Trump ordina di togliere le catapulte elettromagnetiche dalle portaerei. Peccato, non si può

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di voler firmare un ordine esecutivo che obbligherebbe la U.S. Navy a tornare a utilizzare catapulte a vapore ed elevatori idraulici sulle nuove portaerei invece delle catapulte elettromagnetiche EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System) e del sistema di elevatori AWE (Advanced Weapon Elevator). Questa nuova tipologia di sistemi, insieme al AAG (Advanced Arresting Gear) per l’arresto dei velivoli sul ponte di volo, è stata installata sulla nuova portaerei “Ford”, dell’omonima classe, ed è previsto che venga installata su tutte le unità successive, tra cui la “JFK” attualmente in fase di costruzione.

Le catapulte e gli elevatori della portaerei “Ford” hanno riscontrato problemi di affidabilità e manutenzione e hanno richiesto un lungo periodo di sperimentazione e messa a punto ma, come ricorda The War Zone, durante il primo dispiegamento operativo completo dell’unità navale, avvenuto tra maggio 2023 e gennaio 2024, “la nave e il suo stormo aereo imbarcato hanno completato 8.725 lanci con catapulta utilizzando l’EMALS”, secondo l’ultimo rapporto annuale dell’Office of the Director of Test and Evaluation (DOT&E) del Pentagono, pubblicato all’inizio di quest’anno. “Tuttavia, il DOT&E non ha ricevuto dati sufficienti per aggiornare le statistiche di affidabilità riportate nel rapporto annuale per l’anno fiscale 2023. Nonostante gli aggiornamenti ingegneristici di hardware e software, l’affidabilità non è cambiata in modo significativo rispetto agli anni precedenti e il ricorso al supporto tecnico esterno rimane problematico. Il NAVAIR (Naval Air Systems Command n.d.r.) sta continuando a sviluppare miglioramenti”. Durante la fase di prove in mare (tra il 2017 e il 2019), si sarebbero riscontrati 10 “guasti critici” in 747 lanci di aeromobili (1 volta ogni 75) mentre l’AAG ha registrato 10 “guasti operativi di missione” nel corso di 763 tentativi di atterraggio effettuati nello stesso periodo.

Il problema è dato dalla tecnologia, che è del tutto nuova e potenzialmente in grado di migliorare notevolmente l’efficienza di una portaerei: una catapulta elettromagnetica permette – sulla carta – di effettuare più lanci di velivoli e di modulare meglio la potenza del lancio, permettendo di mettere in volo gli aeromobili quando sono particolarmente pesanti (ad esempio al massimo carico bellico e di carburante). Inoltre, essendoci molte meno parti meccaniche in movimento rispetto a una catapulta tradizionale a vapore, la manutenzione dovrebbe essere notevolmente minore. In base ai dati di un rapporto del DOT&E di qualche anno fa, precedente all’ultimo, le prestazioni del “Ford” sembravano già pessime: nel 2017, l’EMALS aveva subito un’avaria critica una volta ogni 455 lanci, ovvero con una frequenza nove volte superiore a quella auspicata dalla U.S. Navy. In ogni caso, essendo i sistemi EMALS e AAG controllati da un software, quest’ultimo anch’esso soggetto a problemi nel corso degli anni, hanno tempi di ripristino inferiori rispetto ai sistemi a vapore presenti sulle portaerei della classe Nimitz.

Bisogna però considerare che sostituire l’EMALS (e probabilmente l’AAG di conseguenza) e gli AWE sulla portaerei in questione, o su qualsiasi altra nave della classe attualmente in costruzione, sarebbe un’operazione molto più complicata, costosa e dispendiosa in termini di tempo rispetto all’eliminazione delle attuali problematiche. Le catapulte e gli elevatori sono integrati nell’opera viva della nave molto in profondità perché l’unità è stata pensata per imbarcarli “by design”, quindi effettuare una modifica così importante, a questo punto, sarebbe estremamente complesso.

Ad esempio, bisognerebbe ripensare – quindi ricostruire – una buona parte degli spazi interni della nave per far posto a tubature e altri sistemi collegati alle catapulte o agli elevatori delle munizioni, e sappiamo che la consegna di ulteriori portaerei della classe Ford ha già subito notevoli ritardi: la data di consegna prevista per la seconda portaerei è già slittata a marzo 2027, quasi tre anni dopo il previsto. La marina statunitense aveva dichiarato all’inizio di quest’anno di essere alla ricerca di soluzioni per per l’accettazione preliminare della nave prima della sua consegna formale, e si sta coordinando strettamente con le parti interessate per garantire la transizione più rapida possibile alle operazioni della flotta e ad avere una portaerei con capacità di combattimento.

Nonostante la volontà presidenziale, crediamo che in ultima istanza si farà marcia indietro, in quanto i lavori di sbarco di EMALS, AWE e AAG e imbarco di sistemi alternativi tradizionali richiederà costi e tempo che la U.S. Navy non è in grado di sostenere in questo periodo storico: la dismissione delle portaerei più vecchie sta procedendo come da programma mentre la Repubblica Popolare Cinese sta impostando la sua quarta portaerei, che con ogni probabilità sarà a propulsione nucleare, e ha testato il suo EMALS sul “Fujian” con caccia J-35, J-15T e con l’AEW KJ-600. Sebbene non si sappia il rateo di guasti dell’EMALS cinese – e mai si saprà – è presumibile che sulla nuova Type 004 questi saranno eliminati, anche in considerazione del recente test di un EMALS installato su un’unità da assalto anfibio della classe Type 076. Sulla portaerei “Ford” cade quindi un’altra tegola – o per meglio dire è già caduta da tempo – che si aggiunge alla momentanea impossibilità di operare coi caccia di quinta generazione imbarcati F-35C per questioni legate al software di gestione del velivolo.