Arriva il summit Nato dell’Aja e sono almeno quattro i punti politici da attenzionare mentre l’Alleanza Atlantica si trova per la prima volta nei Paesi Bassi, patria del neo-segretario Mark Rutte.
Il primo dato è legato al ruolo politico che avrà il ritorno di Donald Trump al summit e come si strutturerà l’approccio Usa al Vecchio Continente. Il secondo sarà volto a comprendere quanto le recenti tendenze belliche in Medio Oriente, chiuse col cessate il fuoco mediato dagli Usa tra Israele e Iran, si sommeranno nel campo della sicurezza collettiva alle altre priorità, dall’Ucraina alle sfide cyber e ibride, nel definire l’agenda dell’Alleanza. Terzo punto da sottolineare sarà capire in che misura il riarmo europeo potrà strutturarsi sulla scia delle nuove regole della spesa militare al 5% del Pil mediate da Rutte e Trump. Infine, andrà capito chi in Europa potrà essere eventualmente il leader nella costruzione di un apparato militare complementare a quello americano.
La prima riunione Nato del Trump 2.0
Tutte le strade portano a L’Aja e mentre Trump dall’Air Force One dichiarava con durezza di non capire il perché degli odierni spillover bellici tra Israele e Iran, rivendicando la vittoria diplomatica nell’ottenere il cessate il fuoco, a oltre dieci ore di volo di distanza Friederich Merz, cancelliere tedesco, metteva nero su bianco in un discorso al Bundestag l’impegno della Germania a raggiungere entro il 2029 la quota del 3,5% di spesa militare su Pil in armamenti e truppe, parte core di una spesa del 5% da completare con logistica, mobilità militare e altri servizi ausiliari.
Con il Regno Unito di Keir Starmer e la Francia di Emmanuel Macron che si dibattono tra vincoli di spesa e difficoltà politiche interne, Merz si vuole intestare il ruolo di leader dell’Europa militare ricostruendo le forze armate tedesche. “La sicurezza”, ha detto ai parlamentari, “è la condizione per la libertà, la prosperità e la pace, e dobbiamo essere forti sia all’interno che all’esterno”.
Merz, a Berlino, nota Politico.eu, ha confermato che il Paese “sospenderà il freno costituzionale al debito e chiederà l’approvazione dell’Unione Europea per classificare la spesa per la difesa come eccezionale, consentendole di aggirare i limiti di deficit dell’Ue”. Per la precisione, “la nuova spesa prevede lo stanziamento di 153 miliardi di euro per la difesa nel 2029, in aumento rispetto agli 86 miliardi di euro del 2025” e “la Germania ha inoltre promesso 8,3 miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina per il prossimo anno”.
La Germania ha le idee chiare
Una linea politica che mostra come la Germania abbia le idee chiare sui quattro punti di cui parlavamo in apertura: al ritorno di Trump bisogna rispondere accettandone la sfida sulla divisione del lavoro interna alla Nato; Berlino, nel contesto di caos globale, perora la causa dell’unità occidentale tramite condivisione della deterrenza: all’Europa la Russia, agli Usa la Cina e, in più, a Israele l’Iran e il “lavoro sporco” di cui ha recentemente parlato. La Germania, sul terzo punto, intende usare le linee guida dei comandi e degli armamenti Nato per investire i fondi del ReArm Europe sfruttando la sua capacità di bilancio e, infine, vuole puntare sulla sua industria come leva economico-industriale, come dimostrato dal ruolo di colossi come Rheinmetall nel riarmo europeo.
Sarà la Germania a dettare la linea? O prenderanno piede altre tendenze europee? Ad oggi, Londra è a metà del guado, la Francia appare velleitaria e altri Paesi, come la Polonia, giocano nel campo americano prima ancora che in quello europeo. Il summit Nato dovrà anche far capire che atteggiamento vuol tenere l’Europa. I casi sono due: o si seguirà la linea Merz sull’Europa della Difesa inserita nel cardine operativo Nato con la guida tedesca come alternativa alla garanzia americana o dovranno emergere altre voci critiche dell’intero processo dopo la Spagna di Pedro Sanchez. Tertium non datur. Il summit Nato 2025 imporrà linee operative da qui al prossimo decennio. Chi vuole far sentire la sua voce può farlo ora. Se no, non potrà dire di non esserci stato. Ogni riferimento all’Italia…è voluto.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

