Il generale Glenn Dean, direttore esecutivo responsabile del programma riguardante i sistemi di combattimento terrestri dell’esercito statunitense, lo ha definito qualcosa che “assomiglia, odora, sembra” un carro armato, ma che un carro armato non è, almeno secondo la classificazione ufficiale dello Us Army.
Stiamo parlando del veicolo corazzato che “ha lo scopo di supportare le nostre squadre di combattimento delle brigate di fanteria sopprimendo e distruggendo fortificazioni, sistemi di armi, trincee e, in secondo luogo, fornendo protezione contro i veicoli corazzati nemici”, come ha riferito ancora il generale Dean: l’M-10 “Booker”.
L’M-10 assomiglia a qualcosa tra un veicolo da combattimento per la fanteria (o Afv – Armoured Infantry Vehicle) tipo Bmp-2 sovietico e un piccolo carro armato “Abrams“. In effetti l’intento del progetto, denominato Mobile Protected Firepower Vehicle, era quello di colmare il divario di potenza di fuoco tra l’Aifv (Armoured Infantry Fighting Vehicle) M-2 “Bradley” e il carro armato M-1 “Abrams”.
Pertanto l’esercito statunitense lo ha formalmente classificato come veicolo di supporto per la fanteria basandosi esclusivamente su un approccio dottrinario, perché andando a vedere le caratteristiche del mezzo esso rassomiglia più a un carro armato leggero: qualcosa che non si vedeva da decenni nello Us Army.
Il “Booker” è più leggero delle ultime versioni dei carri “Abrams”, che hanno la bocca da fuoco principale rappresentata da un cannone da 120 millimetri, mentre l’M-10 monta un pezzo calibro 105 millimetri. L’M-1A2, poi, pesa quasi 74 tonnellate mentre il “Booker” si aggira intorno alle 42 secondo quanto riferito ufficialmente dall’esercito Usa, che ha aggiunto che il costo unitario stimato di quest’ultimo dovrebbe aggirarsi intorno ai 12,9 milioni di dollari a fronte dei circa 24 per gli “Abrams”.
Come potrebbe essere l’M-10
Non sappiamo ancora le caratteristiche tecniche esatte del nuovo veicolo, se non che incorpora lanciagranate fumogene, corazza reattiva e un sistema di soppressione automatica del fuoco destinato a migliorare la sopravvivenza contro il tiro diretto e indiretto, come le granate con propulsione a razzo, mine e Ied (Improvised Explosive Device). Il cannone è basato sull’M35 e monta coassialmente una mitragliatrice da 7,62 millimetri. Il pezzo principale può sparare proiettili Apds (Armor-Piercing Discarding Sabot) ed He (High Explosive) con un raggio di tiro massimo di 1,8 chilometri per Apds e di quattro per He. Il cannone viene caricato manualmente, e l’equipaggio è composto da quattro persone. Una mitragliatrice pesante da 12,7 millimetri è montata sul portello del comandante.
L’architettura della torretta è basata su quella del carro armato M-1 e utilizza il sistema di controllo del fuoco dell’M-1A2 Sep V3. Per la sicurezza dell’equipaggio, il “Booker” è dotato di un sistema di compartimentazione per lo stoccaggio delle munizioni. L’M-10 è propulso da un motore diesel Mtu che sviluppa 800 Cv e monta una trasmissione Allison. La velocità massima su strada è data di 65 km/h con un’autonomia massima (sempre su strada) di 305 chilometri. Le sospensioni, della Horstman Group, sono di tipo idropneumatico utilizzanti azoto gassoso ad alta pressione e un ammortizzatore a olio integrato. Il treno di rotolamento è dato, su ciascun lato, da sei ruote più una dentata per la trazione nella parte anteriore e la ruota di folle nella parte posteriore. Risulta che l’M-10 “Booker” sia equipaggiato con il mirino panoramico a lungo raggio Paseo Commander’s Independent Tactical Viewer (Citv) di Safran Optics 1.
Il software di bordo, secondo quanto rilasciato dall’esercito statunitense, potrebbe in futuro avere capacità di intelligenza artificiale e incorporare altre tecnologie abilitanti. “Nel corso del tempo, ovviamente, il potenziale utilizzo dell’intelligenza artificiale e l’assistenza per il targeting, l’assistenza all’equipaggio, è qualcosa a cui l’esercito sta ovviamente pensando. Ed è qualcosa di cui questo veicolo potrebbe sicuramente beneficiare. Questo non era un requisito, ma potenzialmente nel tempo, nuovi sensori e tecnologie potrebbero farsi strada nei mezzi di questa classe… Penso che sia giusto dire a cosa stiamo pensando” ha infatti riferito l’assistente segretario per l’acquisizione, la tecnologia e la logistica dell’esercito Doug Bush.
L’M-10 è anche pensato per poter essere trasportato agevolmente dai velivoli C-17, a sottolineare l’importanza di avere una capacità elevata (e rapida) di mobilità.
Quando potrebbe essere schierato
Una volta che la sua produzione sarà a pieno regime, l’esercito statunitense prevede di costruire tre nuovi M-10 al mese. Il nuovo mezzo ha cominciato a uscire dalla fabbriche all’inizio del 2023 e lo Us Army prevede che la prima consegna avvenga nel 2024. Secondo il Pentagono il primo battaglione al completo dotato di M-10 (42 mezzi) sarà pronto entro la fine del 2025 e si spera di schierare alla fine più di 500 “Booker” complessivamente nell’esercito statunitense entro il 2035.
Si può discutere se il nuovo corazzato a livello delle caratteristiche sia o meno un carro leggero o meno, ma quello che conta, in ultima analisi, è l’approccio dottrinario con cui si utilizza il veicolo: l’Us Army prevede di usarlo come mezzo di supporto per la fanteria, con un armamento – e possibilità di ingaggio – superiori rispetto al “Bradley” pertanto come tale va ritenuto. Come sempre accade, però, sarà il campo di battaglia (reale o virtuale che sia) a stabilire la vera utilità del mezzo e la sua esatta natura. Curiosamente, ma nemmeno troppo, l’ultimo corazzato in servizio nell’esercito statunitense ad avere avuto la denominazione “M-10” è stato il “Wolverine” usato a partire dalla metà della Seconda guerra mondiale, che era classificato come un cacciacarri di supporto alla fanteria.
Per quanto riguarda i “carri leggeri” statunitensi, l’ultimo a essere stato programmato, ma mai acquisito, è stato l’M-8 che nacque nel 1983 come Close Combat Vehicle Light e divenne, per lo Us Army l’Ags (Armoured Gun System) o M-8. Il programma venne cancellato nel 1996 in quanto La fine della Guerra Fredda aveva fatto precipitare la spesa militare degli Stati Uniti. In risposta ai tagli di bilancio previsti in quel periodo l’esercito Usa, anziché effettuare piccoli tagli diffusi, decise di interrompere interi programmi di acquisizione e farne le spese fu proprio l’Ags o M-8.