Un nuovo Defender per l’esercito di Sua Maestà: arriva la serie dei Lupi

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Dopo l’annuncio del ritiro della venerabile flotta di jeep Land Rover dell’Esercito britannico, Defender torna sul mercato militare presentando le nuove varianti Wolf Series II per entrare nella gara d’appalto relativa ai veicoli per la mobilità leggera, o Light Mobility Vehicle (LMV), richiesti dal British Army.

Le tre varianti Wolf Series II svelate da Defender sono destinate a soddisfare il programma del Ministero della Difesa britannico per i veicoli a mobilità leggera, introducendo le configurazioni Tactical Mobility Vehicle, Mono-Tactical Mobility Vehicle e Utility Vehicle e rispondendo in questo modo alle “esigenze” della Difesa del Regno Unito in materia di mobilità leggera, creando al contempo una famiglia di piattaforme rivolta agli altri partner della NATO che potrebbero affidarsi alla rodata piattaforma 4×4.

Il programma LMV della Difesa punta infatti a rinnovare una parte essenziale della flotta di veicoli leggeri britannici attraverso l’adozione di una piattaforma comune, adattabile a differenti ruoli come lo sono stati i Defender Series I, II e III, seguiti dalle Land Rover 90 e 110 derivate dall’iconico fuoristrada progettato da Maurice Wilks nel 1947, che hanno di fatto “costituito la spina dorsale delle forze armate britanniche” e dell’Alleanza Atlantica dal 1949 per tutta la durata della Guerra Fredda. Per continuare a servire le forze armate di Sua maestà, Defender ha perciò deciso di proporre la Wolf Series II. Sperando di renderla l’erede dei precedenti Land Rover militari.

Una delle prime versioni delle “Landy” in servizio nelle forze aviotrasportate britannici

La nuova Wolf Series II nasce sull’architettura D7x di Defender e adotta una struttura monoscocca, abbandonando il telaio separato che caratterizzava le precedenti generazioni di Land Rover destinate all’uso militare. Secondo quanto dichiarato dal costruttore, la struttura garantisce una rigidità torsionale di 29 kNm per grado ed è stata sottoposta a oltre 62mila test di validazione ingegneristica. A livello di specifiche, tutte le varianti condividono un motore diesel a sei cilindri da 250 CV e 576 Nm di coppia, compatibile con carburanti NATO. L’altezza minima da terra raggiunge i 293 millimetri, mentre la capacità di guado arriva a 900 millimetri. L’autonomia dichiarata è invece di 938 chilometri con un singolo pieno.

Su questa base comune vengono sviluppate configurazioni destinate a differenti esigenze di mobilità. Il Mono-Tactical Mobility Vehicle deriva dal Defender 110, può trasportare quattro occupanti e dispone di una capacità di carico di 1.000 chilogrammi, alla quale si aggiunge la possibilità di trainare rimorchi frenati fino a 3.500 chilogrammi. L’Utility Vehicle sfrutta invece la piattaforma più lunga del Defender 130, portando la capacità di carico a 2.000 chilogrammi e mantenendo una capacità di traino frenato di 3.000 chilogrammi. Entrambe le configurazioni adottano un sistema di sospensioni pneumatiche e a molle e sono compatibili con il trasporto interno a bordo degli elicotteri pesanti CH-47 Chinook.

Un Wolf per ogni missione

Oltre alle tre varianti appena presentate nella Wolf Series, Defender ha pensato di ampliare la sua proposta con le configurazioni General Purpose Vehicle, Command and Control Vehicle e Battlefield Ambulance. L’obiettivo, in questi casi, è sempre quello di sfruttare la stessa cellula di base per sviluppare diversi veicoli con differenti profili di missione, evitando di ricorrere a famiglie di veicoli separate e offrendo un vantaggio concreto a livello industriale. La standardizzazione può inoltre tradursi, quando si parla di operatori militari, in minori esigenze di manutenzione e addestramento, mantenendo al tempo stesso la possibilità di adattare ciascuna configurazione allo specifico compito operativo. La scommessa di Defender punta in breve a una sola piattaforma, con diverse configurazioni e una logistica comune per rispondere a esigenze operative differenti di un esercito che ha fatto affidamento per oltre mezzo secolo sull’affidabile Landy. Confidando di riscuotere ancora la fiducia del Ministero della Difesa.

Se Wolf Series II riuscirà ad affermarsi nella gara di appalto prevista dal programma LMV, il celebre 4×4 britannico potrebbe tornare a occupare un ruolo di primo piano nelle Forze armate di Sua maestà, raccogliendo il testimone di uno dei veicoli militari più iconici della storia. Un mezzo che per decenni hanno accompagnato i soldati britannici, e non solo, nei principali teatri operativi del mondo.