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La guerra elettronica, o Electronic Warfare (Ew), è parte integrante dei conflitti moderni sin da quando si è cominciato a usare la radio per le comunicazioni, ma si potrebbe addirittura anteporre questa soglia se si considerano le intercettazioni/interruzioni effettuate sui cavi telegrafici.

È intuitivo che disarticolare e interrompere i sistemi di comunicazione avversari è fondamentale per ottenere la supremazia sul campo di battaglia: se il nemico non è in grado di inviare ordini, di controllare le risorse sul terreno e di ricevere aggiornamenti dal fronte, le sorti di uno scontro armato sono già segnate. Il progresso tecnologico dei sistemi di scoperta (ad esempio il radar) e di comunicazione ha portato con sé la ricerca per l’interruzione/eliminazione di tali strumenti.

La via russa per l’Ew

La Russia pone molta importanza all’Ew sin dai tempi dell’Unione Sovietica, e ha dimostrato di saper adeguare le proprie risorse tecnologiche per colmare le lacune emerse durante i recenti conflitti, sebbene con un approccio leggermente diverso rispetto all’Occidente, determinato dal differente modo di concepire le operazioni belliche.

Le forze di terra sono al centro della dottrina militare russa, pertanto anche l’approccio di Mosca all’Ew ne risente, con la presenza di sistemi da guerra elettronica basati a terra di teatro affiancati da altri di portata via via inferiore (e mobili) in un’architettura multilivello che è supportata in minore misura dai sistemi aviotrasportati rispetto a quanto avviene nella Nato.

L’interesse militare della Russia nell’area dell’Ew è stato inoltre stimolato dalle analisi dell’uso della guerra elettronica da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati della coalizione nella Prima Guerra del Golfo nel 1991. Numerosi studi condotti da ufficiali di Stato maggiore russo negli anni ’90 hanno riguardato l’utilizzo dell’Ew dalle forze armate statunitensi in quel conflitto, affidato a velivoli come l’EF-111A, l’EA-6B e l’EC-130.

L’esperienza fatta nei due conflitti in Cecenia e in quello in Georgia, ha portato alla definizione della moderna Ew russa, che è stata ulteriormente implementata anche grazie alla riforma (abortita) dell’esercito cominciata nel 2008 e dal conflitto in Siria, arrivando così alla definizione del concetto per la guerra elettronica del futuro: aumentare il livello di sicurezza delle informazioni per la Ew C2 (Comando e Controllo) attraverso l’uso della tecnologia dei big data nei sistemi di automazione dell’Ew; stabilire forze Ew a livello strategico e operativo; utilizzare sistemi di informazione geografica in tutti i moderni modelli Ew che ridurranno il tempo impiegato per condurre calcoli tattici operativi; implementare a livello pratico tecnologie di intelligenza artificiale basate su reti neurali che consentono di raddoppiare la completezza e l’affidabilità delle operazioni nello spettro elettromagnetico; introdurre tecnologie di comunicazione con integrazione in un unico sistema digitale unificato delle forze armate per l’organizzazione dello scambio continuo di dati a tutti i livelli di controllo; aumentare l’affidabilità dell’archiviazione delle informazioni operative all’interno dei sistemi di automazione Ew e fornire uno spazio informativo unificato sincronizzato nel tempo basato su tecnologie cloud; applicare tecnologie di realtà virtuale e aumentata nei simulatori Ew per migliorare la qualità e ridurre i tempi di formazione degli specialisti; sviluppare i mezzi per imitare l’ambiente radioelettronico e introdurre la disinformazione nel sistema di controllo delle truppe e delle armi del nemico.

L’Ew russa, al pari di quella occidentale, è divisa in Es (Electronic Support) che usa il Sigint, Elint e Masint, l’Ea (Electronic Attack) e l’Ep (Electronic Protection).

