbero prendere a modello per accelerare le tempistiche delle forniture per la Difesa.
E sul fronte ucraino…
Nel contesto attuale del conflitto ucraino, invece, sarà molto difficile vedere il lanciatore X-MAV utilizzare i missili Tomahawk promessi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’esercito di Kiev. Come sappiamo, questi missili da crociera sono di tipo navale (lanciabili da navi di superficie e sottomarini), non ne esiste una versione aviotrasportata – se non rari esperimenti di sgancio di missili da crociera dal vano di aerei da trasporto come il C-130 – e gli Stati Uniti solo da poco stanno utilizzando il sistema terrestre di lancio denominato “Typhon”.
Il “Typhon” è composto da 3 o 4 lanciatori rappresentati da un semirimorchio con quattro celle di lancio tipo VLS (Vertical Launch System) sollevabili mutuate dal sistema Mk41 imbarcato sui cacciatorpediniere classe Arleigh Burke. Il problema, per quanto riguarda l’Ucraina, è che l’Esercito statunitense, che utilizza il “Typhon”, ha poche batterie a disposizione e sono essenzialmente ancora in fase di certificazione: il 16 luglio 2025 è stato eseguito con successo il primo test di fuoco di un “Typhon” al di fuori degli Stati Uniti continentali, condotto nel Territorio del Nord, in Australia, durante l’esercitazione Talisman Sabre 25. L’X-MAV, benché come riferito sia “pronto per la produzione”, non è ancora stato testato in configurazione operativa e soprattutto non è chiaro a quale tipo di sistemi di puntamento e tiro verrà associato.

