Le spese militari globali sono al massimo dalla Guerra Fredda e in Europa si è definitivamente svegliato un gigante, la Germania, diventata nel 2024 il quarto Paese al mondo per spese militari dopo Usa, Cina e Russia. Sono questi i principali punti che il rapporto sulle spese militari globali del 2024 dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), il think tank svedese che ogni anno monitora l’andamento degli investimenti in forze armate delle potenze del pianeta, ha presentato.
L’Europa traina la crescita
Con quasi mille miliardi di dollari, gli Usa assorbono il 37% della spesa militare globale e sono ampiamente primi. Tre dollari su cinque di spesa militare globale sono investiti dai Paesi Nato, mentre la Cina ha accresciuto del 7% le sue dotazioni, a una notevole quota di 314 miliardi.
In generale, su un trend decennale, l’Europa è il continente che maggiormente ha presentato una crescita delle spese militari. Ad accelerarla, la guerra in Ucraina e le conseguenze del riarmo del Paese invaso dalla Russia e del rilancio delle capacità strategiche del Vecchio Continente. Nel 2014 i Paesi del Vecchio Continente spendevano 362 miliardi di euro l’anno su 1.929 investiti totalmente nel mondo (18,8% del totale), nel 2021, ultimo anno prima dell’invasione russa dell’Ucraina si era a 441 su 2.222 (quasi il 20%), oggi il totale è di 693 miliardi sul record di 2.718 miliardi di dollari di spesa (25,5%).
Depurato della Russia, il dato mostra quanto i Paesi dell’Europa abbiano di per sé risposto all’aggressione di Mosca a Kiev in maniera crescente. Nel 2014 la spesa totale sarebbe stata di 277 miliardi di euro, sottraendo all’Europa la Russia (14,4%), nel 2021 di 381 (17,1%) e nel 2024 di 544 (20%). La Germania, che nel 2014 spendeva circa 35 miliardi di euro l’anno in Difesa e sicurezza, è arrivata nel 2024 a 88 miliardi, un dato che per fare un semplice esempio è pari a una volta e mezza l’intera spesa militare africana.
Spesa militare in volo
E non finisce qui. “La Svezia ha aumentato la sua spesa militare del 34% nel 2024, raggiungendo i 12 miliardi di dollari. Nel primo anno di adesione alla NATO, l’onere militare della Svezia ha raggiunto il 2% del PIL”, nota il Sipri, sottolineando come il Paese dove l’istituto ha sede abbia portato in dote all’Alleanza Atlantica il record di crescita delle spese militari in termini percentuali nell’anno passato. Al contempo, sottolinea il Sipri, “il Regno Unito ha aumentato la sua spesa militare del 2,8%, raggiungendo gli 81,8 miliardi di dollari, posizionandosi al sesto posto a livello mondiale per spesa militare. La spesa militare della Francia è aumentata del 6,1%, raggiungendo i 64,7 miliardi di dollari, posizionandosi al nono posto”.
Tutti questi dati non incorporano ovviamente i frutti che potrà dare il programma ReArm Europe che, come noto, è spinto soprattutto dalla Germania. In un mondo che si fa sempre più caotico la spesa per le armi vola. E questo pone grandi interrogativi sulla tenuta della situazione geopolitica in un mondo sempre più caotico e competitivo. A cui rispondere con il rafforzamento delle forze armate appare sia la reazione più immediata sia, al contempo, un potenziale elemento di destabilizzazione ulteriore delle già tese relazioni tra potenze.