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Nella giornata di ieri, Textron Aviation Defense ha annunciato di aver offerto il Beechcraft M-346N come soluzione “pronta all’uso” per il programma Undergraduate Jet Training System (UJTS) della U.S. Navy volto a sostituire l’addestratore avanzato T-45C. L’offerta è frutto di un accordo con Leonardo, azienda italiana leader nel settore aerospaziale, che produce il velivolo da addestramento T-346, utilizzato anche dall’Aeronautica Militare italiana.

In un comunicato stampa, l’azienda statunitense sottolinea che il Beechcraft M-346N fa parte di un collaudato sistema di addestramento integrato basato sul T-346, che in Italia viene utilizzato per addestrare i piloti per i velivoli di quarta e quinta generazione presso la rinomata International Flight Training School (IFTS) di Decimomannu (CA), centro di eccellenza mondiale grazie all’elevata integrazione tra “reale e virtuale”, che permette di parificare le ore di volo al simulatore a quelle effettuate sull’aereo in volo.

Travis Tyler, Presidente e AD di Textron Aviation Defense, afferma che “questo velivolo può rappresentare la pietra angolare per il futuro dell’addestramento a reazione per studenti della U.S. Navy, combinando prestazioni operativamente comprovate con tecnologie all’avanguardia”.

Textron Aviation Defense, con sede a Wichita (Kansas), produce velivoli Cessna e Beechcraft per scopi militari. Il Beechcraft M-346N è un velivolo bimotore con due posti in tandem e comandi di volo e avionica completamente digitali; è dotato di un sistema di controllo di volo fly-by-wire con ridondanza quadrupla, un’interfaccia uomo-macchina all’avanguardia con Head-Up Display e Large Area Display in ogni cabina di pilotaggio, comandi HOTAS (Hands on Throttle and Stick) e innovative funzionalità di sicurezza come il sistema automatico di prevenzione delle collisioni al suolo (Auto-GCAS). L’aereo monta due motori turbofan Honeywell F124-GA-200, e offre un livello di sicurezza intrinsecamente elevato insieme a prestazioni impressionanti, tra cui una velocità massima di crociera di oltre 590 nodi (1.092 km/h) e una tangenza di servizio di 45mila piedi (13700 metri). L’avanzato design aerodinamico del velivolo, frutto dei progettisti di Leonardo, consente un’eccezionale manovrabilità e gestione dell’energia, mentre la cabina di pilotaggio posteriore rialzata offre agli istruttori un’eccellente visibilità in tutte le fasi del volo.

Il risultato è un addestratore che unisce efficacemente l’addestramento di base con il mondo ad alte prestazioni delle operazioni di caccia imbarcate. L’aereo sfrutta la suite avionica Embedded Training System, collaudata a livello operativo, per l’addestramento tattico di base e avanzato, emulando sensori, armi e forze generate dal computer. Ciò consente agli studenti di interagire in tempo reale attraverso un’architettura di addestramento Live-Virtual-Constructive (LVC) che collega velivoli in volo (Live), simulatori (Virtual) e forze alleate e avversarie generate dal computer (Constructive). L’innovativo sistema, ben rodato all’IFTS, offre anche un addestramento adattivo basato sull’intelligenza artificiale, che analizza costantemente i dati sulle prestazioni degli studenti pilota per personalizzare i percorsi di apprendimento, automatizzare le valutazioni e adattare l’insegnamento ai punti di forza e alle aree di miglioramento individuali.

Ovviamente, l’M-346N sarà adattato alle esigenze della U.S. Navy con specifiche caratteristiche necessarie per preparare al meglio i nuovi aviatori navali al mondo ad alte prestazioni delle operazioni di caccia imbarcate. Sebbene non possa operare dalle portaerei, come il T-45C, il velivolo di Leonardo/Textron è idoneo al Field Carrier Landing Practice (FCLP) della marina USA, che consente ai nuovi piloti di addestrarsi a terra per l’intera manovra di avvicinamento e appontaggio con cavi di arresto. Sebbene possa sembrare una limitazione, la U.S. Navy ha affermato ad aprile di quest’anno che “il velivolo UJTS sarà tenuto solo a condurre il Field Carrier Landing Practice (FCLP)”, probabilmente per via dei notevoli ritardi accumulati dai progetti autoctoni per un nuovo aereo da addestramento.

Il Boeing T-7A, offerto dal colosso americano alla marina e all’aeronautica USA, ha accumulato più di un problema al punto che l’inizio della sua produzione è stato ritardato (ancora una volta) di un anno, ovvero al 2026. Proprio questo velivolo, scelto dall’U.S. Air Force per sostituire i T-38, aveva “battuto” l’M-346 e il sudcoreano T-50A, ma è stato funestato da problemi di sviluppo. Il programma T-7 è andato incontro a intoppi di progettazione, collaudo e produzione che hanno causato ripetuti ritardi: inizialmente Boeing prevedeva di consegnare i primi T-7 nel 2023, ma problemi col sistema di eiezione e il software di controllo di volo hanno fatto slittare la data al 2024 e poi al 2025. Ora si prevede un ritardo di tre anni rispetto al piano originale. Nel febbraio 2024, Boeing ha annunciato che avrebbe ritardato la consegna del suo prossimo T-7 di prova di diversi mesi a causa di problemi di qualità con alcune parti. L’azienda ha anche affermato che problemi nella catena di approvvigionamento la stavano costringendo a posticipare di diversi mesi l’inizio previsto della produzione iniziale a basso ritmo. Si prevede che l’U.S Air Force sarà in grado di raggiungere la capacità operativa iniziale col T-7A nell’anno fiscale 2027.

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