È importante capire se quella della Cina è davvero una mossa “senza precedenti”, come hanno sottolineato esperti e media, o se le ultime regole adottate da Pechino per il suo esercito siano soltanto riforme dettate dal mutamento dei tempi e del contesto geopolitico. Qualche giorno fa, la Commissione militare centrale (Cmc), ovvero il massimo organo militare cinese – presieduto da Xi Jinping – ha emanato una nuova serie di regole volte a controllare le attività sociali degli alti ufficiali, in servizio e in pensione, delle forze armate del Paese.
Queste disposizioni sono state promulgate congiuntamente dai dipartimenti politici e disciplinari dell’Esercito popolare di liberazione (Pla), in quello che è stato interpretato dagli analisti come un tentativo di rafforzare ulteriormente il controllo sui militari. Per saperne di più vale la pena dare uno sguardo alla prima pagina del quotidiano dell’esercito cinese, Pla Daily, dello scorso 19 giugno, dove si apprende che le suddette norme includono “requisiti specifici e richieste concrete in otto aree”.
Come ha sottolineato il South China Morning Post, le regole stabiliscono per gli alti ufficiali (o ex) un codice di condotta relativo all’intrattenimento di relazioni con i funzionari del Partito Comunista, gli enti governativi e le imprese statali, le organizzazioni sociali, i media, gli organismi accademici e di ricerca, le minoranze etniche e i gruppi religiosi, le istituzioni e i familiari stranieri, nonché gli utenti online e sui social network. Toccherà poi agli organi politici e disciplinari svolgere compiti di supervisione, cercare e correggere eventuali problemi che violino le regole o la legge.
Le regole per gli alti ufficiali del Pla
Da quanto emerso dallo stesso quotidiano, gli stessi organi disciplinari riterranno responsabili di inosservanza dei doveri tutti i quadri dirigenti che non rispetteranno le regole. Dall’altro lato, cercheranno di instillare in loro “un forte senso di spirito di Partito”, incoraggiandoli a praticare l’autodisciplina in modo che possano trascorrere “una vita sociale pulita, sia in pubblico che tra le loro famiglie e amici”.
L’obiettivo di tutto ciò è che la “vita sociale” degli attuali (ed ex) principali comandanti dell’esercito sia basata su regole definite, ancorate a valori sani e corretti modi di comportamento.
“Questa è una mossa senza precedenti per il Pla di avere una serie di codici sulla vita sociale per i quadri più anziani”, ha detto Ni Lexiong, professore di scienze politiche all’Università di scienze politiche e diritto di Shanghai. “Una cosa del genere non era stata fatta nemmeno ai tempi di Mao Zedong. Ma ora è diventato necessario per l’esercito stare al passo con i tempi che cambiano”, ha spiegato.
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Regole e comportamenti
Le maglie della disciplina saranno dunque più stringenti per gli alti ufficiali cinesi. Il professor Ni ha spiegato che queste regole erano necessarie a causa, ad esempio, dell’influenza dei social media e del mondo online, cresciuta in maniera significativa e non sempre positiva nel mantenimento di un’ottima comunicazione per le più importanti sfere dell’esercito. “Faccio un altro esempio. Il consumo di alcolici pesanti era una tradizione tra alcuni alti ufficiali, sebbene fosse stato vietato dopo che Xi era diventato il capo della Commissione militare centrale nel 2012″, ha affermato l’accademico.
Sembra che le disposizioni riguarderanno soltanto il lato morale e comunicativo. Una fonte del Pla ha affermato che le nuove regole, che prenderanno di mira i quadri dirigenti dell’esercito, saranno applicate anche ai generali in pensione, noti per esercitare una notevole influenza sui leader più giovani. Il motivo di una tale scelta è presto detto: molti generali in pensione sono attivi in gruppi religiosi e culturali, e la loro presenza in questi organismi a volte può essere utilizzata da altri per affarismo, creando effetti sociali molto negativi.
Ma nella mossa del Cmc rientra anche il nodo della corruzione, rimasta un problema nel mondo militare nonostante la tolleranza zero di Xi Jinping. Zhou Chenming, un ricercatore del think tank di scienza e tecnologia militare Yuan Wang con sede a Pechino, ha affermato che le nuove regole potrebbero essere volte a sradicare l’eredità di due ex vicepresidenti e generali Cmc caduti in disgrazia: Guo Boxiong e Xu Caihou. Guo e Xu sono i leader più anziani del Pla epurati da Xi nella sua campagna anticorruzione iniziata nel 2013. Sono stati accusati di aver accettato tangenti da altri ufficiali in cambio di promozioni. Per la cronaca, Guo sta scontando l’ergastolo per corruzione mentre Xu è morto nel 2015 quando era indagato.