La crisi ucraina

Nel corso della lunga crisi ucraina, cominciata nel 2014, la Russia ha dimostrato un ampio utilizzo delle sue risorse Ew, ma è solo con l’invasione del 24 febbraio 2022 che si è avuta la possibilità di esaminarne la reale efficacia in combattimento. Bisogna sottolineare che il fallimento iniziale dell’Ew russa è stato determinato dalla stessa natura dell’invasione effettuata su più direttrici su un fronte molto ampio, che non ha permesso l’adeguata copertura delle forze di terra in quanto è mancata la superiorità aerea (che comunque la Russia postula in modo diverso rispetto alla Nato).

Ora che il conflitto si è sviluppando in una battaglia di logoramento a partire da territori conquistati in cui la presenza russa si è consolidata, stiamo osservando il miglioramento delle capacità tattiche/operative dell’Ew della Russia, proprio perché è basata su un’architettura multilivello complessa che sfrutta anche sistemi di teatro come il Murmansk-BN, che si ritiene sia in grado di effettuare jamming sulle comunicazioni sino a 3mila chilometri di distanza (in condizioni ideali si stima che la portata sia di 8mila chilometri).

La Russia utilizza unità specializzate nella guerra elettronica per condurre le sue operazioni Ea ed Es. Nelle sue forze di terra, unità di livello brigata per l’Ew, composte da diverse centinaia di soldati, sono assegnate ai vari distretti militari russi per effettuare l’interruzione dei radar di sorveglianza nemica e delle reti di comunicazione satellitare. Le brigate Ew sono equipaggiate con i più grandi sistemi Krasukha-2 e 4, Leer-3, Moskva-1 e il già citato Murmansk-BN. Ogni brigata di manovra dell’esercito russo comprende anche una compagnia Ew di circa 100 membri del personale addestrata a supportare azioni locali entro circa 50 chilometri utilizzando sistemi più piccoli, come l’R-330Zh Zhitel. La riforma dell’esercito, che ha visto l’introduzione dei Btg (Battalion Tactictal Group) composti in media da 700/900 uomini ha previsto la presenza di un plotone Ew per condurre la guerra elettronica a livello operativo con sistemi leggeri come l’R-330Zh Zhitel in grado di disattivare i droni ucraini, dai Bayraktar TB2 ai piccoli DJI Mavic, disturbando i loro segnali Gps. I Btg sono anche in grado di attaccare le comunicazioni ucraine utilizzando i disturbatori SPR-2 e utilizzare i droni Orlan-10 per gli stessi scopi.

L’Ew russa si è evoluta al punto da essere in grado di neutralizzare la maggior parte degli attacchi ucraini effettuati con droni e loitering munitions portati sia al fronte sia all’interno del territorio della Federazione: rapporti quasi quotidiani affermano che gli attacchi verso la Russia vengono in larga parte neutralizzati, e a riprova dell’efficacia dell’Ew insieme ai sistemi di punto per la difesa aerea è da mesi che non ci giungono immagini di droni ucraini che colpiscono le città russe.

Di particolare interesse è il livello di protezione Ew che la Russia ha dispiegato nella penisola di Crimea, che in base agli effetti (interruzione/disturbi del segnale Gps, disturbi sui satelliti a immagini radar, malfunzionamenti dei droni) ci permette di stabilire la tipologia dell’architettura Ew impiegata, che pertanto si affida a sistemi come il Krasukha-2 e 4, Repellent-1, R-300Zh, Pole-21 e tutta la gamma di jammer per le comunicazioni in Uhf e Vhf.

Bisogna considerare che l’Ew prevede sistemi contro-contromisure elettroniche, quindi lo schermo difensivo non è assolutamente impermeabile, inoltre un ambiente saturo di sistemi Ew, che degradano o inibiscono i vari segnali elettronici, provoca disturbi anche nei segnali “amici”, quindi ci possono essere degli effetti indesiderati e controproducenti sul campo di battaglia.