A Zhuhai, nella provincia di Guangdong in Cina, si tiene ogni due anni uno dei più importanti saloni internazionali dell’aerospazio.
Quest’anno, tra le tante novità, è stato presentato un concept, ovvero un modello concettuale, di un vettore ipersonico tipo HGV (Hypersonic Glide Vehicle) caricato con diversi tipi di submunizioni, tra cui missili supersonici e droni.
I veicoli ipersonici plananti presentano già sfide significative per i difensori, per via della loro traiettoria fortemente depressa che riduce i tempi di scoperta, per la velocità stessa e per la capacità di manovrare in atmosfera, e uno dotato di carico utile sganciabile potrebbe eseguire attacchi cinetici oppure non cinetici, ovvero nello spettro elettromagnetico, nonché la ricognizione contro più bersagli in una vasta area mettendo in seria difficoltà le difese aeree.
Se però questa caratteristica particolare presenta degli indubbi vantaggi per l’attaccante, essa impone anche notevoli sfide ingegneristiche e tecnologiche. Un missile o veicolo ipersonico, infatti, viaggiando a velocità elevatissime (anche molto superiori a Mach 5) per lungo tempo all’interno dell’atmosfera produce temperature molto elevate sulla sua fusoliera per l’attrito con l’aria che generano stress termico anche ai suoi componenti interni. Inoltre l’altra sfida è data dalle accelerazioni che in caso di cambiamenti repentini di rotta, ammesso che davvero siano possibili e non vengano invece effettuate virate o cabrate a basso angolo, imprimono forti sollecitazioni meccaniche ai suoi componenti (ad es. al sistema di guida) e al carico utile. Inoltre non si capisce bene come questo carico venga rilasciato, e che tipo di soluzioni siano state pensate per evitare gli stress dinamici del caso.
Sappiamo però che questo modello ha un nome: GDF-600, e sappiamo anche alcuni dei suoi carichi utili perché sono stati esposti all’airshow. Il progetto proviene dalla Guangdong Aerodynamic Research Academy (GARA) che afferma che il GDF-600 avrebbe un peso massimo fino a circa 5500 kg, incluso in carico utile di 1200 kg e che il veicolo sia in grado di raggiungere una velocità massima di Mach 7 e avere una portata massima compresa tra circa 200 e 600 km. GARA ha esposto a Zhuhai cinque diversi tipi di possibile carico utile per veicolo planante ipersonico: missili supersonici e subsonici, una sorta di loitering munition o un drone kamikaze, un sistema aereo senza equipaggio (UAS) e una munizione di attacco cinetico senza propulsione. Il modello mostra un carico misto di sei loitering munitions, sei UAS e 13 missili subsonici. I veicoli ipersonici di questo tipo in genere utilizzano un missile (definito booster in questo caso) per raggiungere la velocità e l’altitudine ottimali per iniziare il loro volo, da cui si staccano per poi iniziare la planata verso il loro bersaglio.
La gittata dell’arma dipende in parte da quanto in alto e velocemente si muove il vettore nella sua prima fase di volo, e l’istituto di ricerca cinese afferma che la traiettoria del GDF-600 può raggiungere i 40 km di altezza. Attualmente non è stata specificata la piattaforma di lancio del vettore, ma potrebbe essere adattabile a un sistema d’arma basato a terra, in aria e in mare.
Sebbene la gittata del veicolo sembri corta, GARA afferma che i missili supersonici trasportati possono avere una portata massima di 500 km, pertanto se venissero rilasciati nella fase finale del volo, la gittata complessiva massima potrebbe essere di 1100 km.
Il GDF-600 sembrerebbe quindi pensato per l’impiego in un contesto più regionale, come uno scenario di guerra nello Stretto di Taiwan o nel Mar Cinese Meridionale, ma l’istituto afferma che il nuovo concetto di veicolo planante ipersonico potrebbe essere ingrandito con un design che offrirebbe una gittata intercontinentale fino a 6000 km.
La Repubblica Popolare Cinese (RPC) non è nuova a simili roboanti dichiarazioni degli ultimi suoi ritrovati bellici, e spesso e volentieri si tratta di propaganda, ma vale la pena ricordare che ad agosto del 2021 Pechino ha stupito il mondo – e preoccupato gli Stati Uniti – quando ha testato un veicolo orbitale ipersonico che, volando su una traiettoria depressa, ha dimostrato la capacità di poter colpire qualsiasi punto del globo portando una testata nucleare.
Allora il vettore aveva mancato il suo obiettivo di circa una quarantina di km, secondo quanto trapelato dall’intelligence, ma quel test ha dimostrato che la RPC ha fatto progressi sorprendenti sulle armi ipersoniche. Del resto, uno dei primi vettori ipersonici a essere entrati in servizio, il DF-17 – un altro del tipo HGV – è di fabbricazione cinese ed è stato osservato per la prima volta in parata nel 2019.
Oltre alle caratteristiche intrinseche già descritte riguardanti i vettori ipersonici, un sistema orbitale, cioè capace di compiere almeno un’orbita intorno alla terra, mette in serio pericolo i sistemi antimissile statunitensi che sono stati pensati e quindi posizionati per essere efficaci contro minacce provenienti dall’emisfero settentrionale (Russia, Cina, Corea del Nord). Appare chiaro che se il vettore compie un’intera orbita e arriva dall’emisfero australe, le difese antimissile statunitensi, almeno quelle attualmente basate a terra come il GMD (Ground-based Midcourse Defense) sono del tutto inefficaci, in quanto situato tra l’Alaska e la California.
Si può anche sospettare che la RPC stia pensando di unire le due soluzioni, ovvero quella di un sistema ipersonico orbitale capace di sganciare un carico utile fatto di missili supersonici, ma ovviamente si tratta di mere speculazioni non supportate da alcune evidenza tecnologica o di altro tipo.
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