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Difesa

Ti difendo e poi ti colonizzo: le mani del Ruanda sul gas del Mozambico

Il Ruanda gioca da potenza regionale in Africa e dal 2021 si è installato militarmente in Mozambico. Le mani sui giacimenti dl gas.

L’intervento militare del Ruanda a Cabo Delgado, nel Nord del Mozambico, rappresenta un caso esemplare di geopolitica e di gestione delle risorse strategiche in Africa. Dal luglio 2021, le Forze di Difesa del Ruanda (RDF) hanno operato in Mozambico con l’obiettivo di stabilizzare una regione-chiave per gli interessi energetici globali, proteggendo in particolare i giacimenti di gas naturale liquefatto (GNL) della multinazionale francese TotalEnergies. Questo intervento, frutto di un accordo bilaterale tra Kigali e Maputo, ha comportato ingenti spese per il Ruanda, stimabili in centinaia di milioni di dollari, e ha permesso di mettere in sicurezza i cantieri della TotalEnergies, bloccati dal 2021 a causa delle incursioni jihadiste.

Il presidente ruandese Paul Kagame ha saputo capitalizzare il successo militare per espandere l’influenza economica del suo paese in Mozambico. Le aziende ruandesi, molte delle quali legate al Fronte Patriottico Ruandese (RPF), il partito al potere, stanno ora investendo in vari settori dell’economia mozambicana. La holding Crystal Ventures Ltd (CVL), di proprietà dell’RPF, ha esteso le sue operazioni in attività minerarie, edilizia, servizi di sicurezza e produzione di beni di consumo, dimostrando una capacità di penetrazione economica che solleva non poche preoccupazioni sulla concorrenza locale. Crystal Ventures, infatti, è spesso accusata di soffocare la crescita del settore privato in Ruanda, e c’è il timore che possa replicare questo modello in Mozambico.

La collaborazione tra TotalEnergies e le aziende ruandesi è evidente in progetti come la ristrutturazione del villaggio nella penisola di Afungi e la costruzione di un impianto solare a Cabo Delgado, prevista per fine 2024. Tuttavia, la mancanza di trasparenza sugli accordi tra i Governi di Maputo e Kigali alimenta speculazioni su concessioni e contratti che potrebbero legare i flussi di reddito del GNL agli interessi ruandesi per decenni. Difficile non sottolineare le ambiguità negli accordi di sicurezza tra i due Paesi, che sollevano interrogativi sulla reale portata delle ipoteche economiche e politiche imposte dal Ruanda.

L’aumento del contingente ruandese a Cabo Delgado, passato da mille a 4.500 unità, e la sostituzione delle forze della Comunità per lo Sviluppo dell’Africa Meridionale (SADC) sottolineano l’impegno di Kigali a lungo termine. Il Ruanda, privo di significative risorse naturali proprie, vede nel gas mozambicano un’opportunità strategica per rafforzare la propria economia e l’influenza regionale. L’operazione in Mozambico rappresenta dunque un tassello cruciale nella strategia geopolitica di Kagame, che punta a consolidare la presenza ruandese in Africa Australe attraverso un mix di interventi militari e investimenti economici mirati.

In sintesi, la presenza militare e economica del Ruanda in Mozambico è destinata a perdurare, con implicazioni significative per la geopolitica regionale e per le dinamiche di sviluppo economico del Mozambico. L’abilità del Ruanda nel capitalizzare la sua azione militare per ottenere vantaggi economici pone interrogativi sulla sostenibilità e sull’equità di tali operazioni, lasciando aperte molte domande sulla trasparenza e sugli effetti a lungo termine di questa alleanza strategica.

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