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In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita della Skunk Works, divisione che si occupa di ricerca e sviluppo per i progetti più “avanzati” dell’aeronautica, la Lockheed Martin ha deciso di condividere sul proprio profilo Instagram delle immagini estremamente interessanti. Attirando immediatamente l’attenzione di analisti e appassionati di aerei militari di tutto il mondo. Stiamo parlando di tre sagome, dai tratti estremamente semplici su sfondo nero, che mostravano il profilo di un nuovo misterioso velivolo di prossima generazione: con buon probabilità il caccia di sesta generazione che andrà a sostituire il caccia da superiorità aerea F-22 Raptor, secondo quanto previsto dal programma Next Generation Air Dominance.

Come spiega l’esperto D. Cenciotti sul sito di approfondimento The Aviationist, “in termini di planimetria e forma” il design di questo velivolo di sesta generazione tanto atteso non è dissimile dai progetti rilasciati precedentemente da Lockheed Martin – che ha già sviluppato sia l’F-22 che l’F-35 Joint Strike Fighter – “mostrando un design senza coda“, ritenuta una specifica ideale per implementare la capacità furtiva di un velivolo che non vuole comparire sui radar, e “una pianta alare a forma di diamante con estremità anteriori e posteriori diritte”.

“I motori” – prosegue l’esperto – “sono completamente inglobati nella fusoliera, con solo due rigonfiamenti che denotano la loro posizione sulla fusoliera superiore” e come vale per molti altri velivoli stealth, il loro scarico si trova “sulla superficie superiore della fusoliera posteriore, schermando quasi completamente la firma infrarossa degli ugelli bidimensionali a forma di diamante”. Altre piccoli indizi sul velivolo misterioso sarebbe la presenza delle prese d’aria a filo sotto la fusoliera, e la presenza – oramai non più ovvia – di un abitacolo che ospiterà un pilota umano.

Secondo quanto appreso dalle informazioni e indiscrezioni riguardanti il programma Next Generartion Air Dominance i velivoli in questione, ossia i “prescelti”, dovranno fronteggiare numerose minacce ipotetiche con un ampio spettro di ruoli operativi. Per tale motivo saranno concepiti per possedere tutte le specifiche necessarie per missioni incentrate sull’ottenimento della la superiorità aerea, quanto per missioni che prevederanno la soppressione di obiettivi/minacce terrestri. Come accennato in un precedente articolo il caccia di prossima generazione interagirà con una serie di droni autonomi nell’ambito del programma Collaborative Combat Aircraft, che porterà all’operatività i primi “droni gregari“.

Il Pentagono sembra indirizzato sull’acquisizione di 200 caccia Next Generation Air Dominance per l’Us Air Force, da accostare come “leader” ad una flotta di almeno 1.000 droni autonomi o leali gregari del programma Collaborative Combat Aircraft, al fine di costituire quello che viene definito un “sistema di sistemi” che prevede una stretta cooperazioni tra caccia di sesta e quinta generazione come gli F-35, interconnessi con droni, satelliti per la condivisione di dati in tempo reale attraverso una “rete cloud di combattimento sicura”, e ogni altro sistema utile a raggiungere il massimo livello di efficacia e protezione delle forze schierate in campo.

Non resta altro che aspettare i prossimi passi o le prossime “imbeccate” concesse dalla Skunk Works dunque; che sotto il logo cartoonesco con la piccola puzzola beffarda a braccia conserte, continua lavorare – operosamente e silenziosamente – nel rispetto del suo vecchio motto: “L’85% del nostro lavoro è classificato e protetto da segreto per la sicurezza nazionale”. Anniversari importanti a parte.

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