Una grande guerra tra potenze può scoppiare nello scenario internazionale da qui a tre anni e il Regno Unito deve essere pronto: il generale Roly Walker, da poco prima delle elezioni del 4 luglio comandante dell’Esercito britannico, ha lanciato l’ammonimento parlando all’annuale conferenza del Royal United Services Institute, uno dei maggiori think tank sulla politica internazionale del Paese di Sua Maestà.
Walker cita le possibilità di affrontare una Russia ” desiderosa di una qualche forma di punizione per ciò che abbiamo fatto per aiutare l’Ucraina”, la minaccia di un conflitto nell’Indo-Pacifico attorno a Taiwan o una crisi in Medio Oriente come possibili volani di conflitto. E ribadisce che un declino “inesorabile” del mondo verso una situazione di conflitto potrà essere evitato se potenze come il Regno Unito sapranno ristabilire le loro capacità di deterrenza.
Una presa di posizione netta, quella di Walker, che rafforza l’allarme dell’ex segretario alla Difesa, il conservatore Grant Shapps, che a gennaio dava lo scenario bellico possibile in un orizzonte quinquennale e ammoniva che il mondo era entrato in una fase di “pre-conflitto“. Dopo il voto e la vittoria del Partito Laburista guidato dal neo-primo ministro Keir Starmer a Shapps è subentrato John Healey, veterano del partito, già fedelissimo di Tony Blair e che assieme a Walker forma il nuovo ticket di testa per l’Esercito di Sua Maestà. Chiamato a rafforzarsi e a non scendere sotto la soglia di 70mila effettivi a cui congedi e reclutamenti insufficienti lo stanno spingendo.
Il Segretario alla Difesa dell’era Blair, George Robertson, è stato scelto da Starmer e Healey per guidare un comitato orientato a organizzare la Strategic Defence Review, una omnicomprensiva rilettura delle priorità geopolitiche e militari della Gran Bretagna da far confluire in una nuova strategia di sicurezza nazionale il prossimo anno. Nel team di Robertson ci sono molti studiosi di vertice delle questioni globali, tra cui l’americana di origini britanniche Fiona Hill, già analista d’intelligence alla Casa Bianca nelle amministrazioni Bush e Obama e dal 2017 al 2019 consigliera personale dell’ex presidente Donald Trump.
La revisione dovrà far capire molte cose alla Difesa britannica: come coniugare gli sforzi di Londra nei programmi della Nato con quelli di alleanze come l’Aukus? Che sviluppo dare a grandi programmi come il caccia di sesta generazione Gcap? Come rifornirsi al meglio di carri armati, missili, elicotteri mobilitando la base produttiva industriale nazionale? Come ovviare alla gestione altalenante della Royal Navy riguardo la flotta di Sua Maestà? E, appunto, come restituire spolvero all’Esercito di terra? La revisione targata Starmer assume caratteri maggiore urgenza di fronte alle fosche predizioni di Walker. Le quali, vista la priorità data dal governo al settore, vanno di pari passo con la volontà di consolidare lo strumento militare centrale per il progetto Global Britain. A cui i laburisti non intendono rinunciare dopo la fine dei 14 anni di governo Tory. Con i quali, sulla Difesa e la percezione di una minaccia bellica sempre più persistente, la continuità è quantomeno evidenziabile come strutturale.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

