La marcia della Wagner su Mosca – quella che il capo Evgenij Prigozhin ha ridotto a semplice “protesta” (sic) – è ancora in larga parte indecifrabile. I veri moventi, i veri effetti e soprattutto eventuali mandanti occulti, ammesso che ve ne siano, restano avvolti nell’oscurità. E anche sulle conseguenze che questa marcia provocherà nell’establishment russo permangono dubbi, tra un Vladimir Putin che ha ammesso che il Pese si trovava sull'”orlo della guerra civile”, e altre dichiarazioni e analisi che smentiscono categoricamente questo scenario.
Le armi mostrate durante la “protesta”
Intanto però gli analisti si concentrano sul lato anche più militare di questa mossa di Prigozhin. Perché la marcia della Wagner da Rostov-sul-Don a Mosca passando per la regione di Voronezh, per quanto ancora caratterizzata da più di un lato oscuro, ha certamente messo in mostra alcune armi in dotazione al gruppo di mercenari. L’agenzia Ansa riporta che il convoglio diretto verso la capitale russa mostrava alcuni elementi specifici, tra cui veicoli Mine Resistant Ambush Protect (Mrap), lanciarazzi Mlrs Grad, veicoli corazzati e obici, addirittura carri T-90. Altri hanno indicato anche la presenza di due sistemi anti-aerei Pantsir e un sistema missilistico antiaereo a corto raggio spalleggiabile: comunemente noto come Manpad. Insieme a essi, mitragliatori, fucili d’assalto e di precisioni, nonché vari tipi di ordini.
Un arsenale nelle mani delle forze armate?
Si tratta di un arsenale di tutto rispetto, sicuramente anche superiore a quello in dotazione a molti reparti delle forze armate russe, al punto da fare gola anche alla Difesa. Il ministero russo ha annunciato martedì scorso che erano in corso “i preparativi per il trasferimento di attrezzature militari pesanti dal Gruppo Wagner alle unità attive dell’esercito russo”. Mentre dopo il discorso di Putin al personale militare, Viktor Zolotov, capo della Rosgvardia, la Guardia nazionale russa, ha detto che le sue unità saranno dotate di armi pesanti e carri armati. Un tema che, secondo quanto affermato da Zolotov, sarebbe stato discusso proprio tra lo stesso capo della Rosgvardia e il presidente russo.
Dubbi su Africa e Bielorussia
Sull’arsenale della Wagner si pongono ancora molti interrogativi. Innanzitutto dove si trova e come verrà effettivamente consegnato alle forze armate regolari. Più facile che questo avvenga in Ucraina, dove l’esercito russo è già presente in massa e i numeri della Wagner sono destinati a ridursi sensibilmente per la rivolta, e dove già avevano subito una contrazione per le precedenti battaglie in cui sono stati coinvolti. Più difficile che ciò possa accadere in Africa e nei teatri dove opera quasi esclusivamente la compagnia di Prigozhin. Inoltre, rimane il punto interrogativo riguardo al possibile trasferimento di gran parte dei mercenari in Bielorussia, dal momento che, avendo Aleksandr Lukashenko parlato di esperienza “inestimabile” da sfruttare “pragmaticamente”, è possibile che chi andrà a Minsk e dintorni lo farà con un certo quantitativo di armi. E questo chiaramente non senza un placet da parte del Cremlino.
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