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Difesa

Trump offre le sue atomiche all’Europa e tenta il divide et impera contro le proposte di Macron

Gli Usa spingono per potenziare la loro presenza in termini di armi di distruzione di massa nel Vecchio Continente.

Un vero e proprio “divide et impera” nucleare: dopo che la Francia di Emmanuel Macron ha alzato la posta sulla possibilità di offrire all’Europa una capacità di deterrenza atomica fondata sull’arsenale di Parigi e nove Paesi, da ultima la Norvegia, hanno annunciato il loro interessamento per questa prospettiva, gli Usa spingono per potenziare la loro presenza in termini di armi di distruzione di massa nel Vecchio Continente. Una presa di posizione coerente con la nuova, aggressiva National Security Strategy di Donald Trump, la cui amministrazione è la più interventista del post-Guerra Fredda, che fa della supremazia nucleare americana un perno della difesa della leadership statunitense nei teatri di riferimento.

In tal senso, in un clima di competizione attivo con i rivali di Washington, con la guerra in Ucraina che non cessa e con la distensione con la Russia che non prende piede, e mentre il riarmo europeo è agli inizi, gli Usa starebbero, secondo funzionari consultati dal Financial Times, lavorando per estendere ad altri Paesi, oltre ai sei già aderenti, la rete di accordi che permettono alla superpotenza d’oltre Atlantico di schierare le proprie forze nucleari in Europa. La Polonia, in particolare, dopo essersi detta favorevole al confronto con la Francia per il “nuclear sharing”, è interessata alla possibilità, e l’ex partito di governo Diritto e Giustizia, che esprime il capo dello Stato Karol Nawrocki, per bocca dell’ex presidente Andrzej Duda ha chiesto a Washington di aprire all’ingresso nel cielo polacco dei caccia F-35 e degli altri vettori aerei del deterrente statunitense.

La Francia e le sue 300 testate

Italia, Belgio, Regno Unito, Turchia, Olanda e Germania aderiscono oggi al programma di condivisione nucleare degli Usa. Trump evidentemente ha accelerato dopo che l’iniziativa francese ha iniziato ad avere successo: nella visione di Macron, nota Defense News, l’accordo di deterrenza “promette di collegare le minacce esistenziali agli alleati europei a una risposta nucleare francese, anche se gli Stati Uniti dovessero ritirarsi. Tutti i poteri decisionali e il controllo sulle armi nucleari resteranno a Parigi. La Francia, di fatto, agirebbe come potenza protettrice dell’Europa”. Stati come la Germania hanno firmato protocolli d’intesa con Parigi, la cui visione si basa sulla cosiddetta teoria del controvalore. Per la Francia, infatti, non serve un arsenale da migliaia di testate ma uno sufficientemente grande da rendere possibile la reazione al primo attacco di una potenza rivale, si pensi alla Russia, in maniera tale da rendere sconsigliabile qualsiasi attacco. L’idea è di fornire la garanzia delle circa 300 testate francesi all’intera Europa.

Nove adesioni non sono poche: e gli Usa, se confermato quanto riportato dal FT, stanno provando a riaffermare la propria primazia in Europa: “Le recenti decisioni dell’amministrazione Trump di annullare il previsto dispiegamento di importanti sistemi d’arma in Europa e di annunciare il ritiro di truppe, nell’ambito di una strategia volta a spostare maggiori risorse militari in Asia e in altre regioni, hanno allarmato alcuni alleati della Nato”, nota il Financial Times. La spinta atomica va in direzione opposta e mostra l’assertività dell’amministrazione Trump nel puntare su un rilancio della presenza militare americana. Inoltre, il potere simbolico della Bomba è tale da presentare una spinta al rilancio dell’arma nucleare come un proxy della volontà statunitense di non mollare alcuna zona d’influenza. America First in azione, dunque, mentre si prova a sedurre l’Europa sulla deterrenza e a sfidare l’iniziativa di Macron che un futuro presidente francese (anche se fosse Jordan Bardella, sovranista non trumpista) difficilmente rottamerà e potrebbe consolidare con crescente capitale politico. Il concetto è sempre quello: dividere l’Europa per poter mantenere negli Usa il boccino del comando. E con che mezzo farlo se non con l’arma per antonomasia e il suo fascino tutt’altro che discreto?

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