La Russia sta portando avanti una “partnership senza limiti” con la Cina ma, al tempo stesso, è impegnata a consolidare i rapporti anche con altre nazioni seguendo una logica multipolare. Tra queste c’è anche l’India, rivale di Pechino ma sempre più vicina a Mosca, ancor più adesso che la guerra in Medio Oriente ha innescato una preoccupante crisi energetica in gran parte dell’Asia.
Al netto di petrolio e gas, l’asse che parte dal Cremlino e arriva fino a Delhi comprende ben altro: la vendita di armi, certo, ma anche un aiuto reciproco per consentire a ciascun Paese di raggiungere i propri obiettivi geopolitici. Vladimir Putin e Narendra Modi hanno infatti portato i loro legami di Difesa a un nuovo livello, e questo grazie a un patto che consente la condivisione di basi militari, porti e aeroporti, nonché lo stazionamento di un massimo di 3.000 soldati di una nazione nel territorio controllato dall’altra.
Anche se questa intesa, rientrante nel cosiddetto accordo sullo scambio reciproco di supporto logistico (Relos), risale allo scorso anno ed è entrata in vigore a gennaio, per la durata di cinque anni (con possibilità di proroga), i dettagli sono stati diffusi soltanto di recente dal portale ufficiale di informazioni giuridiche della Federazione Russa. Ecco cosa comprendono.
Il patto tra Russia e India
Il primo vicepresidente del Comitato per gli affari internazionali di Mosca, Vyacheslav Nikonov, ha dichiarato che “cinque navi da guerra, 10 aerei e 3.000 soldati” potrebbero essere contemporaneamente stanziati nel territorio del Paese partner per cinque anni nell’ambito del patto, prorogabili per altri cinque anni.
Sui social, il Bharatiya Janata Party, ossia il partito di Modi, ha definito l’accordo “un nuovo capitolo” nell’amicizia tra India e Russia, aggiungendo che il Relos “è destinato a tenere svegli i nemici la notte”. Il patto non si limita però a coprire manovre militari, addestramento e missioni umanitarie. Sulla carta, infatti, nel lungo periodo offre l’opportunità ai due Paesi di espandere le rispettive strategie in due regioni chiave: Artico e Oceano Indiano.
Il Relos permetterà a Mosca di espandere la propria influenza nel cortile di casa di Delhi, così come darà modo al gigante asiatico di fare altrettanto nel gelido Nord, dove il Cremlino sta da tempo sviluppando nuove rotte commerciali e siti estrattivi di preziose risorse energetiche.
Dal punto di vista di Modi, ottenere una presenza consolidata nell’Artico è importante, non solo per tenere il passo della Cina, ma anche per alimentare le ambiziose prospettive economiche dell’India (che, ricordiamolo, è un membro osservatore del Consiglio Artico). In cima alla lista dell’Elefante indiano troviamo motivi scientifici ed economici, e pure la volontà di assicurarsi risorse locali e nuove rotte di navigazione.
Una cooperazione strategica
Nel Relos c’è ampio spazio per la logistica. “Le procedure stabilite saranno utilizzate durante esercitazioni congiunte, addestramenti, fornitura di assistenza umanitaria, risposta a disastri naturali e catastrofi causate dall’uomo, nonché in altri casi concordati”, ha scritto l’agenzia russa Tass. “Il documento semplifica l’uso reciproco dello spazio aereo dei due Paesi e l’ingresso di navi militari russe e indiane nei rispettivi porti”, ha concluso la stessa fonte.
L’India, oltre a quello con la Russia, può contare su altri accordi – per esempio con Stati Uniti, Giappone e Australia – per ampliare le partnership marittime e aeree attraverso l’accesso reciproco alle strutture. In ogni caso, il Cremlino è da tempo un fornitore indiano prediletto di armi, e Nuova Delhi ha anche iniziato ad acquistare quantità significative di petrolio greggio da Mosca.
A proposito di armamenti, India Today ha fatto presente che l’Elefante indiano ha completato l’acquisizione del sistema missilistico russo R-37M: circa 300 missili per un valore di 1,2 miliardi di dollari. Questo jolly, soprannominato Axehead, sarebbe in grado di agganciare un bersaglio e distruggerlo da oltre 350 chilometri di distanza. La Cina è avvisata.