La tecnologia ipersonica è stata definita “dirompente” in quanto sta aumentando rapidamente e in modo sostanziale il potenziale militare di quegli Stati che sono riusciti a dispiegare sistemi missilistici di questo tipo, siano essi da crociera o veicoli di rientro plananti per testate di missili balistici (Hgv – Hypersonic Glide Vehicle).
Quanto è seria la minaccia ipersonica
Come sappiamo, Russia e Cina sono in vantaggio rispetto all’Occidente avendo schierato da tempo sistemi di questo tipo, inoltre questa tecnologia si sta diffondendo anche tra avversari del campo occidentale come l’Iran e la Corea del Nord, sebbene per questi ultimi persista un certo grado di dubbio riguardante l’effettiva capacità dell’industria locale di aver prodotto vettori ipersonici: Teheran recentemente ha testato quello che con ogni probabilità è un Marv (Maneuverable Reentry Vehicle) piuttosto che un vero e proprio Hgv, e la stessa considerazione è possibile farla per quanto riguarda il test effettuato da Pyongyang a settembre 2021.
La definizione attuale di “sistema ipersonico”, infatti, non riguarda solo la caratteristica di poter volare a velocità superiori a Mach 5, ma anche quella di poter manovrare con sostanziali cambi di quota e direzione, capacità che un Marv non ha.
La minaccia generale, per ora data da Cina e Russia, è però seria in quanto i normali sistemi Abm (Anti Ballistic Missile) schierati sono diventati poco efficienti proprio per via della capacità manovriera unita all’alta velocità: il profilo di volo di un Hgv, infatti, è molto più basso rispetto a quello di un classico veicolo di rientro di un missile balistico, pertanto la scoperta, il tracciamento e il targeting sono estremamente difficoltosi coi sistemi Abm attualmente in servizio.
La risposta dell’Europa
Se n’è resa necessaria pertanto una ridefinizione e in Europa sono stati varati due programmi in tal senso: il Twister (Timely Warning and Interception with Space-based Theater) e l’Ehdi (European Hypersonic Defence Interceptor).
Il programma Twister nasce nel novembre 2019 quando Finlandia, Italia, Paesi Bassi e Portogallo, guidati dalla Francia, hanno unito le forze nell’ambito della nuova cooperazione strutturata permanente europea, o Pesco, per progettare un nuovo sistema antimissile in grado di contrastare le minacce emergenti, inclusi i missili ipersonici e gli Hgv. Un anno dopo, la Germania ha deciso di unirsi dopo che gli Stati Uniti hanno abbandonato il programma Meads. Questo programma è guidato da Mbda che produce già gli unici sistemi antimissili balistici in Europa: il Samp-T con Thales e il Paams con Eurosam, nonché missili Aster Block 1 e Block 1NT, in grado di intercettare rispettivamente missili balistici a corto raggio e a medio raggio.
A fine luglio 2022 la Commissione europea ha deciso di affidare la progettazione del programma Ehdi, che secondo Bruxelles è legato a Twister, a un consorzio composto da Spagna, Germania, Belgio, Polonia, Repubblica Ceca e Svezia a cui si è aggiunta la Norvegia (non Ue) attraverso il Fondo Europeo per la Difesa. Francia e Italia ne sono quindi state inizialmente escluse, e questo ha generato parecchi malumori nell’industria italo-francese anche perché sembra che nella realtà dei fatti i due programmi siano diversi e non confluenti.
Sulla carta, il programma Twister mira a sviluppare un intercettore europeo multi-ruolo per affrontare le minacce ipersoniche con un orizzonte di messa in servizio fissato al 2030. Questo intercettore endoatmosferico affronterà una vasta gamma di minacce tra cui Marv di missili balistici a raggio intermedio, missili da crociera ipersonici o supersonici, Hgv e altri obiettivi come aerei da caccia di prossima generazione.
L’Ehdi, varato nel 2021, prevede di sviluppare un intercettore e un sistema di sensori per affrontare le minacce future (obiettivo oltre il 2035) e la Commissione Europea ha approvato i piani di investimento il 20 luglio 2022, stanziando i primi 100 milioni di euro per lo sviluppo della fase concettuale del programma. Il programma ha una durata prevista di 36 mesi e l’obiettivo del progetto triennale è portare “al concetto, alla mitigazione del rischio e alla dimostrazione di un intercettore endoatmosferico economico che sarà in grado di operare a diversi livelli comprendendo un nuovo sistema aerodinamico e attuatore per un’elevata manovrabilità, e sistemi avanzati di sensori/seeker”.
Il ruolo di Italia e Francia
Francia e Italia, attraverso Mbda, potrebbero però tornare in corsa: dal recente salone internazionale dell’aerospazio di Le Bourget è giunta infatti la notizia che la società franco-italo-anglo-tedesca leader della missilistica europea ha firmato lettere di intenti con quattro nazioni europee – Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi – per lanciare una fase concettuale per l’Hydisonic Defense Interceptor Study, o Hydis2, che introdurrebbe diversi progetti per un intercettore ipersonico endoatmosferico prima di sceglierne uno. L’intento è che lo sviluppo di questo intercettore, soprannominato “Aquila” da Mbda, sia collegato al programma Twister.
Sebbene, come detto, la Commissione europea abbia affermato che Twister ed Ehdi siano legati, questa frammentazione – molto probabilmente causata più da motivazioni politiche che tecniche – ha determinato scompensi nell’industria europea e non si capisce perché un attore di punta come Mbda non sia deputato a guidare entrambi i programmi di sviluppo, che potrebbero comunque mantenere l’attuale assetto di collaborazione estesa e diversificata tra i Paesi europei.
Il timore che esprimiamo è che, per motivazioni esclusivamente di ordine politico, Bruxelles possa decidere di scegliere l’Ehdi anche perché, guarda caso, la maggior parte dei Paesi che lo compongono rientrano anche nel progetto Nato di difesa aerea che prevedrebbe di utilizzare il sistema israeliano Arrow 3, il Patriot statunitense e l’Iris-T tedesco, lasciando quindi fuori, ancora una volta, Mbda (stavolta con Thales) col suo Samp-T, che peraltro, grazie al missile Aster Block 2 attualmente in sviluppo avanzato, entrerà a far parte di una classe superiore paragonabile a quella dello statunitense Thaad, ovvero con quote di intercettazione comprese tra i 60 e i 150 chilometri.