Al DSEI 2025 (Defence & Security Equipment International) di Londra, Rheinmetall ha siglato un contratto per la fornitura del sistema mobile da difesa di punto Skyranger all’Ucraina, con consegna prevista entro la fine di quest’anno. La fornitura, come riferisce l’Amministratore Delegato dell’industria della difesa tedesca Armin Papperger, è del valore di “milioni di euro a tre cifre” e permetterà un importante miglioramento delle capacità ucraine C-UAS (Counter-Unmanned Air System).
L’intesa era nota da alcuni giorni ma solo nella giornata di mercoledì 10 settembre, al DSEI londinese, è stato finalizzato l’accordo, e proprio al salone londinese Rheinmetall ha mostrato una versione dello Skyranger montata su chassis cingolato del KF-41 “Lynx”, in una mossa pensata per attrarre i futuri utilizzatori del mezzo. Il “Lynx” è già in produzione in serie per l’Ungheria, per un totale di 218 veicoli, ed è stato offerto ad altri Paesi per soddisfare i requisiti per i loro nuovi IFV (Infantry Fighting Vehicle), tra cui anche l’Italia che ha testato la piattaforma per la prima volta a gennaio di quest’anno in vista dell’acquisizione di 1.050 veicoli di vario tipo basati sul “Lynx” per un costo complessivo di 15 miliardi di euro.
Il sistema Skyranger è progettato come una piattaforma di difesa aerea a corto raggio altamente mobile (su veicolo 8×8), specificamente ottimizzata per contrastare piccole minacce aeree, in particolare i droni. Ogni unità Skyranger è in grado di ingaggiare bersagli in un’area di circa quattro chilometri per quattro, creando una zona praticamente libera da droni, neutralizzandoli con rapida precisione, grazie al suo cannone Oerlikon a revolver KCE da 30×173 mm e con le avanzate munizioni programmabili AHEAD airburst di Rheinmetall. Oltre al cannone, il sistema può integrare missili a corto raggio e sensori di bordo avanzati, rendendolo uno strumento versatile per diversi ambienti di minaccia aerea e quindi offrendo un certo livello di difesa aerea multistrato. Questa flessibilità consente allo Skyranger di operare da solo o come parte di una rete di difesa aerea più ampia, aumentando la capacità di scoperta e la protezione del campo di battaglia.
Mille colpi al minuto per ripulire il cielo
Sul sito di Rheinmetall si può leggere che il sistema combina una potenza di fuoco superiore, sensori attivi e passivi e la dinamica necessaria per ingaggiare i bersagli più impegnativi. L’impiego di un cannone all’avanguardia consente allo Skyranger di resistere ad attacchi a sciame, e la sua mobilità ne consente l’impiego a fianco delle forze di terra o per la protezione di risorse vitali fisse. Lo Skyranger può generare autonomamente la propria immagine aerea locale (il radar ha una portata di circa 30 km), mentre la sua architettura di comando e controllo (Skymaster), il sistema IFF e il collegamento dati ne consentono l’integrazione sul campo di battaglia e nella struttura di comando. A seconda delle esigenze tattiche e dello spettro di bersagli richiesto, lo Skyranger può essere equipaggiato con un cannone revolver da 35×228 mm KDG o con il già citato 30×173 KCE. Entrambi i cannoni sono caratterizzati da un’elevata cadenza di fuoco (nel ruolo di difesa aerea essa è di 1.000 colpi al minuto in modalità ciclica o 200 colpi al minuti in modalità colpo singolo), un’eccellente precisione e munizioni con spoletta di prossimità.
La torretta dello “Skyranger” ha una rotazione completamente elettrica di 360° con elevazione da -5° a +85°. Il calibro 35 mm offre capacità C-RAM (Counter-Rocket Artillery Mortar) e una gittata effettiva fino a 4000 metri mentre il calibro 30 mm ha una gittata effettiva fino a 3000 metri e la torretta può montare anche missili da difesa aerea a corto raggio. Altro pregio del sistema è la sua modularità, che gli consente di avere configurazioni personalizzate di sensori attivi e passivi: radar AESA, sistemi di visione panoramica passiva e pacchetti optronici. Algoritmi avanzati vengono utilizzati per fondere i dati dei sensori, classificare i bersagli e supportare gli operatori nel processo decisionale e Rheinmetall riferisce che si sta pensando all’integrazione nel sistema di un’arma a energia diretta (laser).
Sebbene non siano noti i numeri della commessa di Kiev, l’arrivo dello “Skyranger” contribuirà, insieme al già presente Skynex sempre di Rheinmetall, a migliorare le capacità di difesa dai droni di piccole dimensioni come le loitering munitions che da settimane colpiscono ogni notte diversi obiettivi sparsi lungo tutto il territorio dell’Ucraina.
La riscoperta della difesa di punto
Come abbiamo sempre affermato da queste colonne, la priorità per l’Ucraina è sempre stata quella di migliorare le sue capacità di difesa area e non solo a lungo raggio: la difesa di punto, ovvero la difesa a corto e cortissimo raggio, è diventata via via più importante più la Russia ha fatto un uso intensivo (ed estensivo) delle loitering munitions a lungo raggio come i droni della famiglia Geran. Se guardiamo agli ultimi attacchi aerei portati dalla Russia, infatti, sono stati lanciati una manciata di missili da crociera/balistici (intorno alla quarantina) mentre i droni one way assommano a parecchie centinaia. Essendo bersagli di piccole dimensioni, volanti a bassa quota sebbene non molto velocemente, rappresentano una problematica non indifferente per la difesa aerea organizzata classicamente (poco adatta a intercettare slow movers di piccole dimensioni), quindi si è fatta sentire prepotentemente l’esigenza di utilizzare sistemi altamente mobili di difesa di punto come i vetusti Gepard, di cui lo Skyranger si può considerare un erede.
L’Ucraina, anche in questo senso, ha impartito una severa lezione alle forze armate di tutto il mondo e in particolare a quelle europee, che da troppi anni avevano tralasciato la componente mobile di difesa di punto a protezione delle forze meccanizzate/corazzate. Fortunatamente, questa lezione è stata appresa e stiamo assistendo al riempimento di questa lacuna negli eserciti europei.
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