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Il misterioso caccia cinese “senza coda”, classificato come J-36, è stato avvistato per la seconda volta dopo diversi mesi. Si tratta di un jet stealth di nuova concezione, secondo gli analisti il più grande dei due prototipi di jet tattico che la Cina sta sviluppando in vista dei potenziali conflitti del futuro. Secondo alcuni, si tratterebbe di un caccia di 6ª generazione.

La prima volta che il J-36 era stato osservato era il 26 dicembre 2024, ne aveva scritto su questo stesso canale Paolo Mauri, interrogandosi se si trattasse veramente di un “caccia di nuova generazione” sviluppato dalla Chengdu Aircraft Corporation. Ora, nuove immagini e video diffusi sulle principali piattaforme ci offrono l’opportunità di approfondire le informazioni riguardo a questo secondo avvistamento.

L’analogia con i caccia russi

Il jet, chiamato ufficiosamente “J-36“, sarebbe custodito nello stabilimento di Chengdu, in un hangar con una grandezza adeguata alla considerevole apertura alare del velivolo, che è stato individuato grazie ai satelliti, e spicca per dimensione rispetto agli altri hangar, eretti per accogliere gli altri jet da combattimento sviluppati dall’azienda cinese: i caccia di 4ª generazione Chengdu J-10 e i caccia di 5ª generazione Chengdu J-20. Secondo quanto riportato da The War Zone, le immagini potrebbero essere “alterate o falsificate”, ma il design futuristico di questo jet, evidentemente sviluppato per la bassa osservabilità necessaria alle incursioni furtive attribuite ai caccia e ai bombardieri dotati di tecnologia stealth, coincide in gran parte con le immagini catturate durante il primo avvistamento.

La cellula, estremamente aerodinamica, con una livrea mimetica nera e grigia, mostra un abitacolo ampio che potrebbe ospitare un pilota e un operatore, analoga a quella che ritroviamo nei cacciabombardieri di concezione russa, come il Sukhoi Su-34 Fullback, mostra una “gobba prominente e l’area superiore” come ingresso del flusso d’aria, e termina con una sezione posteriore priva di impennaggi, o “coda”, che mostra chiaramente la presenza di tre motori a getto. Una configurazione “enigmatica” quanto affascinante, anche per un caccia di nuova concezione. Il ventre del velivolo è provvisto di capienti vani per armi interni, anch’essi tipici dei velivoli stealth, che potrebbero ospitare per missili a lungo raggio e diverse altre tipologie di armi aria-superficie.

La forza aerea cinese nei conflitti del futuro

Come riportato su Asia Times, la “modernizzazione” dell’aeronautica militare cinese è il chiaro segno, al pari della modernizzazione della flotta navale, di un “cambiamento fondamentale nella sua strategia militare, con implicazioni significative per la sicurezza regionale e globale“.

Il rapporto 2024 del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sulla potenza militare cinese affermava che “l’introduzione di progetti di caccia avanzati, tra cui velivoli stealth come il J-20 e lo sviluppo in corso di sistemi di sesta generazione, sottolinea l’ambizione dell’aeronautica dell’Esercito Popolare di Liberazione di raggiungere la parità o superare le capacità aeree degli Stati Uniti e degli alleati“. Il rapporto rileva che questi sviluppi riflettono un approccio integrato al dominio aereo, incentrato su operazioni incentrate sulla rete, capacità di guerra elettronica e piattaforme missilistiche migliorate.

Secondo il rapporto del Pentagono, lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia da parte dell’apparato della Difesa cinese è “in linea con gli obiettivi militari più ampi” del Dragone che, al pari dell’America, punta alla padronanza di “sistemi di guerra intelligentizzati“. In questo caso ci si riferisce alla capacità di incorporare intelligenza artificiale e informatica quantistica.

Tali progressi rappresentano una sfida per la “superiorità aerea” degli Stati Uniti negli spazi aerei contesi dell’Indo-Pacifico, e potrebbe influire sopratutto nello scenario che guarda alla potenziale escalation che potrebbe verificarsi nel Mar Cinese Meridionale, o nella acque dell’isola di Taiwan: il territorio nelle mire di Pechino che, dopo il precedente del conflitto ucraino – iniziato con un’invasione spregiudicata e in via di terminazione con negoziati basati sull’annessione territoriale, preoccupa sempre di più gli osservatori internazionali che stanno seguendo, al contempo, lo scambio di accordi avviato sotto l’amministrazione Trump, con il governo di Xi Jinping.

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