In risposta al lancio del satellite spia della Corea del Nord, il Giappone, la Corea del Sud e gli Stati Uniti hanno organizzato un’esercitazione navale trilaterale nelle acque sudcoreane a sud-est dell’isola di Jeju. La Marina di Seoul ha spiegato che le manovre marittime in questione, della durata di un giorno, sono servite come un’opportunità per rafforzare la preparazione dei tre partner nel contrastare le crescenti minacce provenienti dai programmi nucleari e missilistici di Pyongyang.

Le esercitazioni, che simulavano anche una risposta al lancio di un missile nordcoreano, hanno coinvolto la portaerei americana Carl Vinson – arrivata al porto sudcoreano di Busan la settimana precedente – il cacciatorpediniere lanciamissili USS Sterett e il cacciatorpediniere USS Kidd, insieme ai cacciatorpedinieri sudcoreani e giapponesi Sejong the Great e JS Kirisame.

La mossa ha fatto seguito al lancio di un satellite da ricognizione nell’orbita terrestre da parte di Kim Jong Un. Lancio tra l’altro condannato da Seoul e Tokyo in quanto l’azione nordcoreana costituirebbe una violazione di molteplici sanzioni internazionali, che vietano al Paese l’impiego di tecnologia balistica per qualunque finalità o impiego.

Tensioni coreane

Le tensioni seguenti hanno spinto Seoul a sospendere parte dell’accordo militare intercoreano, riprendendo le attività di ricognizione e sorveglianza attorno al confine con la Corea del Nord. In risposta, Pyongyang ha a sua volta promesso di riprendere immediatamente tutte le attività militari sospese. La situazione è delicata e non esiste margine di errore, visto che una scintilla potrebbe scongelare il conflitto coreano in stand-by dal 1953.

In tutto questo, l’amministrazione Biden continua, come detto, a rafforzare i suoi rapporti militari e strategici con Giappone e Corea del Sud. L’ultimo segnale della convergenza sudcoreana verso Washington coincide con la partecipazione – la prima in assoluto – delle forze armate della nazione asiatica al più grande esercizio combinato di difesa cibernetica al mondo, guidata dalla Nato.

Secondo il Comando delle operazioni cibernetiche di Seoul, una squadra di undici membri parteciperà nella veste di Paese partner a Cyber Coalition 2023, che si terrà in Estonia fino al prossimo venerdì, dopo aver partecipato all’evento dell’anno scorso come osservatore. Lanciato nel 2008, l’esercitazione annuale mira a rafforzare la capacità dell’alleanza di dissuadere, affrontare e contrastare le minacce nello spazio cibernetico, mentre le nazioni partecipanti cercano di rafforzare la cooperazione nella tecnologia e nella condivisione delle informazioni.

La Cina alle prese con il triangolo dell’Indo-Pacifico

Nonostante sia stato creato artificialmente, e al netto delle numerose contraddizioni interne, il “triangolo dell’Indo-Pacifico” formato da Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti si candida a diventare uno dei pilastri della strategia statunitense nella regione. Un pilastro da sfruttare in chiave anti Corea del Nord ma anche – ed è qui l’aspetto da considerare con attenzione – anti cinese.

La Cina, tuttavia, è consapevole della sofferenza di una parte dell’opinione pubblica giapponese e sudcoreana, desiderosa di smarcarsi dallo stringente abbraccio militare degli Usa. È così che, per cercare di scardinare questo patto trilaterale, Pechino sta pensando bene di sfruttare la leva economica, strizzando l’occhio alle élite imprenditoriali dei due Paesi asiatici (e non solo). Non a caso, in un recentissimo incontro avuto nella città sudcoreana portuale di Busan il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha avuto un faccia a faccia con la sua controparte sudcoreana, Park Jin, e quella giapponese, Yoko Kamikawa.

Sul tavolo del vertice c’era il rilancio della cooperazione tra le tre nazioni. Strettamente legati tra loro dal punto di vista economico e culturale, i tre Paesi rappresentano complessivamente circa il 25% del prodotto interno lordo globale. I vari sforzi messi fin qui in atto per rafforzare la suddetta cooperazione hanno però spesso incontrato intoppi a causa di un mix di dossier, non ultima la competizione strategica tra Cina e Stati Uniti. “Noi tre ministri abbiamo concordato di ripristinare e normalizzare la cooperazione tra tre nazioni in tempi brevi”, ha dichiarato il ministro degli Esteri sudcoreano. Ma una cooperazione del genere potrebbe non essere compatibile con l’altra cooperazione: quella militare con gli Stati Uniti.