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Effettuano esercitazioni congiunte, pattugliamenti spalla a spalla, manovre tattiche. “Scaldano” le rispettive artiglierie utilizzando spesso munizioni vere, si addentrano in aree marittime altamente strategiche e, in generale, offrono al mondo intero solide dimostrazioni di forza. L’ultima notizia, riportata dalla Reuters, riguarda l’azione di Russia e Cina nell’Oceano Pacifico.

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa russo, le marine dei due Paesi starebbero effettuando un pattugaliamento congiunto, approfondendo, al contempo, i loro legami militari e diplomatici. “I compiti delle pattuglie riguardano il rafforzamento della cooperazione navale tra Russia e Cina, il mantenimento della pace e della stabilità nella regione Asia-Pacifico, il monitoraggio delle coste e la salvaguardia dei siti economici nautici russi e cinesi”, ha fatto sapere il Ministero di Mosca.

Frasi vaghe, poche informazioni. Ma un messaggio appare chiarissimo: è in corso l’approfondimento della partnership “senza limiti” tra la superpotenza emergente della Cina e il titano delle risorse naturali della Russia è uno sviluppo geopolitico che l’Occidente sta osservando con sempre maggiore ansia. Ricordiamo che le navi da guerra di Mosca e Pechino hanno condotto i loro primi pattugliamenti congiunti dell’Oceano Pacifico occidentale nell’ottobre dello scorso anno, una mossa monitorata da vicino dal Giappone che ha definito le manovre “insolite”.

Le manovre russo-cinesi

All’inizio di settembre, Cina e Russia hanno collaborato per distruggere un “sottomarino ostile” durante un’esercitazione congiunta nel Mar del Giappone. L’esercitazione in questione rientrava nell’alveo delle esercitazioni programmate Vostok 2022.

Nel dettaglio, durante l’esercitazione navale gli equipaggi delle flottiglie russa e cinese hanno dato la caccia ad un “sottomarino nemico”. Un elicottero da guerra anti-sottomarino russo Ka-27PL ha rilevato i segnali di un obiettivo sospetto ed è stato quindi effettuato un attacco simulato.

L’estrema vicinanza sino-russa, che ha raggiunto vette ancora più alte in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, è figlia di un minimo comune denominatore che unisce Xi Jinping a Vladimir Putin: la necessità di tener testa agli Stati Uniti. Solo che, al di là di possedere lo stesso nemico comune, il rapporto militare tra l’Orso e il Dragone risulta essere molto più complesso di quanto non possa sembrare.

Lu Li Shih, ex istruttore dell’Accademia navale taiwanese a Kaohsiung, ha spiegato che le ultime manovre congiunte tenutasi in occasione di Vostok potrebbero essere qualcosa in più di semplici esercitazioni. Accanto al tema della cooperazione, infatti, non sarebbero da escludere spionaggio e competizione.

In particolare, secondo quanto riferito da Lu al South China Morning Post, alle ultime esercitazioni Vostok avrebbe presto parte anche una nave da guerra elettronica russa. “Questa volta la Russia ha schierato la sua nave di monitoraggio della portata missilistica Marshal Krylov come nave comando, il che avrebbe reso più vigile il cacciatorpediniere più avanzato dell’esercito cinese, il Nanchang Type 055”, ha spiegato l’esperto, riferendosi all’uso del radar da parte del Nanchang sistemi e altri dispositivi hi-tech.

Dati e informazioni

In altre parole, non è da escludere che la Russia possa sfruttare le esercitazioni congiunte per raccogliere “dati o informazioni preziose” dai mezzi alleati. Ovviamente questa è un’ipotesi avanzata da alcuni esperti. Che trova tuttavia un ampio terreno fertile.

Antony Wong Tong, osservatore militare con sede a Macao, ha affermato che i legami militari tra Pechino e Mosca potrebbero non essere così stretti come ci appaiono. “Questo tipo di esercizio congiunto non può essere definito come una pratica operazione navale congiunta: la flotta dell’EPL e i russi non stanno effettuando vere operazioni congiunte”, ha dichiarato l’analista, riferendosi alle ultime manovre.

A detta di Wong ci sarebbe stata “un’interazione limitata” tra l’esercito cinese e l’esercito russo. “Quindi è difficile per le due parti sviluppare una tacita comprensione, e suggerisce che gli esercizi di Vostok siano ancora ben lontani dall’esercizio Rim of the Pacific guidato dagli Stati Uniti”, ha aggiunto.

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