Si chiama Yousun, e in alcune brevissime clip lo si vede uscire dall’acqua, presumibilmente lanciato da un sottomarino, oppure spiccare il volo da terra, innescato da un apposito dispositivo. Una volta a contatto con l’aria, il nuovo jolly della Cina si apre mostrando la sua forma.
L’oggetto in questione è un drone che ricorda lo Switchblade iraniano, dovrebbe essere stato sviluppato dalla Northwest Polytechnic University of China, istituto situato nella provincia dello Shaanxi, ed è stato etichettato sul web cinese come Peregrine kamikaze Uav.
Secondo il commentatore di affari cinesi Zhao Dashuai, il drone avrebbe dimensioni comprese tra i 2,5 e i 3 metri di lunghezza e sarebbe dotato di un meccanismo di piegatura di ali unico nel suo genere. L’ala sulla fusoliera superiore è sezionata in tre parti, con quella centrale girevole che ruota verso l’esterno, e le altre due che ruotano verso l’esterno da ciascuna estremità. Tutto questo dovrebbe conferire al mezzo un’elevata stabilità aerodinamica e un lungo tempo di volo.
In attesa di saperne di più, in un’ipotetica crisi a Taiwan, centinaia di questi droni potrebbero essere inseriti nel Vertical Launching System (Vls) di un sottomarino per poi essere lanciati, come uno sciame, al largo della costa orientale dell’isola. Stiamo parlando, dunque, di un aeromobile a pilotaggio remoto sparabile (anche) dalle profondità marine per colpire i bersagli sulla terraferma.
Yousun e lo scenario taiwanese
Come ha sottolineato il portale Eurasiantimes, questo drone kamikaze, ancora in fase di sviluppo, può essere lanciato sott’acqua, rivelandone un ipotetico ruolo chiave in un’operazione militare futura inerente al dossier Taiwan o ad uno sbarco anfibio.
Le tensioni nello stretto di Taiwan sono ai massimi storici e Pechino continua ad effettuare esercitazioni militari, mentre gli Stati Uniti, temendo l’offensiva cinese sull’isola, impartiscono informazioni tecniche alle forze taiwanesi per prepararsi ad ogni evenienza.
Qualora la Cina volesse accelerare la riunificazione, il Dragone dovrebbe però quasi sicuramente affidarsi ad un’operazione anfibia, e cioè ad una manovra a dir poco impegnativa. Da questo punto di vista, l’esercito cinese schiererà alcune piattaforme specifiche, come il Type 075 amphibious Landing Helicopter Dock (Lhd), il carro armato anfibio Type 05 e gli elicotteri d’attacco Z-10. Il drone kamikaze Yousun, nel suo ruolo di munizione vagante, non fa altro che aggiungersi a questa lista. Non è un caso che, durante le recenti esercitazioni di Han Kuang, l’esercito taiwanese si sia concentrato sul respingimento degli sbarchi nemici dalle proprie spiagge.
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L’utilità del drone
Nello scenario di uno sbarco anfibio cinese su Taiwan sopra descritto, è lecito supporre che i soldati dell’esercito cinese e le unità della Marina cinese procedano nel loro obiettivo supportati dai carri armati anfibi e dall’artiglieria navale. Ma, ammesso e non concesso che i militari di Pechino riescano a superare gli ostacoli disposti sulle spiagge, penetrando così le prime difese di Taipei, gli invasori dovranno comunque pagare un tributo salato in termini di vite umane.
Ecco che il lancio di droni kamikaze scatenerebbe un’altra fonte di fuoco di precisione sui difensori, distraendo o distruggendo le loro postazioni. Detto altrimenti, Yousun dovrebbe limitare le manovre delle truppe taiwanesi e, di pari passo, aiutare l’avanzamento di quelle cinesi. L’azione di centinaia di droni del genere può effettivamente fornire una forma di fuoco soppressivo per agevolare uno sbarco anfibio. “L’idea è che, con centinaia di droni che sorvolano l’area, le truppe nemiche non possono uscire dalla copertura, consentendo all’attaccante libertà di movimento”, ha spiegato l’analista Zhao Dashuai. Come se non bastasse, poiché gli Uav in questione verrebbero lanciati da sottomarini, Taiwan non potrebbe concentrare il fuoco solo sui mezzi da sbarco.
Il drone kamikaze è ancora in fase di test e il suo utilizzo formale sembra ancora piuttosto lontano. Le informazioni tecniche come la sua resistenza, la velocità e il sistema ottico, non sono inoltre disponibili. Lo Uav in questione potrebbe tuttavia cambiare radicalmente il modus operandi di un moderno attacco di atterraggio anfibio.