Lunedì scorso, durante l’esercitazione At-Sea Demo/Formidable Shield 2021 della Nato, i pattugliatori marittimi Boeing P-8A Poseidon dell’U.S. Navy hanno effettuato un attacco missilistico coordinato al largo della Norvegia utilizzando per la prima volta missili aria-superficie Harpoon.

Tre velivoli, equipaggiati con i ben noti Agm-84D, hanno dimostrato la loro capacità antinave colpendo con due missili una chiatta bersaglio.

Johnny Harkins, comandante del Patrol Squadron Four, o VP-4, assegnato alla Sesta Flotta della Marina Usa che ha effettuato le manovre in Atlantico di concerto con unità navali provenienti da 10 Paesi della Nato, ha affermato che “avere alleati di diverse nazioni, con i quali siamo in grado di integrarci perfettamente nei domini aerei e marittimi, è fondamentale per i nostri obiettivi strategici e operativi nel Nord Atlantico” aggiungendo che “i nostri equipaggi hanno dimostrato la loro esperienza utilizzando il P-8A per migliorare il quadro operativo comune a sostegno delle operazioni di attacco multi-unità”.

I missili antinave come gli Harpoon danno al P-8A la capacità di contrastare i movimenti navali nemici, sia a supporto di operazioni offensive sia per difendere le forze amiche.

Gli aerei sono anche in grado di trasportare e “filare” i sistemi di inganno AN/ALE-55, trasportati in capsule sotto l’ala simili a quelle che alloggiano i missili, in grado di disturbare i radar avversari o attirare lontano dal velivolo i missili a guida radar in arrivo.

Il P-8A Poseidon è un aereo da pattugliamento marittimo multi-missione. Viene utilizzato principalmente per condurre operazioni Asw (Antisom Warfare) ma è una piattaforma in grado di svolgere numerosi compiti, tra cui anche la sorveglianza, la ricognizione e la raccolta di segnali. La Marina Statunitense ha iniziato ad acquisire i Poseidon nell’aprile del 2000 per sostituire la sua flotta P-3C Orion, entrata in servizio nel 1962. Nel documento di bilancio per l’esercizio del 2019, il costo totale di acquisizione stimato per la flotta di P-8A dell’U.S. Navy era di 35 miliardi di dollari e il costo totale stimato per le operazioni e il mantenimento era di 55 miliardi di dollari. A dicembre dello stesso anno la Marina Usa aveva nei piani l’acquisizione di 117 pattugliatori.

Il P-8A Poseidon è una variante militarizzata dell’aereo commerciale Boeing 737, con modifiche per supportare i requisiti richiesti per svolgere la missione di pattugliamento marittimo. La Marina Usa ha sviluppato il Poseidon per soddisfare la sua esigenza di capacità di risposta rapida e di ricerca a lungo raggio con la necessità di disporre anche di un velivolo che potesse funzionare in modo indipendente o in combinazione con i gruppi di attacco delle portaerei e altri assetti degli alleati in modo tale da garantire un’area marittima priva di minacce di superficie e subacquee.

Al 13 ottobre 2020, nell’inventario degli aerei da pattugliamento marittimo dell’U.S. Navy erano presenti 9 P-3C Orion e 104 P-8A Poseidon e si prevede che la transizione al nuovo velivolo sarà completata entro il 2022.

Il velivolo vola ad una velocità di crociera di 815 km/h (440 nodi) e raggiunge una velocità massima di 907 km/h (490 nodi). L’autonomia è di 8300 chilometri e la quota massima di servizio è 12500 metri. Il Poseidon risulta avere un raggio d’azione di circa 2200 chilometri nelle missioni antisom e garantisce uno stazionamento in zona di operazioni di 4 ore e 30 minuti, ovvero 70 minuti in più rispetto al quadriturboelica P-3C Orion.

È equipaggiato con un radar di ricerca Raytheon APY-10 e può essere armato con missili guidati di precisione Agm-84H/K Slam-Er, missili antinave over-the-horizon Agm-84 Harpoon e siluri Mk 54.

Si tratta di una piattaforma molto diversa rispetto al suo predecessore: il suo design, con ala a freccia e propulsori a reazione, implica che abbia un profilo di missione diverso se confrontato a quello del P-3 e ad altri velivoli a turboelica ed ala dritta.

Quello che più conta ai fini della nostra trattazione, però, è che si tratta di un aereo da pattugliamento marittimo armato con funzioni Asw e Asuw. Capacità che la nostra Aeronautica Militare ha perso col pensionamento dei Breguet Br 1150 Atlantic nel 2017. Il sostituto, il P-72A, non è infatti un velivolo da pattugliamento marittimo armato, ma risulta essere una piattaforma Istar (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) e funzionale alle operazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar – Search and Rescue) nonostante la versione Mp (Maritime Patrol), ovvero quella appena consegnata all’AM, condivida numerose soluzioni di progetto concepite per l’Atr-72 Asw (Anti-Submarine Warfare) sviluppato da Leonardo per la Marina Militare turca.

I P-72A dell’Aeronautica Militare non hanno quindi la capacità di attacco Asw (o Asuw) sebbene siano predisposti per una futura integrazione di sensori e componenti aggiuntivi espressamente dedicati a questo compito: un fattore che riteniamo limitante per l’Arma Azzurra che ha pattugliato e inseguito i sottomarini e le unità navali avversarie nei nostri mari per decenni.

Non si capisce bene quale sia stata la filosofia del decisore politico nel momento della pianificazione dei programmi di acquisizione dei velivoli, anche considerando che il nostro Paese ha speso diversi miliardi di euro per acquistare 8 aerei Gulfstream G550 Caew (Conformal Airborne Early Warning), invece di destinare parte di quei fondi, riducendo il numero di velivoli acquisiti, per dotare la nostra Aeronautica Militare di un pattugliatore realmente in grado di effettuare la lotta antisom e antisuperficie.

Come vi avevamo già raccontato a febbraio, è stata una decisione, quella di non dotarsi di un velivolo per questo tipo di operazioni, che lascia un po’ perplessi vista la situazione internazionale, col Mediterraneo tornato a essere crocevia di unità subacquee (e non solo) di nazioni potenzialmente “ostili”, e sicuramente in controtendenza rispetto a quanto deciso altrove: Regno Unito, India, Australia e Norvegia, ad esempio, hanno deciso di affidarsi, insieme agli Stati Uniti, al Poseidon, che come abbiamo visto è un aereo molto diverso rispetto al P-72. Si è creato così un “vuoto” che va colmato in qualche modo, ed infatti si era anche pensato, nel lontano 2008, di acquistare il velivolo statunitense, ma riduzioni di bilancio e ridotto ritorno industriale hanno di fatto bloccato il programma di acquisizione, che avrebbe dovuto anche essere affiancato da una versione Aew (Airborne Early Warning) del 737 militare.