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Il 28 novembre, la Turchia ha fatto segnare una pietra miliare nel campo degli UCAV (Unmanned Combat Air Vehicle) quando il velivolo senza pilota Bayraktar “Kizilelma” ha distrutto un bersaglio aereo utilizzando un missile aria-aria oltre il raggio visivo (BVR – Beyond Visual Range), diventando il primo drone al mondo a conseguire questo risultato.

Il test a fuoco, che è stato reso pubblico solo il 30 novembre, è stato condotto sul Mar Nero, vicino a Sinop, e ha visto il drone “Kizilelma” utilizzare il suo radar AESA (Active Electronically Scanned Array) costruito da Aselsan per guidare il missile aria-aria a lunga gittata “Gokdogan” di Tubitak Sage contro un bersaglio ad alta velocità. Questo test, oltre a portare la Turchia in prima posizione nel lavoro sui Collaborative Combat Aircraft (CCA), altrimenti detti droni gregari o loyal wingman, conferma che un UCAV può ora eseguire combattimenti aria-aria nel campo BVR, portando così Baykar a un nuovo ruolo nel panorama mondiale per quanto riguarda la produzione di CCA nella prospettiva che vedrà, tra un decennio, l’ingresso in servizio di caccia di sesta generazione, il cui sistema di sistemi, oltre a ruotare intorno a un nuovo software, è incentrato sulla combinazione manned/unmanned.

Al test hanno preso parte in totale cinque F-16 dell’Aeronautica Militare Turca, quattro dei quali decollati insieme al drone “Kizilelma”, tra cui due F-16D biposto con a bordo gli amministratori delegati di Baykar e Aselsan. Un F-16 e un UCAV “Akinci” hanno svolto il ruolo di velivoli da inseguimento di sicurezza. Una volta lanciato il drone bersaglio a reazione, il “Kizilelma” lo ha rilevato e tracciato utilizzando il radar AESA di bordo prima di sparare il “Gokdogan” e ottenere un colpo diretto.

Il generale Ziya Cemal Kadioglu, comandante dell’aeronautica militare turca, nel suo discorso dopo il test ha evidenziato l’enorme prestigio associato al programma: “Oggi abbiamo aperto le porte a una nuova era nella storia dell’aviazione. Per la prima volta al mondo, un velivolo da combattimento senza pilota ha lanciato un missile aria-aria a guida radar e ha colpito un bersaglio aereo con una precisione impeccabile. Il nostro Bayraktar Kizilelma, interamente autoctono e originale, ha completato con successo questa missione storica con il radar Murad di Aselsan e il missile a guida radar attiva BVR Gokdogan sviluppato da Tubitak Sage. La Turchia è diventata il primo Paese al mondo a raggiungere questo obiettivo. Le Forze Armate turche hanno una storia alle spalle e hanno aperto le porte alla guerra aerea di nuova generazione”. Il “Kizilelma” ha battuto sul tempo l’MQ-28A “Ghost Bat” di Boeing Defence Australia, per il quale è previsto un lancio di un AIM-120 AMRAAM a dicembre.

The Aviationist riporta che i risultati del test saranno probabilmente utilizzati anche nell’ambito della joint venture LBA Systems di Baykar con l’italiana Leonardo, che ha annunciato ambiziosi piani per la produzione in Italia dei velivoli UCAV TB2, TB3, “Akinci” e “Kizilelma”.

Il Kizilelma è un UCAV a bassa osservabilità, alimentato a reazione, con un peso massimo al decollo di 8,5 tonnellate, una capacità di carico utile di 1,5 tonnellate e un raggio di combattimento di circa mille chilometri, progettato per operare a una velocità massima di Mach 0,9 e per utilizzato imbarcato da navi “portaerei” come la turca “Anadolu”. Il missile “Gokdogan” è un vettore oltre il raggio visivo a guida radar attiva con una gittata stimata di oltre 65 km, capacità di aggancio post-lancio e aggiornamenti a metà rotta tramite datalink, che lo collocano nella stessa classe della famiglia dell’AIM-120. Nel test di Sinop, il missile è stato lanciato da un pilone alare, ma il design del drone “Kizilelma” consente anche di trasportare armi BVR in vani interni, una configurazione che riduce ulteriormente la sezione trasversale radar per missioni a penetrazione profonda o ad alto rischio.

L’integrazione navale del “Kizilelma” a bordo della LHD “Anadolu” permetterà così alla marina turca di avere un sistema d’arma multiruolo che aumenterà la capacità di proiezione di forza dal mare della Turchia: il test del missile BVR, cui ne seguiranno altri riguardanti altri armamenti, certifica la possibilità che l’UCAV sia il perno centrale del gruppo aereo imbarcato su una nave “porta droni” come la “Anadolu”. Bisogna inoltre considerare che eseguendo un ingaggio BVR utilizzando una piattaforma, un radar, un missile, un computer di missione e un collegamento dati sviluppati a livello nazionale, la Turchia ha dimostrato di possedere una kill chain in combattimento aereo ampiamente sovrana, riducendo la dipendenza dalle autorizzazioni all’esportazione straniere per i sottosistemi critici, e ponendosi quindi prepotentemente in posizione competitiva sul mercato.

La joint venture con Leonardo per quanto riguarda i droni porterà esperienza e competenze che le nostre Forze Armate potranno quindi sfruttare nel campo unmanned e in prospettiva trasportare nel sistema GCAP, che dovrà anch’esso avere capacità di teaming manned/unmanned.

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