Le ultime 24 ore sono state forse le più convulse della crisi ucraina che, lo ricordiamo, ha cominciato ad acuirsi già a marzo dell’anno scorso, quando il prossimità del Donbass occupato erano stati notati movimenti di truppe ucraine. L’escalation di aprile era stata solo la prima fase di una parentesi di tensione che non è ancora ultimata, e che negli ultimi giorni ha agitato lo spettro di un conflitto in Ucraina, con Mosca che ha sempre più aumentato la presenza delle sue forze armate ai suoi confini con Kiev.
Ieri, nonostante i segnali di distensione, è sembrato che l’orso russo fosse pronto a grande balzo: Cbs News, citando funzionari del governo statunitensze, ha riferito che unità di artiglieria russe si erano spostate in “posizione di attacco” preparandosi per una nuova invasione dell’Ucraina. Allo stesso tempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky affermava di essere stato informato che il Cremlino avvierà questa operazione mercoledì 16 febbraio e di aver dichiarato la giornata festiva per dimostrare l’unità del Paese in risposta.
Russian armor & artillery (some having aerial ID markers on them) on the move in Tomarovka, Belgorod Oblast which is only 1 hour to Ukraine. Would fit the memo of using the night to move to final staging areas. pic.twitter.com/PeQDtIt1AH
— Global: Military-Info (@Global_Mil_Info) February 15, 2022
La ricognizione satellitare aveva notato che alcune unità russe avevano lasciato le loro aree di ammassamento, mentre video provenienti da fonti casuali hanno mostrato lunghe colonne di carri armati e di artiglieria semovente per le strade di Tomarovka, nell’oblast di Belgorod, nei pressi del confine ucraino.
Quest’oggi il Cremlino fa sapere, tramite una dichiarazione del rappresentante ufficiale del Ministero della Difesa della Federazione Russa, il generale Igor Konashenkov, che le unità militari, terminate le esercitazioni in atto, faranno ritorno ai loro punti di schieramento permanente, ovvero torneranno alle proprie basi. Il generale ha affermato che “nelle forze armate della Federazione Russa continua un complesso di misure su larga scala per l’addestramento operativo di truppe e forze” a cui “vi prendono parte quasi tutti i distretti militari, le flotte e le forze aviotrasportate”. Konashenkov si sta riferendo all’esercitazione congiunta russo-bielorussa Allied Resolve 2022, a cui sono stati invitati anche addetti militari delle ambasciate di Stati esteri in qualità di osservatori. Attualmente una serie di esercitazioni navali che coinvolgono unità di superficie, sottomarini e aviazione navale è in corso in aree operativamente importanti degli oceani del mondo e delle acque dei mari adiacenti al territorio della Russia e contemporaneamente proseguono le esercitazioni con formazioni e unità militari in altri campi di addestramento sul territorio della Federazione Russa. Il generale, in particolare, ha affermato che “quando le misure di addestramento al combattimento saranno completate, le truppe, come sempre, faranno marce in modo combinato verso i punti di schieramento permanente”. Konashenkov ha anche detto che alcune unità dei distretti militari meridionali e occidentali, dopo aver completato i loro compiti, hanno già iniziato ad imbarcarsi sui trasporti su rotaia e su strada e inizieranno a trasferirsi oggi nelle loro guarnigioni militari.
#BREAKING Satellite images by @Maxar show new arrival of troops helicopters, aicraft and fighter-bomber jets to forward locations on the Russia-Ukraine border pic.twitter.com/DOYnv2BZFV
— Yosef Yisrael (@yosefyisrael25) February 15, 2022
Ci sono segnali, però, che contrastano queste dichiarazioni. Sempre fonti open source di intelligence mostrano che, se è vero che alcune colonne russe sono state viste smobilitare dal fronte, l’ammassamento di uomini e mezzi continua in altri settori. Le immagini satellitari di Maxar mostrano il nuovo arrivo di elicotteri, truppe, e cacciabombardieri verso posizioni avanzate al confine tra Russia e Ucraina. In particolare sono gli aeroporti della Crimea (a Donuzlav), come si vede dalle riprese, a essere “affollati” di velivoli ad ala fissa e rotante. Altre immagini di oggi, che ci giungono dalla zona di Belgorod, mostrano che le piazzole di parcheggio sono piene di elicotteri.
Del resto le dichiarazioni del generale Konashenkov possono essere interpretate anche in un altro modo: quel “quando le misure di addestramento saranno completate”, riferito alle unità militari, suona alquanto sibillino. Il rientro potrebbe essere effettuato solo dopo un’operazione militare in grande stile in Ucraina, e anche i video mostrati dal Ministero della Difesa russo, in cui si vedono movimenti di carri armati, potrebbero essere parte della tattica di Mosca volta a confondere le acque.
Del resto la “nebbia di guerra” che è calata come un manto ad avvolgere lo spostamento di truppe e mezzi in queste settimane, fa parte della maskirovka russa, la tecnica usata per confondere l’avversario e indurlo a fare valutazioni errate. Come vi abbiamo già spiegato Mosca, che è cosciente che alcuni movimenti di truppe vengono registrati da osservatori occasionali e da fonti di intelligence satellitare open source, può sfruttarli per proprio vantaggio.
Bisogna infatti considerare che il dietro front di Kiev riguardante il suo possibile ingresso nell’Alleanza Atlantica è alquanto aleatorio e sicuramente dettato dalle contingenze delle ultime ore: l’Ucraina sa che la minaccia principale per la sua sicurezza è la Russia, sa che la situazione in Donbass è fonte di ulteriore pericolo per la sua integrità territoriale, e sa che la Crimea è un “coltello alla gola” che, inoltre, ha tagliato il suo libero accesso al Mare di Azov, sede di un importante porto commerciale.
Mosca, dall’altro lato, sa che non ci si può fidare delle parole di Zelensky o dell’Occidente, sebbene la Nato abbia fatto sapere, attraverso la Germania, che l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza “non è in agenda”. Eppure la questione è e resterà aperta, proprio perché a Bruxelles non intendono rinunciare alla politica delle “porte aperte”, in quanto ne andrebbe della credibilità della stessa Nato.
Il Cremlino si trova in una posizione di forza in questo momento, anche per via del conflitto in Donbass che, da solo, impedisce di fatto l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza, ma teme che gli aiuti militari occidentali possano spingere Kiev a un’operazione militare per liberarlo, nonché, in futuro, a un tentativo di riprendere la Crimea, pur continuando a restare fuori dalla Nato. Se vera de-escalation sarà lo sapremo solo col tempo, intanto la sorveglianza resta alta così come la tensione, perché un’operazione militare russa, per chiudere definitivamente la partita in Ucraina assicurandosi un “cambio di regime” e soprattutto una fascia di sicurezza lungo la linea Odessa-Dnepr, resta ancora plausibile.