Taiwan ha avviato la costruzione di almeno cinque basi militari destinate ad ospitare missili Harpoon di fabbricazione statunitense, in preparazione alla prevista acquisizione di questi sistemi d’arma avanzati a partire dal 2026. Quattro di queste basi saranno situate nella parte meridionale dell’isola, mentre la quinta sarà collocata nella contea orientale di Taitung.
Secondo quanto riportato dai recenti aggiornamenti sul sito governativo degli appalti, i contratti per la costruzione delle basi meridionali, del valore complessivo di 4,75 miliardi di dollari taiwanesi (circa 148,7 milioni di dollari americani), sono stati assegnati dopo un processo di gara avviato a giugno. Le località specifiche comprendono Tainan, Kaohsiung e due basi a Pingtung, tutte aree che si affacciano direttamente sullo Stretto di Taiwan e quindi sulla Cina continentale. I lavori per la base di Tainan sono già iniziati mercoledì scorso, mentre quelli per le altre tre installazioni dovrebbero iniziare a breve. L’obiettivo è completare tutte e quattro le basi entro un periodo di tre anni.
Questa mossa rientra nel più ampio sforzo di Taipei di rafforzare le proprie capacità difensive in risposta alla crescente pressione militare della Cina. Nel 2020, gli Stati Uniti avevano approvato la vendita a Taiwan di 100 sistemi missilistici antinave Harpoon basati a terra, parte di un pacchetto più ampio che includeva fino a 400 missili superficie-superficie RGM-84L-4 Block II e quattro missili manovrabili RTM-84L-4 Block II, oltre a 100 unità di lancio mobili e 25 camion radar. Questi missili Harpoon sono dotati di una tecnologia avanzata che consente una maggiore gittata rispetto ai modelli attualmente in uso dalla marina statunitense, aumentando così la capacità di deterrenza di Taiwan.
L’iniziativa di Taiwan di costruire nuove basi per i missili Harpoon riflette l’escalation delle tensioni tra Taipei e Pechino, in un contesto di crescente assertività cinese nell’area del Pacifico. La decisione di rafforzare le proprie difese con l’acquisizione di armi avanzate dagli Stati Uniti segnala la determinazione di Taiwan a non farsi intimidire dalle pressioni di Pechino, che considera l’isola come una provincia ribelle da riportare sotto il proprio controllo, anche con l’uso della forza se necessario.
Dalla prospettiva di Washington, il sostegno militare a Taiwan rappresenta un elemento chiave della strategia per contenere l’influenza cinese nella regione Asia-Pacifico. L’installazione dei missili Harpoon contribuirà a migliorare le capacità di difesa costiera di Taiwan, rendendo più difficile per la Cina considerare un’operazione anfibia senza rischiare perdite significative. Inoltre, la mossa potrebbe avere un effetto deterrente, dissuadendo Pechino dal compiere azioni aggressive contro l’isola. Tuttavia, questo sviluppo potrebbe anche inasprire ulteriormente le relazioni sino-americane e aumentare il rischio di incidenti militari nello Stretto di Taiwan. La Cina ha già espresso forte opposizione a qualsiasi forma di cooperazione militare tra Taiwan e gli Stati Uniti, considerandola una minaccia alla propria sovranità nazionale.
In sintesi, mentre Taiwan rafforza le proprie difese per fronteggiare potenziali minacce, il rischio è che queste misure possano alimentare ulteriormente la corsa agli armamenti nella regione e intensificare le tensioni tra le principali potenze mondiali.
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