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Difesa

Trasporti, missili e munizioni, l’undicesimo “pacchetto” italiano per l’Ucraina

Altri armamenti italiani all'Ucraina, per la difesa aerea di Kiev e la mobilità delle truppe, secondogli intenti dei "volenterosi".
ucraina

Trasporti truppe M-113, missili Aster per le batterie antiaeree Samp-T e un’ampia quantità di munizionamento: questo, secondo le ricostruzioni di stampa, il contenuto dell’undicesimo pacchetto italiano di aiuti all’Ucraina che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha presentato la settimana scorsa al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

L’appoggio italiano a Kiev viene rinnovato a un anno esatto dal decimo pacchetto di armamenti, che fu votato proprio a maggio 2024. L’anno scorso il percorso di rafforzamento del sostegno a Kiev serviva a dare un messaggio agli alleati prima del G7. Quest’anno, la prospettiva è simile ma riguardante soprattutto l’ala europea degli alleati dell’Italia.

Di fronte alle prospettive di una guerra ancora lunga, che le difficoltà delle trattative tra Kiev e la Russia hanno evidenziato apertamente, l’Italia vede i suoi partner europei, Germania, Francia e Regno Unito, alzare il tiro nel sostegno a Kiev. Ecco dunque che Giorgia Meloni non intende essere da meno di Friedrich Merz, Keir Starmer ed Emmanuel Macron, in un contesto peraltro in cui l’apertura di Roma al riarmo europeo mal si concilierebbe con una posizione più lassista su Kiev.

La difesa di Kiev

L’Italia contribuisce settorialmente laddove può esercitare un sostegno strategico. I trasporti truppe M-113, ad esempio, sono solidi veicoli blindati che possono aiutare l’esercito ucraino ad acquisire crescente mobilità in una guerra dove concentrare truppe e riserve sarà sempre più vitale e sistemico.

Ancora più strategica in tempi di necessità di ricostruzione di una efficace alternativa alle mosse aggressive russe è l’alimentazione delle forniture italiane per mantenere operativo il sitema Samp/T. Una batteria italo-francese è giunta in Ucraina dal maggio 2023 con l’obiettivo sinora soddisfacente di blindare Kiev.

I suoi Aster devono contrastare i lanci di missili Kinzhal russi e i caccia bombardieri di Mosca al fine di garantire parità tattica nei cieli. L’undicesimo pacchetto mostra dunque sia la volontà politica di Meloni di non demordere sull’appoggio all’Ucraina sia un’oggettiva necessità di rafforzamento delle capacità operative delle forze armate, impossibilitate a donare pezzi pregiati a Kiev su altri fronti dove Roma deve costruire la sua abilità operativa. Un esempio è quello dei missili per attacco a lungo raggio che Parigi e Londra forniscono e Berlino potrebbe garantire a breve. Un esercizio di realismo che mostra come la priorità operativa resti il rilancio delle forze armate nazionali in un contesto che vedrà le spese militari avvicinarsi, secondo Meloni, al 2% del target Nato nel 2025. Un punto che ha maggior peso per Roma di un aiuto a Kiev che rimane promosso per obiettivi politici prima ancora che militari.

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