La svolta elettorale del 4 luglio che ha riportato dopo quattordici anni al potere il Partito Laburista britannico incoronando Keir Starmer come nuovo primo ministro promette un cambio di paradigma politico su molti temi, dall’immigrazione alla gestione dei rapporti con le Home Nations e di alcuni dossier economici, ma dovrà capire in che misura coniugare continuità e svolte su un tema critico come la Difesa. L’eredità del Partito Conservatore al Labour tornato di governo è uno strumento militare che Londra, in un contesto di declino sistemico di molti altri indicatori rispetto alle emergenti potenze globali e agli Usa egemoni nell’Occidente, sta utilizzando come volano di proiezione globale.
Da Blair a Starmer, ecco Healey alla Difesa
Starmer, va detto, parte da un’agenda consolidata in cui il Labour non farà grande professione di discontinuità. Il sostegno deciso di Boris Johnson e Rishi Sunak alla resistenza ucraina, la spinta all’aumento della spesa militare, la strutturazione dell’alleanza Aukus con Australia e Usa sono state appoggiate da Starmer e i suoi, i quali hanno più volte considerato favorevolmente il lavoro in tal senso dei ministri della Difesa Ben Wallace e Grant Shapps. A cui ora succederà John Healey, veterano del Partito Laburista, 64 anni, deputato dello Yorkshire dal 1997 che ha attraversato le ere di Tony Blair e Gordon Brown al governo e la lunga traversata del deserto dell’opposizione.
Il Guardian ricorda che il nuovo ministro porta con sé tutto il portato dell’esperienza di governo dell’era Blair, vissuta con diversi incarichi ai Comuni e da sottosegretario, che “include il sostegno e il voto a favore dell’invasione dell’Iraq, una guerra i cui oppositori includevano l’allora leader dei Comuni, Robin Cook, e, in effetti, Starmer”, il quale entrò in parlamento solo dodici anni dopo. Healey afferma che “una lezione appresa è stata che l’intervento militare non è sufficiente per un cambio di regime di successo. Come Blair, tuttavia, è reticente nel descrivere la guerra come un errore”. Nel 2014 ha sostenuto i raid contro l’Isis, ma si è sempre opposto a un attacco contro la Siria. Da sempre è ritenuto un esperto di forze armate e della proiezione geopolitica del Regno Unito.
Un Regno Unito più “europeo”?
Il Partito Laburista sta cercando, con Healey, una nuova sintonia con le forze armate. Per la prima volta dal 1918, ha vinto con la candidata Alex Baker il seggio di Aldershot, sede del comando dell’Esercito britannico,Healey è entrato in carica e mira a consolidare un paradigma di politica di difesa e sicurezza che unisca alla proiezione britannica negli scenari critici il consolidamento di dividendi politici dall’impiego dello strumento militare.
In primo luogo, il fattore di novità sarà rappresentato dal dichiarato intento di cercare un accordo securitario con l’Unione Europea e il rafforzamento delle partnership bilaterali tra Londra e le capitali comunitarie. A partire da un pivotale accordo di sicurezza tra Regno Unito e Germania ritenuto centrale per blindare la posizione britannica nel Vecchio Continente. Dove, del resto, oltre alla Nato esistono strutture in cui Londra fa la parte del leone, come la Joint Expeditionary Force multinazionale che unisce Regno Unito e Paesi del Nord.
Il Regno Unito dei Tory è stato, sul fronte securitario, quello della Global Britain, desiderosa di proiettarsi su più piani con la sua forza militare, diplomatica e d’intelligence e capace di essere una versione in scala ridotta degli Usa e della loro proiezione globale. Londra, nell’era Labour, bilancerà maggiormente sull’Europa e sulla deterrenza verso la Russia le energie, aprendo al contempo all’uso di strumenti proiettivi come la Royal Navy e i reparti d’intelligence, in un’ottica di razionalizzazione delle risorse, nelle regioni più lontane dalla madrepatria, come l’Indo-Pacifico.
Verso una nuova strategia generale
Healey ha poi, nel suo messaggio d’apertura del suo mandato alle forze armate, ricordato che il governo Starmer intende portare al 2,5% del Pil le spese militari entro il 2030, un obiettivo inferiore ma ritenuto più realistico rispetto alla soglia del 3% proposta da Rishi Sunak, e al contrario dei Tory non intende spingere sulla leva militare obbligatoria, puntando però a invertire il calo degli effettivi delle forze armate di terra da 75mila a 72.500 effettivi.
Assieme alle politiche industriali, che puntano su innovazioni come le nuove armi di frontiera per fornire deterrenza anti-drone alle forze armate britanniche e sul caccia di sesta generazione Tempest sviluppato con Italia e Giappone, è possibile che le priorità per la Difesa britannica saranno riassunte in un nuovo documento strategico omnicomprensivo destinato a uscire nel 2025. Tornando al potere dopo una lunga fase di opposizione, il Labour ha onore e onere di mostrare al Regno Unito le sue idee sulla sicurezza nazionale. A Healey il compito di continuare a guidare la Difesa britannica, mai strategica quanto ora da decenni, in tempi di grande caos..